#4 In missione [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

La luce del sole filtrò debolmente dalla finestra, illuminando l’interno della stanza e parte del volto di Igon. Poco dopo, il calore si diffuse sul suo viso, risvegliandolo dal torpore notturno. Il ragazzo aprì lentamente gli occhi, fece un profondo sbadiglio, s’issò sulla schiena, e infine si alzò dal letto.
“Quanto avrò dormito…?” pensò ancora assonnato, mentre apriva la finestra per vedere la posizione del sole: era circa mezzogiorno…
Con aria stupita, Igon si vestì in tutta fretta, prese lo spadone, e uscì di casa.
Se l’era acquistata da qualche mese con i risparmi accumulati grazie allo svolgimento delle missioni. Non che fosse una reggia, ma per lui quell’abitazione semplice e piccola andava più che bene: in un certo senso, gli ricordava quella della sua infanzia…
“Saranno già svegli da un pezzo…” rifletté il ragazzo, mentre come ogni mattina si stava dirigendo verso la solita altura. Lì era solito compiere esercizi per tenersi in forma e allenarsi con la spada. Anche questa volta, incominciò sferrando al vuoto qualche fendente, affondi rapidi o tondi possenti, per poi passare a colpi più articolati: rotazioni, balzi, finte, capriole, e così via. Tra una mossa e l’altra, scaldava i muscoli con addominali, flessioni, saltelli ed esercizi simili. A volte, poteva capitare che creasse dei bersagli di roccia, con i quali mimava scene di lotta, o che semplicemente riduceva in pezzi a colpi di spada. Quando Igon si allenava, cercava di non pensare a nient’altro, allo scopo di dare il massimo. Ma non per questo non si accorse di essere osservato…
<<Finalmente siamo in piedi, eh?!Non sai quanto ti ho cercato, accidenti!>>esclamò una voce familiare. Il ragazzo allora si voltò e vide un Burn un po’ affannato ed agitato, che lo salutò con un convulso gesto della mano .
<<Beh, ammetto di aver dormito un po’ troppo…>>rispose Igon scherzoso.
In effetti, era da qualche giorno che aveva preso quell’abitudine, quasi si sentisse più rilassato e in pace con se stesso. Forse era grazie a quanto accaduto l’altra sera: l’essersi sfogato dopo tanto tempo doveva avergli fatto bene…
Almeno per il momento…
<<EEEH?!Un po’?!Ma se ultimamente mi sembri un drago in letargo!TSK!>>lo canzonò il compagno, per poi continuare<<Va beh!Almeno ti ho trovato!Senti qua: il Maestro Brahon mi ha mandato a dirti che ci vuole tutti al Castello del Fuoco!Questa volta sembra ci tocchi una faccenda piuttosto seria!>>.
Igon capì subito a cosa si stesse riferendo l’amico…
<<Una nuova missione?>>chiese il ragazzo incuriosito e con una vena di sottile speranza. La risposta di Burn non si fece attendere<<Indovinato!>>.
Dopo quella notizia, Igon si unì al compagno, e insieme si diressero verso la meta, che sorgeva sulla collina più alta della città: protetto da un’alta e spessa cinta muraria, il castello era accessibile dalle quattro Porte ai piedi della collina, le quali s’inerpicavano su di essa con lunghe e solenni scalinate, disposte esattamente secondo i punti cardinali e sorvegliate diligentemente giorno e notte. Questa volta i due amici, dopo aver ricevuto il permesso dalle guardie, entrarono dalla Porta Est, continuarono fino al maestoso cancello dell’edificio, e infine proseguirono fino a raggiungere un’ampia stanza: la Sala
del Braciere, sede del Senato e anticamera della Sala del Trono.
==Siete in ritardo!==sussurrò loro Elyse, mentre Brahon li riprese con lo sguardo.
