#3 Alla taverna del nano [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

<<Non posso crederci: e noi che abbiamo fatto persino a gara per arrivare in cima! Aaaah….Perché mi sono fatta trascinare da te…>>esclamò Elyse furiosa e sconcertata: con un sospiro cercò di calmarsi, ma quella notizia l’aveva proprio stravolta, oltre a farla sentire una stupida…
<<Se non altro abbiamo fatto in fretta. E poi, non lo sai che bisogna sempre mettersi alla prova per migliorarsi?Non sei forse d’accordo con me?>>fece Burn con audacia.
Ma la ragazza era di diversa opinione…
<<Ma per nulla!Perché se ci fossimo risparmiati quella scalata, magari saremmo riusciti ad affrontare meglio il maestro!Come dovresti ben ricordare, “La fiamma che troppo caldo produce, tutto in cenere riduce”!>>gli rimproverò con pedanteria, per poi lanciargli un’occhiata più che eloquente e aggiungere con chiara ironia<<Ma di certo, le massime non sono il tuo forte…Vero Burn?>>.
<<Uffa!Come sei assillante!Alla fine abbiamo vinto, no?!>>replicò irritato Burn, a cui per l’ennesima volta era stato ricordato come fosse incline allo spreco di magia…
<<Che hai detto, scusa?!>>ribatté lei offesa, quando Brahon, che si stava visibilmente divertendo per quel consueto spettacolo, intervenne ridendo<<Ahahaha!!Beh ragazzi, la colpa è vostra per non aver esplorato i fianchi della montagna: se non vi foste fatti prendere dalla foga, avreste di sicuro notato l’esistenza del sentiero!Ma in fondo è andato tutto per il meglio, quindi non ci pensate più e godetevi la serata! >>.
Come sempre, Brahon sapeva essere un uomo anche comprensivo e amichevole, oltre che rigido e severo. Questo i ragazzi lo sapevano bene, infatti erano molto grati di averlo come maestro. In quel clima di spensieratezza, il gruppo percorse le strade di Litovia, ancora dense nonostante fosse il tramonto, fino ad arrivare a un luogo di ritrovo piuttosto noto e frequentato: la Taverna del Nano.
Sull’origine di quel nome circolavano diverse storie e dicerie, una più bizzarra dell’altra. Ma forse era proprio questo che l’aveva resa così famosa…
<<Eccoci qua, finalmente!Non vedo l’ora di assaporare la mia cara e fedele Zuppa Lavica!>>fece l’uomo entusiasta, cosa che sembrò contagiare pure Burn, il quale rispose con ancora più fervore<<Questa volta ce la farò maestro! Riuscirò a bere un boccale di Sangue di Drago!LO GIURO SULLA MIA VITA!!>>.
Brahon lo guardò con aria di superiorità , poi gli disse<<Ahaha!Staremo a vedere!Anche se penso che tu sia ancora un po’ troppo giovane per sopportarlo!>>.
Burn non parve per nulla contento di essere ritenuto al pari di un bimbetto, per cui rinnovò il suo giuramento<<Ah è così?Bene, vedremo chi la spunterà!Non finirà come la scorsa volta, ve lo assicuro!>>.
Il maestro allora proruppe in una sonora risata e aggiunse allusivo<<AHAH!Già, ricordo bene come andò a finire…AHAHAHA!!>>.
Il ragazzo arrossì e fece un gesto di stizza con la testa, per poi mostrare il broncio…
“Che bambini…Uno peggio dell’altro…” pensò Elyse, che a volte si domandava con chi fosse capitata. In realtà, non avrebbe voluto cambiare quella squadra per nessuna ragione al mondo, poiché, benché in modi diversi, voleva bene a tutti quanti.
