#2 Il terribile assalto [Un Vichingo in azione]

Il villaggio di Hafn era completamente distrutto. Le case bruciavano, mentre fuori c’erano molte persone gravemente ferite.
Ketill gridò subito preoccupato:
“Dobbiamo andare da Einar! Speriamo stia bene!”.
Andarono di corsa a casa per vedere come stava il fratello. Trovarono la porta completamente abbattuta ma non c’era nessuna traccia del vichingo.
Kolar iniziò a disperarsi e lo chiamò urlando:
“Manigghia! Manigghia!”.
“Kolar, andiamo a chiedere in giro cosa è successo!” esortò Ketill.
Nel frattempo, il vichingo Kolar si innervosì tantissimo a tal punto da alzare grossi macigni e lanciarli contro casa sua.
“Fermati! Così la distruggi!” gridò Ketill.
“Igghia manigghia!” rispose Kolar.
Dunque invece di lanciare oggetti, si lanciò lui stesso contro un albero urtandolo così forte da abbatterlo.
Kolar perse i sensi, ma si svegliò dopo due secondi, si rialzò e corse verso il centro del villaggio. Ketill invece lo inseguì per poter controllarlo minimamente.
Incontrarono un anziano signore disteso a terra. Aveva profonde ferite lungo il volto ma era ancora vivo.
Egli disse subito ai due:
“Aiuto, vi prego salvate mia figlia!”
“Cosa è successo? Il villaggio è distrutto, nostro fratello è sparito!” chiese Ketill.
“Sono venuti dalla foresta per portare disgrazia al nostro paese!”.
“Chi sono?”.
“Sono dei demoni, per quello che hanno fatto non sono persone. Hanno iniziato a incendiare le case e, con le loro spade, ci hanno colpiti. Dopodiché hanno portato via molti di noi compresi vostro fratello Einar e mia figlia” spiegò l’anziano vichingo mettendosi tristemente a piangere.
“Oh no, nostro fratello è in pericolo! Sai dove sono andati?”.
“Sono tornati da dove sono venuti, dalla foresta!”.
Questa storia fece commuovere anche Kolar, iniziando a piangere per suo fratello. Era troppo attaccato ad Einar, non voleva separarsi da lui per nessuna ragione al mondo.
Kolar prese le lance dalla barca di pesca e si preparò a cacciare quegli esseri nominati demoni.
Ketill disse all’anziano:
“Andiamo a cercare nostro fratello e tua figlia”.
Kolar invece disse all’anziano:
“Figghia manigghia!”.
“Grazie davvero, ve ne sarò molto riconoscente!”.
I due fratelli si incamminarono verso la foresta, Ketill era leggermente impaurito mentre Kolar era invaso dalla collera.
Per sfogarsi, riuscì a sradicare un grosso albero e lo lanciò per sbaglio verso casa sua e dei fratelli distruggendola completamente.
Ketill si stupì molto nel vedere tanta forza ma si infuriò tantissimo per la casa.
Dunque iniziò a inseguire suo fratello con una lancia, ma Kolar si mise a correre per non farsi prendere da Ketill.

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