==Non prendertela con me!Non è colpa mia!Piuttosto dillo a…==cercò di ribattere Burn,
ma subito venne invitato a fare silenzio, per ricordargli dove si trovasse ora: la Sala del
Braciere era un luogo molto importante per Litovia, se non forse il più importante, dato
che lì si decidevano le leggi e si discuteva dei diversi problemi politici che riguardavano
l’intera Terra delle Fiamme. Essa era composta da quattro tribune simmetriche, che ne
percorrevano l’intero perimetro, e presentava ben cento seggi equamente distribuiti, più
uno centrale. Inoltre, come si poteva dedurre dal nome, al suo interno si trovava un
possente e largo braciere, che veniva perennemente alimentato per mezzo di una sorgente
di fuoco inestinguibile. Esso dunque poteva essere considerato il cuore della città e, per
esteso, della nazione stessa. Pertanto, entrare in quella sala significava come prima cosa
assumere un atteggiamento di rispetto e riverenza, e di conseguenza mantenere un tono
calmo e moderato, oltre che un certo contegno. E soprattutto, onorare la puntualità…
<<Molto bene: ora che finalmente siete tutti presenti, si dia inizio all’Assegnatio>>disse
il senatore posto sul seggio centrale, nonché più rialzato degli altri: si trattava del
Senatore Massimo, colui che rappresentava formalmente tutti gli altri cento.
La sua voce serena lasciò trasparire un nota di rimprovero nei confronti dei ritardatari, in
particolare di Burn, poiché non era la prima volta che accadeva…
Il ragazzo provò un certo imbarazzo, ma dentro di lui pensò “Quante storie!E poi non
è colpa mia: il pigrone qui non sono mica io!” alludendo al compagno, a cui lanciò un
occhiataccia fulminante. In seguito, cercò di concentrarsi sull’Assegnatio, che altro non
era se non il momento in cui una squadra riceveva una nuova missione, ma la funzione
aveva una tale importanza simbolica -e burocratica- da aver mantenuto intatto per secoli
quel suo nome quasi altisonante, alla stregua di un fossile linguistico che testimoniava il
passato storico e culturale della nazione.
Dopo una breve pausa, l’anziano esplicò l’incarico<<Dunque, ultimamente ci sono state
riportate numerose segnalazioni di movimenti sospetti nei pressi del confine
sud-ovest. La vostra sarà perciò una missione di ricognizione, ma avete comunque
l’autorizzazione di debellare la minaccia sul nascere, qualora fosse necessario. Si è infatti
accertata la presenza di accampamenti nemici, che si presume appartengano a bande di
orchi. Lascerete la città domani stesso e sarete accompagnati da una milizia composta da
dieci soldati con a capo un domadraghi. Al vostro ritorno, farete rapporto in questa stessa
sede. Tutto chiaro?>>.
La risposta del maestro fu immediata e concisa<<Chiarissimo, Onorevoli Senatori:
eseguiremo l’incarico nel migliore dei modi>>.
In seguito, Brahon e i suoi allievi diedero il saluto, per poi congedarsi. Una volta lasciata
la sala, Burn poté finalmente dire la sua e sfogarsi…
<<Pheeewww…Non ne potevo più…>>sbottò il ragazzo annoiato, prima di aggiungere in
modo concitato<<Ecco, volevo dirvi che, fosse stato per me, sarei arrivato anche
subito…Ma a qualcuno di nostra conoscenza piacciono le coperte!Infatti quando sono
andato a cercarlo al solito posto, non l’ho trovato!Quindi sono dovuto tornare indietro
fino a casa sua, ho bussato, ma non mi ha aperto!Allora ho deciso di aspettare facendomi
un giretto nei dintorni, poi sono ritornato e ho provato di nuovo a bussare, ma stavolta un
passante mi ha detto che era uscito poco prima che arrivassi!E così ho capito che era
davvero andato ad allenarsi, perciò mi sono fiondato verso l’altura dove lo troviamo ogni
mattina -a far cosa non si sa- e FINALMENTE ho potuto informarlo della missione!>>.
Le ragioni di Burn erano più che legittime, ma Elyse non ci pensò un attimo a prendere le
difese di Igon<<Certo, ora dai la colpa a lui!Come se fosse la prima volta che ci fai
aspettare!Tanto non sei tu ad esserti sorbito la loro bella ramanzina!>>.
Questa volta, Brahon reagì spazientito e non li fece continuare<<Ora basta con questi
battibecchi da poppanti!Questa sarà una missione totalmente diversa dalle altre che avete
affrontato finora: preparatevi psicologicamente e dimostrate maturità!>>.