Ma in particolare a qualcuno…
L’osservava spesso, eppure a lui non sembrava importare granché…
Persino ora, in quel clima comune di allegria e spensieratezza, nonostante avessero
appena superato insieme una prova molto importante, manteneva un’espressione fredda, distaccata, disinteressata, del tutto priva di qualsiasi emozione…
Con gli occhi assenti, spenti, assorti nel vuoto…
Immerso nelle profondità di chissà quali oscuri pensieri…
Come se non avesse motivo di esistere o una ragione che lo facesse sentire vivo…
Come se non desse importanza o valore a niente e a nessuno…
Né a tutto il tempo o ai tanti momenti trascorsi insieme…
Né a quella stessa squadra da cui anzi cercava spesso d’isolarsi…
Né ai loro sforzi di comprenderlo e alle attenzioni che gli rivolgevano…
Soprattutto a quelle che LEI gli rivolgeva…

Il locale traboccava di gente intenta a divertirsi e a consumare un pasto caldo dopo una
dura giornata di lavoro. Ai tavoli si potevano trovare molte persone diverse tra loro, ma
che in quel momento condividevano informazioni, piaceri, racconti e idee.
Le voci si mescolavano ai profumi delle pietanze, che variavano notevolmente pur nella
loro semplicità, fattore che donava loro un gusto genuino.
<<Però!Oggi mi sembra quasi più affollato del solito!>>disse Brahon da buon cliente
abitudinario: era infatti da molti anni che frequentava questa taverna, sin da ragazzo.
<<E lo credo bene, vecchio mio: soltanto per oggi, la specialità della casa è a un prezzo
speciale!>>intervenne il proprietario con tono allegro e accogliente.
<<Burdat, amico mio!Che piacere rivederti!>>esclamò Brahon alla vista dell’uomo: era
di gran lunga oltre la mezz’età, ma aveva un aspetto energico e un fisico robusto, oltre a
una chioma riccia e tutto sommato ancora abbastanza folta, sebbene bianca.
I due amici di vecchia data si strinsero la mano, poi l’oste salutò i ragazzi con gioia
<<Allora ragazzi, tutto bene?Ahahahaha!!Ma che dico?Voi giovani come potreste mai
stare, se non in forma smagliante?Siamo noi i poveri derelitti!Ahahaha!!>>.
I tre ragazzi risposero gentilmente al saluto dell’oste, tuttavia, dall’energia che sprizzava,
non lo avrebbero propriamente definito un “derelitto”. Anzi…
Ma ormai, essendosi abituati al suo modo di fare, non ci diedero troppo peso…
<<Parla per te, Burdat: io mi sento ancora un drago!>>replicò il loro maestro ridendo,
subito seguito dall’amico<<A chi lo dici!Potrei spostare una montagna intera!Ehehe!>>.
“Alla faccia del derelitto…” pensò ironicamente Elyse…
<<Avanti, mettetevi pure comodi: là in fondo c’è un tavolo tutto per voi>>li invitò con
cordialità Burdat, e in seguito prese le loro ordinazioni: Brahon volle il suo solito menù;
Burn, come il maestro, ordinò la Zuppa Lavica, uno stufato di carne, e ovviamente il
tanto temuto Sangue di Drago, un forte liquore dall’antica ricetta; Igon ed Elyse presero
la stessa porzione di stufato…E lei ordinò per ultima…
<<Allora buon appetito!>>disse l’oste ai quattro.
<<Lo sarà di sicuro, Burdat!>> rispose Brahon sorridente, mentre stava già per mettere in
bocca il primo boccone di carne<<Mmh…Delizioso!>><<Decisamente>>aggiunse Burn,
seguito a ruota da Elyse, che annuì convinta. Solo Igon iniziò a mangiare in silenzio,
senza dire se la cena lo soddisfacesse o meno, sebbene, dalla lentezza con cui portava il
cibo alla bocca, fosse intuibile che si stesse parechio sforzando…
Terminata la portata di carne, Brahon e Burn passarono alla Zuppa Lavica, il cui nome
derivava dal fatto che, a chi la sorseggiava, pareva di avere in bocca un lago di lava.
