#3 L’amore di un Vichingo [Un Vichingo in azione]

2017-19-3--22-51-45 (2)Kolar e Frida erano molto felici. Passavano intere giornate insieme e si divertivano in ogni momento. Il giovane vichingo aveva iniziato a portarla a caccia insieme a lei pur di passare più momenti possibili insieme. Purtroppo però si distraeva spesso e ciò lo limitò nella caccia. Poco a poco le prede portate a casa diminuivano sempre di più. Ma Kolar era contento lo stesso poiché compensava la mancanza di prede con la compagnia di Frida.
Tutti quanti ad Hafn erano felici per l’innamoramento dei due vichinghi. Tutti tranne quel Finn, sempre pronto a mettere veleno in tutto ciò di bello.
Una mattina, Kolar dovette andare a fare una commissione con suoi fratello Einar in un altro paese vichingo. Per questo motivo dovette assentarsi per un paio di giorni.
Ketill era davvero preoccupato per i due perché sapeva che avrebbero potuto cacciarsi facilmente nei guai. Avrebbe voluto andare pure lui con loro ma era impegnato a fare altro.
Finn, invece, era molto contento.
“Sfrutterò questa situazione in cui quel rozzo vichingo non c’è!” esclamò, da un angolo del villaggio, il malefico vichingo.
“Frida sarà solo mia!” aggiunse.
Dopo poche ore dalla partenza dell’amato, la giovane ragazza si sentì triste e sola. Ormai si era abituata a stare in compagnia del ragazzo. Inoltre era davvero preoccupata per lui: nella foresta, lontano da tutti, il pericolo era ovunque.
Mentre Ketill era in centro al villaggio, vide la giovane Frida seduta su una roccia. Era triste e preoccupata.
“Ciao Frida. Come mai sei così giù?” chiese il giovane alla ragazza.
“Niente, non preoccuparti!”.
“Coraggio a me puoi dire la verità. Sei così per Kolar vero?”.
“Esatto! Solo poche ore fa è partito e mi manca già!”.
“Ammetto di essere preoccupato per lui! Kolar ed Einar non possono stare mai da soli senza che qualcuno li controlli!” disse Ketill con tono pacato.
“Ma poi nella foresta, con tutti quegli animali, lupi e gente violenta! Ho paura per lui” esclamò la giovane.
Dal tono delle sue parole, si capiva la preoccupazione che risiedeva in lei.
“Anche se sarà difficile dobbiamo cercare di stare tranquilli! Dopotutto lui sarà il Leggendario di Hafn come ci ha detto il maestro Hwu! Saprà cavarsela in qualche modo”.
“Va bene, cercherò di stare più serena!”.
“Ho un’idea! Vieni a casa nostra ad aspettare il tuo amato Kolar, così quando torna gli farai una bellissima sorpresa!”.
Frida si alzò dalla roccia, sorrise e disse:
“Vengo! Sarà felice di rivedermi al suo ritorno!”.
Intanto, un sospettabile Finn, dopo aver visto la scena e dopo aver capito che la giovane andrà a casa con Ketill, disse a nella sua mente:
“Ora ho capito cosa fare! Con il mio piano Kolar lascerà Frida e io la consolerò così sarà mia!”.
Dopo tre interminabili giorni, Kolar ed Einar tornarono dal viaggio. I due purtroppo non erano in buone condizioni fisiche, infatti erano pieni di graffi e lividi. In quel momento Finn decise di attuare il suo malvagio piano. Si avvicinò ai due fratelli prima che tornassero a casa e disse all’amato di Frida:
“Ciao Kolar, devo darti una brutta notizia! La tua Frida ti ha tradito con tuo fratello Ketill! Adesso che tornerai a casa li vedrai insieme!”.
Fortunatamente Kolar non capì nulla, anzi aveva capito questo:
“Ciao Kolar, devo chiederti un favore! Tirami un pugno in faccia ti prego! Prima che torni a casa!”.
Dunque il giovane vichingo sferrò un potente pugno sul volto del nemico. Il rumore del colpo si sentì fino a casa sua, infatti Ketill esclamò:
“Eccolo! Si sente che è arrivato!”.
Quando Kolar entrò a casa sua, vide la giovane ragazza risplendere davanti ai suoi occhi. Lei corse subito da lui per abbracciarlo forte e si diedero un forte bacio in bocca.
“Kolar ha trovato finalmente l’amore!” esclamò molto felicemente Ketill.
Frida si accorse delle ferite sul corpo di Kolar e le curò tempestivamente.
“Oggi riposati! Non andare a caccia! Io starò vicino a te per guarirti!” disse la ragazza al giovane Kolar.
“Igghia manigghia!” rispose con molta gioia.
E i giorni insieme passarono con molta allegria fino a quando non decisero di fare il grande passo.

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