Il tono del maestro fu più severo del solito e li ridusse al silenzio. Igon, stranamente,
aveva un’aria cupa: la serenità mattutina lo aveva già abbandonato…

Quel giorno, l’alba arrivò più tardi del solito.
O almeno così parve a Igon, che non era riuscito a dormire per nulla bene la notte prima:
incubi e memorie lo avevano assalito ancora…
L’aver sentito pronunciare quella parola gli aveva riportato alla mente brutti ricordi, ma
allo stesso tempo lo aveva caricato di tensione, eccitazione, e frenesia…
“Pagheranno anche loro…Quelle bestie…” pensò rabbioso Igon, mentre si preparava per
la missione: indossò la sua armatura da battaglia, vi agganciò la sua fidata arma, e infine
uscì a passò svelto dall’abitazione. Il luogo d’incontro era niente meno che l’entrata della
città, in modo che si partisse immediatamente. Attraversando nuovamente le strade di
Litovia, Igon incontrò Burn, che questa volta non aveva alcuna intenzione di fare la
figura del ritardatario cronico…
<<Ehilà!Oggi ci alziamo presto, eh?Ahah!!Come vedi do il buon esempio anch’io,
altrimenti poi chi la sente QUELLA…>>esclamò energico Burn, scuotendo il capo
guardingo per assicurarsi che Elyse non fosse nei paraggi. Igon questa volta rispose al
saluto con un semplice cenno del capo, senza badare agli scherzi del compagno…
Vedendolo taciturno, Burn gli disse<<Cos’hai?Non dirmi che sei preoccupato per la
missione!Scommetto che sarà un gioco da ragazzi!In fondo, quel branco d’orchi non
potrà di sicuro essere più forte del nostro maestro!>>poi aggiunse<<Però ti confesso che
non sto più nella pelle!Mi sembra di bruciare dall’emozione!Finalmente affronteremo
una vera sfida!Dopo più di un anno passato ad allenarsi e a fare missioncine da
principianti, è giunto il momento di mostrare a tutti quanto valiamo davvero!>>.
L’euforia del ragazzo era ben visibile dal tono della voce, ma soprattutto dai gesti di lotta
mimati. Igon però quella mattina non sembrava dell’umore adatto per le sue scenette ,
infatti ribatté irritato<<Credi che sia divertente, Burn?Non lo capisci, vero?Questa
missione non sarà come le altre: non ci limiteremo più a fare da scorta a qualche
carovana in territorio sicuro, a consegnare qualche carico di viveri in città o a simulare
delle operazioni di guerra!Questa volta…Vedremo in faccia LA MORTE!>>per poi
aggiungere<<E si spera solo quella dei nostri nemici…>>.
Il compagno si stupì di quella reazione, poi rispose<<Beh ma…Dai, non prendertela
così…In fondo, che potrà mai accaderci di male?Siamo forti, no?>>.
Dopo quel diverbio, Burn tacque per tutto il resto del tragitto, ancora dubbioso sul perché
Igon avesse già perso l’affabilità dei giorni precedenti…
“Ma che gli frullerà in testa?” pensò imbronciato il compagno, quando ormai erano quasi
giunti a destinazione. Una volta arrivati, videro Elyse e Brahon assieme alla scorta di
soldati che era stata promessa loro, fra cui spiccava un domadraghi, il quale era già
montato in sella alla sua cavalcatura. Benché di dimensioni ragguardevoli, per quanto
modeste se paragonate a quelle di altri suoi cugini, il drago era perfettamente addestrato e
non mostrava altro che mansuetudine verso il suo padrone e i presenti, che tuttavia
sapevano bene di non doversi mai prendere troppe confidenze con i draghi altrui: erano
creature fiere che davano retta solo ai propri addestratori, con i quali stringevano un vero
e proprio rapporto d’intesa e di fiducia, un legame difficile da stringere, ma che una volta
costruito era pressoché inscindibile. E Radas, appartenente ad una nobile stirpe di
cavalcatori, sapeva il fatto suo in quanto a draghi. Ovviamente, sia lui che la creatura non
poterono che affascinare Burn, il quale non la smetteva di ammirarli entrambi a bocca
aperta, fantasticando su come ci si dovesse sentire sul dorso di quel drago, a sfrecciare
impavido tra i cieli: un panorama mozzafiato, le carezze del vento, la sensazione di
totale ed autentica libertà…
<<Eccovi, finalmente>>fece Brahon, che in seguito si avvicinò ai suoi allievi.