Come sempre, il ragazzo fece a gara col maestro a chi riusciva a finirla per primo tutta
d’un fiato, terminando in un equo pareggio. Oltre che SUDATO…
Ora però era la volta del “digestivo”…
<<Su, fammi vedere se sei ancora un marmocchio, Burn!>>lo provocò il maestro.
<<Ora vedrete tutti di cosa sono capace!>>esclamò l’allievo, per poi calare alcune
sorsate del liquore: non era difficile prevedere l’esito di quel gesto…
Infatti, secondo alcune dicerie, si narrava che i draghi avessero il fuoco nelle vene.
Di sicuro, ora Burn aveva avuto l’occasione di verificarlo nuovamente di persona…
<<Ve-Vede-te…?Po-Po-Posso farc…>>il ragazzo non riuscì a finire la frase, che subito la
gola e il palato gli andarono in fiamme. Letteralmente…
<<WROAHAHAWRAWHOAHRAA!!!!>>urlando e sputando fuoco, Burn corse fuori
dalla taverna e tutto si ripeté come la prima volta…
<<Ahaha!!Non dire che non ti avevo avvisato!Ne hai ancora di strada da fare, caro il mio
bimbetto!Ahahahaha!!!>>esclamò il maestro, che con un gesto deciso portò a sua volta il
boccale alle labbra, bevendone il contenuto senza alcuno sforzo.
E ruttando con una grossa fiammata dalla bocca…
<<Aaaah…Ci voleva!>>affermò ormai sazio, mentre si asciugava la corta ma folta barba
rossa col dorso della mano.
“A volte sembra proprio rozzo come un nano…” pensò Elyse un po’ schifata…
La scena aveva sollevato risate e commenti tra la gente, tanto da rendere difficile parlare
anche tra persone dello stesso tavolo. Quando gli animi si calmarono, fece il suo ritorno
Burn, ancora rosso per la bevanda. E per l’imbarazzo…
<<Certo che non impari mai, eh?!>>gli disse la ragazza, mentre Igon scosse la testa.
<<Ahaha!Dai, siediti!Ora è il momento della riunione…>>annunciò Brahon allusivo…
Quel poco di appetito che poteva essergli rimasto, Igon lo perse del tutto: sapeva bene
COSA presagisse quella fastidiosissima frase…E ogni volta il maestro riusciva a fargliela
odiare sempre di più…Oltre che a fargli andare immancabilmente di traverso la cena…
“Perché?!Lo fai apposta, vero?!” pensò irato e mollando di malavoglia la forchetta.
<<Molto bene ragazzi: adesso voglio che voi mi diciate ancora una volta cosa vi ha
spinto a diventare soldati e quali sono i vostri sogni per il futuro>>affermò Brahon,
lanciando un’occhiataccia in particolare a Igon, che ricambiò quello sguardo con aria
molto contrariata e a dir poco collerica…
Il primo a rispondere fu come sempre Burn, che dopo essersi alzato in piedi, forse
per riprendersi dalla figuraccia di prima, esclamò con tutto il fiato che aveva nei polmoni
<<IO VOGLIO DIMOSTRARE CHE SI PUÒ ESSERE DEI GRANDI SOLDATI
ANCHE SENZA SAPER PADRONEGGIARE UN’ARMA!PERCHÉ UN GIORNO IO
DIVENTERÒ PIÙ FORTE DI UN DRAGO!>>.
La teatralità dei gesti e dell’intonazione lasciarono esterrefatti i presenti, sebbene non
mancò qualche risatina. Tuttavia, Burn non ci fece caso: era avvezzo alle derisioni…
“Davvero modesto…E ci crede ancora…” pensò Elyse per nulla convinta…
<<Bene: energico come sempre e con lo spirito giusto. Ma sappi che le parole hanno
valore solo se accompagnate dai fatti: non dimenticartelo mai>>gli ricordò Brahon, per
poi proseguire<<È il tuo turno, Elyse>>.
