#1 Un giorno come tanti [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

Su Litovia soffiava una fresca e piacevole brezza, mentre con delicatezza il sole ne illuminava le case e le strade, quasi per ravvivarle con il suo calore: ancora una volta, la capitale della Terra delle Fiamme avrebbe goduto di altro un giorno di pace.
Un bene a dir poco prezioso, per non dire un privilegio, che questa florida e vivace città aveva imparato ad apprezzare e a onorare, benché fosse nota in tutto il mondo soprattutto per il suo sviluppato apparato bellico, una caratteristica che aveva giocato un ruolo decisivo negli ormai conclusi tempi di guerra e che comunque non aveva perso d’importanza nemmeno con la fine dei conflitti.
Ma per Igon, l’unico superstite della “Tragedia di Gar”, quel clima di serenità e di pace non aveva alcun significato, né poteva in alcun modo rasserenarlo o fargli dimenticare gli orrori che aveva vissuto cinque anni prima…
Anche ora, mentre se ne stava sdraiato sulla solita altura, da cui si poteva ammirare buona parte della città, il ragazzo ignorava lo splendido panorama davanti a lui, immerso com’era nei propri cupi pensieri: il passato continuava a ritornare, vivido e quasi palpabile, senza che smettesse di perseguitarlo e tormentarlo…
Con un lungo sospiro cercò di scacciarlo lontano, di ributtarlo in fondo alla sua mente. Era tutto inutile: continuava a riemergere con ostinazione e persistenza, come se fosse con lui da sempre. E invece sapeva bene che non era così, perché nonostante tutto, non aveva dimenticato com’era stata la sua vita prima di quella notte…
Quella notte in cui tutto era cambiato…Radicalmente…
E per sempre.
A volte lampi di memoria riaffioravano debolmente: volti, nomi, luoghi, voci.
Specialmente voci…
Le sentiva spesso…Voci di un vita serena…
Anche adesso, mentre chiudeva gli occhi, aveva la sensazione che lo chiamassero…
“Igon… Igon…” sentiva nella testa.
Sembravano volerlo prendere…
E portarlo via…Chissà dove…
<<Ehi!Igon!>>
Il ragazzo trasalì all’improvviso e si voltò di scatto: erano Burn ed Elyse…
<<Mi spieghi perché ogni giorno è la stessa storia?>>esclamò la ragazza.
<<Già, anche a me piacerebbe saperlo!>>fece l’altro compagno.
Ormai era diventata una scena quotidiana: non ci faceva neanche più caso.
In fondo, anche se si conoscevano da anni, di certo non potevano comprendere come si sentiva davvero. O lo scopo per cui ancora si sforzava di vivere…
<<Coraggio Igon!Il maestro ci aspetta!>>lo esortò Elyse.
<<Arrivo>>rispose lui ancora assorto nel passato. Poi si alzò con scarsa lena, andò a
recuperare il suo spadone lasciato lì vicino e si diresse dai suoi compagni.
<<Chissà cosa vorrà dirci?!Che si tratti…DI UNA NUOVA MISSIONE?!Non vedo l’ora
di scoprirlo!>>esclamò Burn, che come sempre non riuscì a contenere la sua euforia:
era il suo modo di affrontare le cose, una caratteristica della sua personalità che non
avrebbe mai cambiato per nulla al mondo.
Igon, al contrario, non era molto entusiasta: ogni volta sperava di potersi avvicinare
almeno in parte al suo scopo, ma immancabilmente le missioni ricevute si rivelavano del
tutto estranee a ciò che gli interessava, finendo per essere dei meri “allenamenti”.
Questa situazione cominciava ad infastidirlo…
<<Il maestro ha detto d’incontrarci nel cortile esterno dell’Accademia>>ricordò loro la
ragazza, mentre li guidava per le strade affollate di Litovia.
In piena mattina, la città brulicava di mercanti e di soldati, ma anche di semplici cittadini,
rendendo talvolta difficile districarsi per le sue vie.
A Gar invece la situazione era l’esatto opposto, essendo decisamente più piccola.
Igon pensò che le sue stradine erano sempre rimaste piuttosto libere e praticabili: vi era
sempre circolata poca gente. Ora nemmeno quella.
<<Eccovi, finalmente!Vi stavo aspettando!>>esclamò il loro maestro non appena li vide
arrivare<<Ci scusi per il ritardo, Maestro Brahon!>>rispose lei.