<<Ascoltatemi bene tutti e tre: in quest’incarico, probabilmente ingaggeremo una VERA
battaglia, NON più un’esercitazione. Tuttavia, essendo questa la prima volta per voi, ho
chiesto una milizia di supporto. Nonostante ciò, non crediate che questa sarà una
tranquilla scampagnata: in caso valutassimo di affrontare il nemico, dovrete essere pronti
a uccidere>>disse loro con un tono privo della sua solita bonarietà.
<<Questo non è un gioco>>concluse poi secco e squadrandoli uno dopo l’altro.
Subito dopo, in qualità di capitano, ordinò di mettersi immediatamente in marcia. Intanto
Burn, risvegliatosi dal felice e spensierato mondo dei sogni, ripensò alle dure e a tratti
funeste parole di Igon…E deglutì…

Per giorni e giorni, il gruppo macinò miglio dopo miglio, fino a raggiungere il confine
della Terra delle Fiamme. Testimone della distanza percorsa e del viaggio compiuto, fu il
progressivo ed evidente cambio del paesaggio circostante, che da brullo e roccioso
divenne più verdeggiante e alberato.
<<Stando alle informazioni ricevute, l’accampamento nemico dovrebbe trovarsi a una
giornata di cammino da qui: siate pronti>>disse Brahon al gruppo, riferendosi in modo
particolare ai suoi allievi, i quali erano visibilmente irrequieti: Burn, del tutto liberatosi
dai timori avuti nei giorni scorsi, si era deciso a dare il meglio di sé per dimostrare il suo
coraggio, cercando di non pensare al peggio; Elyse avrebbe preferito evitare lo scontro
aperto, ma sapeva che prima o poi avrebbe dovuto compiere quel passo, se voleva essere
come suo padre; Igon, al contrario, fremeva dalla voglia di combattere…
E di far strage di quegli orchi…
La ragazza notò lo sguardo violento e quasi spiritato del compagno, e col cuore
preoccupato pensò “Ti prego Igon, non fare nulla di avventato…”.
Verso il calar della sera, il gruppo si fermò in un boschetto, accese un fuoco e
consumò un frugale pasto a base di pane e carne secca. Successivamente, impostarono i
turni di guardia: Brahon si propose per primo, seguito a turno da tutti gli altri.
Fortunatamente, con ben quindici persone su cui contare, nessuno sacrificò troppo del
proprio sonno. Perciò, al sorgere del sole, ognuno ripartì riposato.
Quando ormai il campo nemico fu nelle vicinanze, Radas spiccò il volo per sorvolare la
zona e raccogliere informazioni, mantenendosi ad una quota da cui sarebbe stato
impossibile vedere con precisione al di sotto. I domadraghi però erano un corpo militare
specializzato in questo ruolo e pertanto ben attrezzati: indossavano delle visiere in grado
di amplificare la loro vista, rendendola simile a quella di un drago, vantaggio che
permetteva loro di passare inosservati agli occhi del nemici.
Dopo qualche minuto di ricognizione, il domadraghi riatterrò, diede il saluto, e fece
rapporto<<Capitano Brahon, il campo nemico è a un miglio da qui in direzione sud.
Presenta discrete difese, inoltre il numero stimato degli orchi è di circa sessanta unità, ma
è probabile che sia anche maggiore>>poi domandò<<Quali sono gli ordini?>>.
Prima di dare la sua risposta, Brahon rifletté per qualche istante “Affrontare così tanti
orchi con solo quindici unità sarebbe una mossa azzardata. E inoltre loro tre non hanno
esperienza sufficiente per una battaglia simile. Non ho altra scelta…”.
Con sorpresa di tutti, l’uomo disse<<Rimandiamo l’attacco: lo scopo principale della
missione era constatare l’entità del pericolo, non quello di combattere>>.
La decisione del maestro deluse Igon, che intervenne<<Come sarebbe a dire?!Ci stai
dicendo che dovremmo lasciarli scorrazzare come se nulla fosse?!Cosa siamo venuti a
fare allora?!Io non ci sto!Ormai dobbiamo arrivare fino in fondo!>>.