La ragazza allora inspirò e disse<<Ho scelto questo tortuoso cammino con lo scopo di
seguire le orme di mio padre…Perché il mio sogno è quello di diventare un soldato forte,
valoroso, nobile…E coraggioso…Proprio come mio…>>ma venne bruscamente interrotta
da alcune voci sparse tra la folla<<Ma chi?!Quel deviato?!PUAH!>><<Ahaha!Gli sta
solo bene che è morto!Se l’è meritato, quel traditore!>>.
Quelle frasi ingiuriose ferirono profondamente la ragazza…
<<Chi ha parlato?!Tacete la vostra ignoranza!>>la difese il maestro, sbattendo il pugno
sul tavolo e lanciando uno sguardo minaccioso tra la gente, gesto che fece calare il
silenzio nel locale: nemmeno un sussurro sembrava avere il coraggio di sollevarsi…
Brahon lo interpretò come un segno di paura e ruggì<<AH!Siete spavaldi solo nel branco
e nella confusione, eh?!Non osate mai più infangare il buon nome di Elnor in mia
presenza!E nemmeno beffarvi dei miei allievi!Sono stato chiaro?!>>.
Da dietro al bancone, Burdat fece chiaramente intendere il suo consenso, mentre Burn
rimase insieme ammirato e atterrito: in quel momento il maestro gli sembrava veramente un drago furioso pronto ad attaccare chiunque!
Dopo qualche istante di silenzio glaciale, Brahon si voltò verso Elyse e la rassicurò con
tono dolce<<Non ascoltare quello che dicono questi diffamatori da quattro soldi: tuo
padre merita tutto il rispetto di questo mondo, fidati di me che l’ho conosciuto e…>>
ma si fermò quando vide che la ragazza era sul punto di piangere.
<<LO…Lo so…NON…Non importa…>>cercò di dire lei tra molti singhiozzi e trattenendo
a stento la rabbia, confidando con tutta se stessa in ciò che le diceva il maestro: in fondo
lei, riguardo a suo padre, non poteva far altro che ascoltare gli altri, non avendone di fatto nessuna memoria…
Brahon a quel punto scelse di lasciare che l’allieva si calmasse, preferendo passare subito
a Igon, il quale ora aveva ancora meno voglia di parlare…
<<Allora Igon, ora tocca a te: dicci un po’ qualcosa di quello che vuoi fare adesso
che sei diventato un soldato vero e proprio>>gli disse il maestro, ma il ragazzo prese
tempo<<Lo sai bene cosa voglio fare. L’ho già detto a tutti voi un’anno fa, quando siamo
stati promossi. Perché dovrei ripeterlo?>>.
Brahon, che si aspettava una reazione simile, insistette<<Perché i tuoi compagni lo hanno fatto. Sei in una squadra Igon, non puoi comportarti sempre di testa tua, come se fossi da solo: devi capire che bisogna condividere ciò che si prova e ciò che si fa, piacevole o meno che sia. Potremmo aiutarti, se solo…>>ma a quella frase il ragazzo scoppiò e urlò<<Aiutarmi?!Nessuno può farlo!Tantomeno VOI, che non sapete nulla di cos’ho dovuto passare!Di cos’ho dovuto provare!>>.
Ora Brahon stava cominciando a perdere la pazienza…E non era mai una buona cosa…
<<Ascoltami BENE Igon: mi rendo perfettamente conto di COSA ti è successo cinque
anni fa…Ma DEVI andare avanti!NON PUOI continuare a piangerti addosso!Anche se è
difficile, devi ricominciare la TUA vita!Non otterrai NULLA con questo modo di fare!
O finirai per consumarti nella tua solitudine!E IO, come tuo maestro, non posso
permetterlo!>>proruppe con enfasi l’uomo, sperando di averlo finalmente convinto.