<<Ahaha!Certe abitudini sono dure a morire, eh?>>scherzò con un mezzo rimprovero.
<<Ora però ascoltatemi bene: ho una bella sorpresa per voi…>>disse in seguito, creando
un forte e sospeso clima d’attesa…
<<Una sorpresa?Di che si tratta?>>chiese curioso Burn, il quale come al solito non
riusciva a trattenersi<<Eheh!Intendo sottoporvi a una prova un po’…“Particolare”>>
affermò il maestro, mentre con un dito indicava una montagna abbastanza alta da essere
visibile sin da lì<<La vedete quella, no?Ebbene…Voglio che la scaliate sino alla cima. Vi
aspetto per mezzogiorno. E mi raccomando ragazzi: questa volta siate puntuali e date del
vostro meglio!>>concluse incitandoli con tutto il cuore, per poi salutarli e allontanarsi
dai suoi allievi, lasciandoli visibilmente esterrefatti.
<<Come sarebbe a di…>>ma Elyse non poté finire la frase, che subito venne interrotta da
Burn, il quale gridò<<WHOHAHA!!MI PIACE!!>>.
La ragazza allora gli lanciò un’occhiataccia e disse<<Tu non sei normale…>>.
Igon, al contrario della compagna, appariva parecchio interessato, come se avesse intuito
cosa si nascondesse dietro quella prova fin troppo banale…
La cima si ergeva in tutta la sua maestosità verso il cielo azzurro e sereno, quasi a volerlo
sfidare: sembrava ironico che anche loro tre stessero per fare lo stesso con la montagna.
<<È davvero alta…Mi chiedo perché ci abbia affidato un simile compito…E poi così
all’improvviso!Ci resta poco tempo ormai…>>disse Elyse ancora titubante.
<<Ma che dici?Vedrai che ce la faremo!>>esclamò Burn nel tentativo d’incoraggiarla.
<<Può darsi ma…>>il ragazzo la interruppe nuovamente, e questa volta colse l’occasione
per punzecchiarla un po’<<Non eri tu ad aver detto che ormai siamo soldati?>>.
<<Sì…E allora?>>la ragazza però non si accorse del tranello, così Burn aggiunse
sorridendo<<E allora perché continui a lamentarti come una bimbetta?>>.
Elyse arrossì di colpo: era stata ripresa da lui?!
<<Sei uno stupido!>>gli disse cercando di ricomporsi<<Dicevo solo che…Lasciamo
perdere!Meglio risparmiare fiato!>>esclamò nervosa.
Poco dopo, con passo spedito, si mise a capo del gruppo. Burn ridacchiò di nascosto,
mentre la ragazza di colpo sembrava aver cambiato atteggiamento…
<<Avanti, affrettiamo il passo!>>fece lei con tono spadroneggiante.
In tutto quel trambusto, Igon rimase in disparte, cercando di concentrarsi.
“È troppo facile…Di sicuro c’è qualcos’altro” continuava a pensare il ragazzo, convinto
che Brahon non avrebbe mai potuto assegnare loro una prova così semplice.
Dopo alcune ore di marcia, il gruppo giunse finalmente ai piedi del monte.
<<Bene!Ora diamoci dentro!>>li incitò Burn.
<<Già, ma come arriviamo fino in cima?È impensabile…Un momento…>>Elyse si fermò
a ragionare, ma Igon, quasi le avesse letto il pensiero, disse<<Non ci è stato detto COME
dobbiamo scalarla. E ciò significa che…>>sospese la frase, poi si avvicinò alla montagna
risoluto, appoggiò una mano su di un rilievo e concluse<<…Possiamo usare la magia!>>.
Di colpo, dalla base del monte fuoriuscì un gran numero di sporgenze simili a gradini,
che Igon sfruttò per salire di parecchi metri.
<<Ehi!Non vale Igon!Sei partito in anticipo!>>gli gridò Burn<<Non mi farò battere!
DIVAMPA!!>>fiamme intense ricoprirono i suoi piedi, poi il ragazzo si posizionò per la
partenza<<Uno… Due…Tre…VIA!!>>e con uno scatto impetuoso iniziò a risalire a gran
velocità il monte, gridando<<Arriverò IO per primo!!>>.
Ancora in fondo, Elyse non voleva certo rimanere indietro: tracciato un solco circolare
intorno a lei, la ragazza innalzò la spada e magicamente cominciò ad ascendere a bordo
di un disco rovente.