La reazione del ragazzo stupì i presenti, che però furono ancora più sorpresi dalla sua
completa e gratuita mancanza di rispetto verso il capitano…
Brahon squadrò l’allievo, e con tono irremovibile gli disse<<Stammi bene a sentire,
Igon. in qualità di capitano, prima di tutto devo garantire la vostra incolumità. Inoltre,
sono IO a dare gli ordini. Pertanto, non accetto obiezioni. È CHIARO?!>>.
Igon riuscì a malapena a controllare la smania e la furia che stavano divampando dentro
di lui: non voleva lasciarsi sfuggire un’occasione così ghiotta per punire quei mostri!
Eppure Brahon, quasi avesse letto nel pensiero dell’allievo, gli ribadì che ormai la
decisione era stata presa e che nulla l’avrebbe fatta mutare.
<<So benissimo a cosa stai pensando, ma non è il momento per degli sciocchi eroismi!
Cosa credi di fare?!Attaccarli da solo?!Dovrei mandarti a morire così?!O mettere in
pericolo tutti per la tua sfrontatezza?!>>tuonò l’uomo, che questa volta aveva davvero
perso le staffe. Dopo un ultimo sguardo ammonitore, il capitano chiamò il domadraghi e
gli ordinò<<Torna subito a Litovia, fai rapporto sulla situazione, e chiedi rinforzi
consistenti. Al vostro arrivo, sferreremo l’attacco. Chiaro?>>.
Radas annuì, diede il saluto, e in un lampo salì in groppa al suo drago: andando alla
massima velocità, avrebbe impiegato circa tre giorni per raggiungere la destinazione.
A questo punto, Brahon, in vista dell’attesa, ordinò di cercare un luogo idoneo in cui
montare un accampamento provvisorio. Dopo mezz’ora d’esplorazione, trovarono una
collina che presentava una caverna naturale, una delle tante presenti in quel territorio.
Allestito un piccolo campo all’entrata, il gruppo s’insediò all’interno della spelonca per
trascorrere la notte, dove potevano contare su di una maggior protezione dalle intemperie
o da eventuali animali. Per non parlare dei banditi che infestavano quelle zone…
Al calar del sole, venne poi il fatidico momento di stabilire i turni di guardia.
<<Igon, tu monterai prima di me>>gli disse Brahon deciso.
Il ragazzo però ribatté<<Perché?Non potrei…>>ma venne interrotto dal maestro,
che replicò<<…Essere ultimo?Certo, così saresti libero di andartene alle prime luci
dell’alba…>>per poi aggiungere<<Eheh…Pensavi davvero di farmela così?>>.
Igon fece una smorfia, ma non rispose: non poteva far altro che ubbidire…
Quando venne il suo turno, il ragazzo non fu lasciato solo, poiché Brahon, come
precauzione ulteriore, aveva chiesto a Burn ed Elyse di sorvegliarlo.
<<Yaaaaaaaawwnn…E io che speravo di dormire un po’ di più…>>disse il ragazzo
sbadigliando e stropicciandosi gli occhi per il sonno.
Alla ragazza invece, l’idea di passare la notte accanto a Igon sarebbe andata più
che a genio. Se non fosse stato per quel terzo incomodo…
<<Se proprio non ce la fai, puoi sempre andare a dormire: ti prometto che non farò la
spia…Che ne dici?>>disse lei con tono dolce e persuasivo…
<<Su questo ci credo poco, conoscendoti…E visto che ce l’ha chiesto il maestro,
non posso certo disobbedirgli. E poi non mi dispiace affatto la vostra compagnia>>
replicò Burn con un largo sorriso. Elyse lo guardò in un modo indescrivibile…
“MA COME PUÒ ESSERE COSÌ TONTO DA NON ARRIVARCI?!” pensò lei adirata,
tanto che dovette trattenersi per non inveire contro il compagno, visto che gli altri
stavano dormendo profondamente.
<<Ehi!Ti senti bene?Perché quella faccia?>>fece quest’ultimo con sguardo confuso, ma
lei non gli rispose e si voltò scontrosa.