Purtroppo però, il ragazzo non sembrava voler sentire ragione alcuna, anzi pareva essersi intestardito ulteriormente, tanto che si alzò di scatto e urlò fuori di sé<<E COSA
DOVREI FARE ALLORA?!DIMENTICARE TUTTO?!MAI!!!!!!!!COME POTREI
FARLO?!QUEI FOTTUTI BASTARDI MI HANNO STRAPPATO TUTTO QUELLO
CHE AVEVO DI PIÙ CARO!!NON LI PERDONERÒ MAI!!MAI!!!!!>>.
Con queste parole cariche di rabbia e odio, Igon si diresse verso l’uscita, riprese fiato,
e aggiunse<<Li cercherò uno per uno…E li farò a pezzi con queste stesse mani!Il mio
obiettivo è uno solo…E non è cambiato!Né potrà mai cambiare!!MAI!!!!!>>.
Dopo lo sfogo del ragazzo, Brahon lo guardò negli occhi…
E ripensò a quel giorno…

Si trovavano tutti e tre riuniti in una sala ampia di forma rettangolare, in attesa di
conoscere il loro futuro maestro: erano stati promossi da qualche giorno, e di lì a poco
avrebbero partecipato regolarmente alle missioni.
<<Ahaha!!!Non vedo l’ora di entrare in azione!>>esclamò euforico il ragazzo dai capelli
arancioni, mentre agitava i pugni nell’intento di mimare una qualche scena di battaglia,
contro chissà quale avversario immaginario…
<<Sei sempre il solito bambinetto, vero Burn?!Possibile che tu non sappia darti un po’ di
contegno?Ricordati che ora siamo soldati a tutti gli effetti!>>lo rimproverò la ragazza.
<<EDDAI ELYSE!Non dirmi che non sei emozionata!Finalmente avremo l’opportunità
di dimostrare quanto valiamo davvero!Mi sento bruciare solo all’idea di scendere sul
campo di battaglia e farla vedere a qualche brutto ceffo!>>fece Burn in modo ancora più
veemente, con il volto arrossato dalle abbondanti lentiggini.
Elyse invece terminò con un lungo sospirò di resa…
Anche lei era molto soddisfatta per la promozione, oltre che agitata naturalmente,
ma non riusciva proprio ad essere come il compagno: era decisamente più composta
e riflessiva. Un po’ come lui…
<<E tu come ti senti Igon?>>chiese dolcemente la ragazza, mentre era intenta a
sistemarsi i lunghi capelli rossi: che stesse cercando di attrarlo…?
<<Una meraviglia…>>rispose Igon annoiato.
<<Vedi?Lo sapevo che anche Igon non stava più nella pelle dall’emozione!>>intervenne
Burn, cosa che infastidì visibilmente Elyse.
<<Se non altro lui non si comporta da bambino, a differenza di te!>>sbottò lei.
<<Ah sì eh?!Beh, se la metti così, allora vorrà dire che festeggerò assieme a Igon!
Almeno anche lui pensa che questo sia un momento fantastico!>>disse Burn facendo
finta d’essersi offeso…
<<Non ho forse ragione Igon?>>gli chiese subito dopo.
<<Già…Davvero fantastico…>>rispose l’amico con ovvia e scocciata ironia: nessuno di
loro due sembrava rendersi conto del suo reale stato d’animo, benché ormai si
conoscessero da tre anni e avessero trascorso tutto quel tempo assieme…
Per lui, l’aver ottenuto questo risultato non era che il primo passo verso il suo vero e
unico obiettivo: un traguardo che avrebbe raggiunto a qualsiasi costo…
Immerso nei suoi pensieri, il ragazzo venne riscosso dalla voce di Burn, che con sorpresa
esclamò<<Ehi!Arriva qualcuno!>>.
Igon allora si voltò e guardò in direzione dell’entrata della sala: dalla larga scalinata,
scese un uomo sulla cinquantina dagli occhi castani e con la barba e i capelli rossi, il cui
portamento e l’espressione che aveva sul volto trasmettevano autorità e rispetto, ma allo
stesso tempo un senso di paternità e bontà. L’effetto della sua entrata in scena venne
ulteriormente amplificato dallo scintillio degli intarsi d’oro che adornavano la sua
pregevole armatura scarlatta, oltre che dall’ondeggiante e candido mantello che gli
cadeva dalle spalle, quasi fino alla pianta dei piedi.
