#2 Il corteggiamento [Un Vichingo in azione]

2017-19-3--22-51-45 (2)Kolar era in compagnia di Frida ma innervosito per essere stato umiliato da quel dannato Finn. La ragazza lo stava consolando e cercando di renderlo più tranquillo. Ma al giovane Vichingo era bastato solamente guardare i suoi occhi per calmarsi. Era davvero preso da quella visione, da quegli occhi cosi profondi da caderci molto facilmente. Nella sua mente era svanita tutta la rabbia, venne subito rimpiazzata da serenità e felicità. il suo cuore batteva forte e velocemente. Ormai esistevano solo loro due.
Anche Frida si era persa nel vedere il rozzo viso di Kolar, quei baffoni scuri tanto seducenti quanto misteriosi, quella testa senza capelli ma luccicante di bontà. E non dimenticò mai il coraggio che ebbe il ragazzo nel salvarla.
Insomma i due si erano presi una bella cotta.
Purtroppo Kolar non era l’unico innamorato di Frida, c’era anche quel mascalzone di Finn ma fortunatamente non lo sapeva, altrimenti il giovane avrebbe scagliato tutta la sua ira sul rivale.
Nei giorni successivi, Kolar era intenzionato a conquistare la bellissima Frida. Non sarebbe stato difficile poiché anche lei voleva fare la stessa cosa, ma il giovane voleva fare il galantuomo e corteggiarla.
Un giorno, Kolar si alzò di mattino presto, prese l’ascia e andò a caccia del cinghiale più grosso della foresta. Avrebbe voluto prenderlo per regalarlo alla giovane vichinga. Si mise a correre in ogni angolo ma trovava solo cinghiali piccoli.
“Igghia manigghia!!!” gridava furioso.
Con la sua possente ascia tagliò e fece a pezzi ogni albero che gli ostacolava la strada.
Ad un certo punto incontrò Finn.
“Ciao Kolar, anche oggi sei pazzo?” disse con tono provocante.
Ma il giovane era troppo nervoso, tagliò un grosso albero e lo fece cadere addosso Finn. Fortunatamente non si fece male ma rimase bloccato.
“Aiuto Kolar!”.
“Manigghia!” rispose e se andò via.
Purtroppo non trovò quel cinghiale che stava cercando e, dopo aver distrutto mezza foresta, tornò ad Hafn deluso e triste.
Appena arrivò al villaggio incrociò subito lo sguardo con Frida, la quale gli chiese:
“Ciao Kolar, come stai?”.
Ma il ragazzo arrossì e scappò via.
“Che strano!” esclamò lei.
Arrivò il giorno seguente e Kolar tentò una mossa diversa. Decise di cantarle una canzone. Per la prima volta non andò né a caccia né a pesca ma rimase a casa per inventare una canzone romantica da dedicarle.
Mentre era concentrato, sentì bussare alla porta e Kolar andò borbottando a vedere chi fosse. Aprì la porta e vide Finn con una gamba e un braccio fasciato.
“Guarda cosa mi hai fatto? Sei proprio un selvaggio! Dovrebbero esiliarti!” gridò.
Ma Kolar rispose con un bel pugno in faccia e gli chiuse la porta.
Giunse la sera, il giovane vichingo si mise davanti alla casa di Frida e si mise a cantare.

Igghia manigghia!
Igghia manigghia, manigghia, manigghia!
Igghia manigghia!
Igghia manigghia, manigghia, manigghia!

Purtroppo Kolar non sapeva cantare bene e non aveva per nulla una voce intonata. Infatti il risultato della canzone era peggio di ascoltare un rumore. Ma Frida era cotta di Kolar ed apprezzò il gesto. Uscì fuori casa ed andò ad abbracciare il possente “cantante” Kolar. Da qui iniziò la storia d’amore fra Kolar e Frida.
Non si diedero il bacio in quel momento perché Kolar avrebbe voluto farla prima innamorare di lui. Ma la scintilla ormai si era accesa.
Nel giorno seguente, Finn aveva anche il naso fasciato.

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