“Ragazze…E chi le capisce?” pensò lui, poi rifletté “Però in fondo potrei seguire il suo
consiglio…Anche solo…Per un pochino…Tanto chi…Se ne…Accor…Gereb…” crollando
infine in un sonno profondo…
“Allora aveva capito!” pensò lei felice. Poi, con il cuore a mille, si avvicinò lentamente a
Igon…Con le mani timidamente tese verso di lui…Sul punto di cingergli il collo…

<<Igon…Io…>>mormorò la ragazza, incredula per quello che stava succedendo…
Erano soli…Tutti erano assopiti profondamente…Nessuno li avrebbe disturbati…
<<Io…Non so se…>>fece lei incerta, mentre lui le accarezzava il viso…
<<Va tutto bene>>le disse con gentilezza…Poi il ragazzo la guardò negli occhi…
E la baciò…
Il calore sulle labbra era così piacevole…
Le sembrò d’esser baciata dal sole stesso…
Per lei era come un sogno…
Peccato che fosse proprio così: era l’alba, e i primi raggi della stella avevano fatto la loro
comparsa attraverso le fronde degli alberi…
“Era solo…Un sogno?” pensò Elyse delusa e ancora assonnata…
Poi però, ricordando che tipo di sogno fosse, si sentì in imbarazzo e si guardò in giro
sospettosa, benché nessuno avrebbe mai potuto saperlo…
Ma la quiete del sonno perdurava: n’era un esempio lampante Burn, che continuava a
russare stravaccato. La ragazza lo fissò leggermente divertita, provando a immaginare
cos’avesse sognato. Le tornò così in mente il suo di sogno…
“Chissà come sarebbe se…” fantasticò Elyse, mentre inconsciamente cercò Igon…
Ma non lo vide da nessuna parte.
In effetti, non si ricordava nemmeno quando fosse stata l’ultima volta che l’aveva visto:
i ricordi sulla sera prima erano nebulosi…
Temendo il peggio, la ragazza si girò verso Burn e lo scrollò con forza.
<<Svegliati!Igon è sparito!>>gridò lei, ma il compagno farfugliò<<Dai…Ancora una
volta…Solo un altro giro…Poi…Poi scendo…>>.
Allora la ragazza gli pinzò il naso e glielo tirò spazientita, facendolo svegliare di colpo
<<AAAHAAH!!Cosa…Ma sei impazzita?!Stavo così bene sulla sua groppa…>><<Ma di
chi stai parlando?!>>chiese lei esasperata.
<<Di quel drago…Rosso…Ero riuscito a farmelo amico…>>borbottò Burn, che non
sembrava intenzionato ad abbandonare il regno dei sogni.
<<Basta dormire Burn!Ti ho detto che Igon è scomparso!Mi ascolti Burn?!>>insistette
lei a voce alta e in preda al panico, finché il compagno non si rese conto della situazione.
<<Come?!Ma se…Ehi!Ma è mattina!>><<Che genio che sei!>>scoppiò Elyse, per poi
aggiungere con concitata ossessione<<Presto!Dobbiamo avvisare subito il maestro e
andare a cercarlo!>>.
Ma Brahon era già stato svegliato dalle loro urla. E aveva sentito tutto…
<<MA CHE SIGNIFICA?!Avevate UN compito!UNO!Non ditemi che vi siete
addormentati entrambi!>>ruggì l’uomo, poi Elyse rispose intimorita<<Ci…Ci scusi
maestro!Io…Io non capisco come sia successo!Eravamo…Eravamo con lui…Ne sono
certa ma…Ad un certo punto…Non ricordo nemmeno come mi sia venuto sonno!È stato
improvviso!>><<Già…Anch’io non mi ricordo bene!Ma se non altro, almeno ho fatto un
bel sogno…Eheh…>>si giustificò Burn con un’espressione un po’ beota.
Quell’ultima frase dell’allievo sembrò far cambiare espressione al volto di Brahon, che
con aria meditabonda e sospettosa afferrò una borraccia vicino ad un giaciglio.
“Non dirmi che…” rifletté l’uomo, per poi sorseggiare qualche goccia del suo contenuto…
Di colpo, Brahon la scagliò a terra iracondo e imprecò<<DANNAZIONE!Quello sciocco
incosciente ha…>>ma da lontano, l’eco di un corno da battaglia lo fece raggelare…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...