<<Se pensate di lasciarmi indietro, vi sbagliate di grosso!>>esclamò a gran voce, ormai
del tutto priva dell’incertezza iniziale e decisa a vincere.
Intanto, Brahon li stava aspettando pazientemente sulla cima…
<<Più veloce!!>>urlò Burn in piena euforia, mentre continuava a macinare metri.
Anche Elyse procedeva rapidamente, sebbene fosse indietro rispetto al suo compagno.
“Devo farcela!” pensò la ragazza, fortemente desiderosa di trionfare in questa gara
improvvisata. Essendo ormai prossimi alla metà, tutti stavano dando del loro meglio.
Solo Igon se la stava prendendo quasi con troppa calma: procedeva una sporgenza alla
volta, e ogni tanto si serviva della spada come appiglio, quando necessario.
<<Pensi di vincere così, Igon?>>lo schernì Burn, ma lui lo ignorò e proseguì.
<<Pensa a te piuttosto!>>esclamò Elyse, che in un attimo accelerò e lo raggiunse.
<<Non ci riuscirai!>>rispose il compagno, senza però notare l’ostacolo davanti a lui…
<<Cosa…NOOOOO!!!!Non posso più evitarlo!>>urlò il ragazzo, che all’ultimo sparò un
globo infuocato per frantumare un costone roccioso, causando però una pioggia di sassi
che precipitò sugli altri.
<<SEI PAZZO?!>>gli gridò Elyse, la quale riuscì a salvarsi appena in tempo con uno
scarto aereo. Tuttavia, una parte della frana stava per piombare su Igon…
<<ATTENTO!!!>>urlò la ragazza in preda al panico, ma prontamente il compagno creò
un copertura di pietra con cui si protesse dai numerosi massi, i quali ruzzolarono fino ai
piedi della montagna provocando un sordo frastuono.
<<Tutto bene?!>>gli chiese lei molto preoccupata, eppure lui le rispose<<Sto bene!Non
pensare a me!>>per poi superare la sua stessa difesa con un’acrobazia e continuare la
scalata come se nulla fosse successo.
“Grazie al cielo…”pensò Elyse sollevata. Dopo però sollevò lo sguardo verso il colpevole
di quell’incidente e sentì crescere una rabbia nei confronti di Burn.
“Quello stupido!Non pensa mai a quello che fa!Ora gli do una lezione!”.
Issatasi sul suo cerchio di fuoco, Elyse lo raggiunse e gli urlò<<HAI IDEA DI QUELLO
CHE HAI FATTO?!STUPIDO!STAVI PER AMMAZZARCI ENTRAMBI!>>.
<<Non volevo, mi dispiace!L’ho visto all’ultimo e ho agito d’impulso…>>disse Burn nel
tentativo di scusarsi, ma lei ne approfittò per sorpassarlo a tradimento…
<<Ehi!Così non vale!Mi hai distratto!>>fece puerilmente il ragazzo, che subito cercò di
colmare lo svantaggio appena creatosi tra lui e la compagna.
In breve tempo, entrambi si ritrovarono testa a testa, senza accennare di voler rallentare e
spinti dalla foga di arrivare in cima, tanto da sembrare destinati al pareggio.
Ma improvvisamente, Burn iniziò a perdere velocità: aveva consumato troppe energie!
Elyse allora con un ultimo sforzo, nonostante i disperati tentativi di recuperare terreno da
parte di Burn, tagliò un traguardo immaginario e atterrò su un’ampia area sottostante la
vetta: ora che era arrivata in cima, si rese conto che tutto sommato la montagna non era
nemmno poi così tanto alta…
O era forse la soddisfazione di aver vinto ad annebbiarle il senso della misura?
Ad ogni modo, poco dopo venne raggiunta da Burn, visibilmente deluso e arrabbiato,
mentre per ultimo giunse Igon, a cui non sembrava importare molto di quel risultato.
<<Diamine!Proprio ora doveva succedere?!>>imprecò il secondo arrivato.
<<È ciò che ti meriti per averci messo in pericolo!>>rispose la vincitrice.
<<Ti ho già detto che mi dispia…>>provò a ribattere Burn, ma tacque subito intimorito:
davanti a loro, si stagliava un Brahon dall’aria decisamente contrariata e cupa…
Con un’espressione che non lasciava dubbi su come si sarebbe “congratulato” con i suoi
allievi: avevano completato la prova assegnata, ma non nel modo che si aspettava…

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