I tre ragazzi rimasero completamente ammutoliti, tanta fu la loro meraviglia…
<<Whooooaa…>>esclamò Burn, mentre Elyse stentava a credere che quello sarebbe stato
il loro maestro. Ma in realtà fu Igon il più stupito: quel volto non gli era affatto nuovo…
Dopo alcuni istanti, l’uomo fu davanti ai suoi futuri allievi e, notato il loro stupore,
decise di rompere il ghiaccio presentandosi<<Buongiorno, ragazzi: oggi è un giorno
molto importante per voi. Finalmente, dopo tanti sforzi, siete riusciti a diventare a tutti
gli effetti dei soldati. Vi faccio le mie più sincere congratulazioni, e vi comunico che, da
ora in poi, sarete sotto la mia guida e soprattutto ai miei ordini. Il mio nome è Brahon.
E a partire da oggi, sarò il vostro maestro>>concludendo infine con il saluto militare
tipico della Terra delle Fiamme. Il suo tono informale e perentorio non aveva per nulla
aiutato ad alleviare l’agitazione dei ragazzi, che anzi si sentirono come bloccati da una
sorta di timore reverenziale…
<<Bene, ora vorrei conoscere i vostri nomi>>comunicò loro il maestro.
La domanda, per quanto semplice, si perse nel silenzio della sala, senza ricevere alcuna
risposta. Alla fine, Burn vinse l’esitazione, e con tono deciso ed intrepido, esclamò
<<Mi chiamo Burn!Piacere di conoscerla, maestro!>>.
Poco dopo fu il turno di Elyse, che con voce educata disse<<Il mio nome è Elyse: lieta di
conoscervi, Maestro Brahon>>.
<<Igon>>disse il ragazzo lapidariamente e senza troppi fronzoli…
<<Molto bene, vedo che sapete parlare. Siete forse agitati?>>domandò Brahon.
Quando i ragazzi annuirono, il maestro ebbe una reazione decisamente inaspettata…
<<Ahaha!!Lo credo bene: quando toccò a me, non riuscivo a smettere di tremare per
l’emozione!>>proruppe Brahon ridendo sonoramente, tanto che l’eco della sua voce
rimbombò a lungo: i tre furono spiazzati da un cambio d’umore così improvviso…
“Ma…Cosa gli è preso?!Sembra un’altra persona!” pensò stupefatta Elyse, mentre Burn
non la smetteva di fissare l’uomo con un misto di ammirazione, incredulità ed euforia.
<<Coraggio, ora che abbiamo finito con i convenevoli, che ne dite di dirmi qualcosa di
voi?Per esempio…Quali sono i motivi che vi hanno spinto a voler diventare dei
soldati?>>chiese il loro maestro con aperta curiosità: era la stessa domanda che gli era
stata fatta molti anni prima…In quella stessa sala…
Dopo un primo e naturale spaesamento, il clima si rasserenò e le risposte non si fecero
aspettare: Burn affermò di voler diventare più forte di un drago; Elyse disse solo di voler
seguire le orme di suo padre. Uno molto ambizioso e puerile, l’altro alquanto comune e
più maturo. Nessuno però poteva immaginare quale fosse quello di Igon, che in un primo
momento esitò ad esprimersi, suscitando così una grande attesa specialmente nei suoi
due compagni di squadra…
<<È la vendetta>>disse alla fine il ragazzo in modo laconico e frettoloso, chiudendosi
subito dopo in un impenetrabile silenzio che a conti fatti urlava tutto il suo disagio…
<<Come…Hai detto?>>chiese basito Burn, mentre Elyse restò ammutolita, incapace di
tramutare in parole quello che stava provando in momento: era come se un’ombra fitta e
pesante fosse piombata sull’idilliaca e perfetta immagine che si era fatta di lui giorno
dopo giorno, deturpandola di colpo…
Dopo quell’agghiacciante proclamazione, Brahon scrutò negli occhi dell’allievo…
E trasalì: erano gli stessi di quella volta…Quando l’aveva trovato in quella fattoria…

“Non sono affatto cambiati…Per niente…” pensò malinconico Brahon, mentre nella sua
mente vi era ancora impresso ciò che aveva visto in quegli occhi freddi e spenti…
Rabbia. Odio. Tristezza. E tanta, tanta solitudine…
Ma qualcosa ardeva più di ogni altra in quelle pupille: la sete di vendetta…
La taverna taceva: tutti gli sguardi erano puntati su Igon, ma non si levò nemmeno
un mormorio. Eppure, quel silenzio era per lui più rumoroso di mille voci…
Infastidito da quella silente pressione e accecato dalla collera, il ragazzo spalancò
la porta del locale e si mise a correre per le strade di Litovia.
