#4 La capanna della foresta [Un Vichingo in azione]

I due fratelli si erano ormai dispersi nella foresta, la loro unica preoccupazione ormai era quella di trovare un posto per rifugiarsi e qualcosa da mangiare.
Ketill era affamato e, inconsapevolmente, lo era anche Kolar.
Era già buio e i due trovarono una gelida caverna dove rintanarsi per la notte.
“Io provo ad accendere un fuoco, tu vai a cercare qualcosa da mettere sotto i denti” disse Ketill a suo fratello.
Kolar si mise in cammino per la foresta alla ricerca di acqua e cibo. Durante la camminata non smetteva di borbottare ripetendo sempre e in modo interminabile le sue soliti parole.
Era davvero furioso, sia per il fatto che suo fratello era stato rapito e sia per come veniva trattato da Ketill.
Era davvero stufo di esser sempre ripreso per ogni cosa che faceva.
Il nervoso era così forte che iniziò a tirare forti pugni contro un albero. Pugni così forti da riuscire ad abbatterlo.
In quel momento vide uno strano animale, mai visto in vita sua, e decise di rincorrerlo per mangiarlo da solo, per dispetto a suo fratello.
L’animale sconosciuto corse velocemente e il vichingo fece molta fatica a stargli dietro.
Dopo molti minuti di corsa, arrivarono presso una capanna nella quale entrò la creatura.
Kolar era incuriosito, era stupito nel vedere un’abitazione nel bel mezzo di una foresta.
Ad un certo punto si affacciò dall’ingresso un anziano vichingo con una possente ascia e urlò con tono impetuoso:
“Chi osa disturbarmi?”.
Kolar alzò la mano e rispose con lo stesso tono:
“Manigghia!”.
“Forza, entra dentro! Non stare fuori al freddo!”.
L’anziano uomo aveva capito da subito che il nostro vichingo era innocuo pensando che fosse un totale idiota.
Kolar entrò nella capanna e vide l’animale che stava rincorrendo.
“Vedo che hai già fatto conoscenza con Olif, la mia pecora muscolosa!”.
Kolar si girò verso l’uomo e gli fece segno che voleva mangiare.
“Vedo che sei affamato. Siediti che ti preparo una zuppa di cinghiale!”.
Kolar si sedette e notò da subito la presenza di tantissime asce appese per la capanna.
Egli cominciò ad impaurirsi. Pensava di essere finito dentro la capanna di un pazzo che lo avrebbe ucciso con una delle sue asce e avrebbe dato i suoi muscoli alla pecora Olif.
Avrebbe voluto scappare, però era troppo stanco e affamato, non sarebbe riuscito nemmeno ad alzarsi.
Mentre faceva tutti questi ragionamenti, Olif lo fissava con uno sguardo malefico.
Kolar era disarmato, non avrebbe avuto nulla con cui difendersi in caso venisse attaccato.
Ad un certo punto, arrivò silenzio l’anziano e gridò:
“Ecco la tua zuppa! Mangiala così ti riprendi!”.
Kolar si spaventò inizialmente, ma poi si mise a mangiare tutto quanto velocemente.
L’anziano lanciò un’ascia contro il muro e disse al vichingo:
“Non mi sono presentato! Io sono mastro Hwu, il miglior fabbricatore di asce in tutto il mondo! Invece io ho capito chi sei!”.

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