Prologo [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

All’alba dei tempi, prima della nascita di ogni altra nazione, esisteva una fiorente civiltà, la quale aveva saputo trovare la perfetta armonia tra natura e progresso, tra scienza e magia, tra materia e spirito. Antiche leggende raccontano di come i suoi abitanti non avessero mai conosciuto il significato della guerra, della fame o della malattia, ma solo quello della pace e della prosperità, e di come il territorio presentasse paesaggi idilliaci e ricolmi di vita, città splendide e ricche di ogni risorsa immaginabile, in cui regnavano la concordia e la felicità più pure. Un utopico paradiso che pareva destinato a perdurare per tutta l’eternità: Lemuria.
Ma col tempo, i cuori dei lemuriani vennero corrotti dall’avidità e dall’ambizione. La loro isola non bastava più a soddisfarli: volevano più potere, più territori, più ricchezze. Iniziarono perciò a spostare la loro attenzione sui territori continentali, e in seguito, sotto la guida di un re conquistatore, diedero il via ad una campagna colonizzatrice senza precedenti. Potendo contare su un arsenale bellico immenso ed impareggiabile, i lemuriani invasero e annessero numerose regioni, sottomettendone i popoli con facilità, essendo questi troppo arretrati per opporsi adeguatamente. Ben presto, il loro dominio si espanse su tutto il mondo: erano inarrestabili…
Eppure, nemmeno loro riuscirono a sopravvivere a ciò che accadde in seguito: una terribile catastrofe, di origine ignota, spazzò via la loro isola, facendone piombare il ricordo nell’oblio del tempo e negli abissi del mare…
I pochi superstiti si resero conto dei loro errori e cercarono ospitalità presso coloro che un tempo avevano oppresso, ma l’esito fu dei peggiori: non vi era alcuna fiducia nel popolo dei lemuriani. Nemmeno dopo la loro promessa di condividere le proprie conoscenze magiche e scientifiche. E così, uno dopo l’altro, tutti i lemuriani vennero perseguitati e sterminati fino all’ultimo dei loro discendenti…
Il loro sapere, tuttavia, non venne ignorato, bensì ricercato e conteso, e fu perciò causa di un periodo di conflitti durato per diversi secoli, che culminò nella Prima Grande Guerra, al termine della quale il mondo venne diviso in diverse nazioni, le quali, in maniera più o meno turbolenta, riuscirono a consolidare il proprio potere e a ritagliarsi zone d’influenza in maniera bilanciata e in accordo con gli interessi reciproci.
Fra quelle che ancora oggi sono considerate le più importanti, sorsero: la Terra delle Montagne; la Terra delle Fiamme; la Terra dei Boschi; la Terra del Sole; la Terra dei Fiumi; la Terra dei Turbini; la Terra dei Lampi; e infine, l’Impero del Cielo.
Quest’ultimo, in particolare, divenne lo stato più forte e sviluppato di tutti, poiché riuscì ad ottenere più conoscenze lemuriane, soprattutto in ambito tecnologico.
Ma da quell’antico popolo non aveva ereditato soltanto il sapere: condivideva anche le stesse mire di potere e di dominio…
Difatti, quando venne scoperto l’esistenza di un giacimento di adamanth nelle viscere della Terra delle Montagne, l’Impero non esitò a mostrare il proprio ingordo interesse, ma ovviamente, la nazione direttamente interessata non aveva alcuna intenzione di spartire quella preziosa risorsa, né tantomeno di lasciarsela sottrarre. Fu così che una semplice disputa diede inizio ad un nuovo e più terribile conflitto: la Seconda Grande Guerra, che passò alla storia come la più violenta e sanguinosa di sempre, per via dell’incalcolabile numero di morti e delle devastanti armi utilizzate.
Le due fazioni belligeranti che si formarono furono l’Alleanza Vulcano, stretta dalla Terra delle Montagne e della Terra delle Fiamme, che accettò d’intervenire a favore della prima in cambio di una porzione del giacimento, e l’Asse Tempesta, composto dall’Impero del Cielo e dai suoi due stati satelliti, la Terra dei Turbini e la Terra dei Lampi, che videro quella guerra come un’occasione per emergere politicamente. Le altre nazioni, anche per via del loro apparato militare inferiore, scelsero di non prendere direttamente parte al conflitto, e mantennero una posizione prevalentemente neutrale, ma non per questo s’isolarono senza seguirne gli sviluppi: un’ingenuità del genere avrebbe potuto metterli in grave pericolo, qualora il fronte di guerra si fosse esteso fino ai loro confini. Alla fine, dopo cinque interminabili decenni, la guerra si concluse con la firma di un armistizio da parte di ambedue le fazioni, ma a conti fatti ciò non fece altro che sancire la netta vittoria dell’Impero, al quale venne concesso il diritto di appropriarsi della porzione più consistente e pregiata dell’intero giacimento. Da quel momento in poi, l’Impero ricoprì una posizione dominante negli equilibri geopolitici mondiali, influenzando passivamente gli altri stati. Tuttavia, i rancori della nazione maggiormente sconfitta erano ben lungi dall’essersi spenti: gruppi armati di ribelli si opposero con forza al dominio imperiale, scatenando inevitabilmente altri scontri, molti dei quali ebbero luogo nel Paese delle Rocce, una regione della Terra delle Montagne. Fra i tanti teatri di guerra che si vennero a creare, il più martoriato fu Gar, una piccola cittadina come molte altre: durante un assalto notturno a sorpresa da parte dell’Impero, i suoi abitanti vennero sterminati senza pietà. Nessuno escluso.
Nessuno, tranne un giovane ragazzo di nome Igon, che da quel giorno, giurò vendetta per tutto quello che era stato fatto a lui e alla sua gente. Ha così inizio la sua storia…
La storia di colui che avrebbe cambiato il destino di Alayard…

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