Senza alcuna meta in mente…
I suoi compagni erano rimasti scioccati dal suo comportamento: mai avrebbero creduto
che nell’animo di Igon potessero albergare simili sentimenti…
Del resto lui non si era mai confidato con loro a proposito del suo passato, ma era sempre
rimasto sul vago, oppure cercava di troncare sul nascere ogni discorso.
Sembrava proprio volerli tagliare fuori da tutto quello che riguardasse la sua vita prima
del loro incontro. In quel momento, si resero conto che il compagno con cui avevano
trascorso cinque anni, era tutto fuorché il vero Igon…
“Ma cosa gli sarà accaduto…?” pensò Burn preoccupato, mentre gli occhi di Elyse si
facevano sempre più umidi: troppe emozioni per quella sera…
Intanto avevano ripreso a diffondersi i sussurri e le voci, che fino a poco prima erano
restati silenziosi. A questo punto, Brahon capì che la loro presenza nella taverna
cominciava ad essere di troppo, e fece per andare da Burdat, il quale scosse la testa e
disse<<Che ragazzo problematico…Mi dispiace molto per lui>><<Già…Puoi dirlo
forte>>rispose il maestro, che, dopo aver afferrato una manciata di monete e averle
appoggiate sul bancone, aggiunse<<Grazie per la cena, Burdat. E scusaci per quanto
accaduto: non era mia intenzione fare questo genere di spettacoli>>.
L’oste allora scrollò le spalle e sollevò la mano per salutarlo, come per dirgli di non
preoccuparsi. Poi il gruppo salutò a sua volta e uscì dal locale.
“Igon…Dove sei ora?” pensò la ragazza piangendo sommessamente.
Il compagno, avendo notato che Elyse si stava strofinando gli occhi, cercò di dirle
qualcosa per rincuorarla<<Dai, Elyse…Andrà tutto bene, vedrai che lo troveremo.
Di sicuro non ha abbandonato la città: sarà qui in giro…>>.
Ma il suo intervento non fece che peggiorare le cose…
<<La-Lasciami…Lasciami stare…Burn…>>gli rispose lei in lacrime…
<<Non preoccupatevi, ragazzi: penso di sapere dove sia andato>>affermò Brahon,
per poi aggiungere con un sospiro<<La colpa è mia: non avrei dovuto metterlo così sotto
pressione…Volevo solo che si confidasse con voi, visto che continuava ad allontanarvi.
Ma evidentemente, questo non era il modo adatto…>>.
A questo punto Burn, stanco di essere all’oscuro di tutto, esclamò<<Maestro!Lei sa cos’è
accaduto a Igon, vero?Allora ce lo dica!Non ne posso più di…>>ma il ragazzo venne
bloccato da Brahon<<Mi dispiace, ma voglio che sia Igon a farlo: quando se la sentirà,
sarà lui stesso ad aprirsi e a raccontarvi tutto quanto>>.
Dopo aver ascoltato queste parole, Burn non insistette più: comprese che per aiutare
Igon, sarebbe bastato dargli altro tempo. Prima o poi, si sarebbe aperto da solo…

Igon corse.
Corse più velocemente che poteva.
Per scaricare tutta la rabbia accumulata finora.
Corse così tanto, che non badò neanche a dove stesse andando: ovunque andava bene.
Mille pensieri, mille ricordi si accalcarono nella sua mente, in un turbinio di immagini,
suoni e odori, che lo fece star male: la testa gli stava per scoppiare dal dolore…
Lui non avrebbe voluto rivivere quell’inferno…
Ma non accennava a diminuire…
Sembrava invece incalzarlo con ossessione…
Voleva semplicemente che smettesse…
Una volta per tutte…
“Via…VIA!!”pensò nevrotico, tentando di scacciare quelle memorie terrificanti.
L’emicrania lancinante non faceva che intensificarsi, accompagnata da un forte senso di
malessere, nausea, disorientamento, desolazione, e persino volontà di scomparire.
Perché lo aveva fatto?Eppure sapeva bene cosa gli fosse accaduto…
E poi, davanti a tutti…In modo così aggressivo…A che scopo, in fondo?
Che diritto aveva di obbligarlo?Cosa ne potevano sapere loro?
E una volta raccontato tutto?Sarebbe migliorato qualcosa?
Avrebbe riottenuto la sua vita? La sua famiglia?I suoi amici?
La sua casa?La sua serenità?La sua innocenza?
NO!!Nulla di tutto questo!
Sarebbe stato tutto inutile: non avrebbe di certo potuto vivere come se niente fosse!
Di sicuro NON con l’amara consapevolezza di saperli ancora in vita…Impuniti…
E a piede libero…
“Io…Devo…Ucciderli…!”pensò il ragazzo, con tutto l’odio che serbava nel cuore…
Tanto pressanti e intensi furono i suoi pensieri, che Igon perse la cognizione del tempo e
dello spazio, ritrovandosi, senza essersene accorto, in un luogo che conosceva bene. Un
particolare gli saltò subito all’occhio: un grande albero con la corteccia piena di tagli e
ammaccature, ancora ben visibili sebbene vecchi di cinque anni…
<<Questo è…>>ma Igon non fece in tempo a finire la frase, che sentì una voce alle
sue spalle<<…Il posto in cui ti allenavi sempre da solo, ricordi?>>.
Il ragazzo trasalì e si voltò: erano loro…
Prima che potesse pronunciare qualsiasi cosa, Brahon, con voce calma e paterna, gli
disse<<Ti chiedo scusa, Igon. Non volevo farti soffrire in questo modo. Credimi, se ti
dico che mi stai molto a cuore. E anche Burn ed Elyse ti vogliono bene. Il mio solo
intento era di farti capire che potevi contare su tutti noi per confidarti. Il tuo è un fardello troppo grande perché un ragazzo della tua età possa sopportarlo da solo>>.
Per la prima volta, dopo anni, qualcosa fece breccia nell’animo del ragazzo, come se
sentisse di essere amato di nuovo. Come un tempo…
Il suo sguardo incrociò quello di Burn ed Elyse, i quali risposero con un sorriso che
valeva più di mille parole.
<<Io…Mi dispiace…Non volevo…>>tentò di dire Igon a proposito della sua sceneggiata,
ma di nuovo il maestro lo anticipò<<Non ti preoccupare, non è stata colpa tua. Anzi, ti
prometto che non ti sforzerò più: quando sarai pronto, ci racconterai tutto>>.
Dopo quelle parole, il ragazzo si sentì finalmente più rasserenato…
Come se si fosse tolto un macigno dall’animo…
Poco dopo, Brahon gli cinse premurosamente la spalla, intanto che Burn ed Elyse si
mettevano al suo fianco. E poi, dopo un ultimo sguardo d’intesa, tornarono insieme in
città, dove ormai tutti stavano per addormentarsi nella quiete della notte…

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