#5 Strage di Orchi [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

“Avrei preferito evitare, ma non ho avuto scelta…” rimuginò Igon a proposito di come aveva sottilmente ingannato i suoi compagni, utilizzando del sonnifero per farli assopire profondamente, in modo che non si accorgessero della sua fuga.
“Non c’era tempo da perdere!Chissà cos’avrebbero combinato quelle bestie mentre aspettavamo i rinforzi!” pensò il ragazzo, quasi volesse giustificarsi per la sua subdola azione. Ma la verità era un’altra: la sua vendetta non poteva attendere…
Correndo come un forsennato, Igon giunse infine nei pressi dell’accampamento nemico, nascondendosi poi fra i cespugli di una selva, da cui spiò a lungo gli orchi.
“Stando a quel domadraghi, dovrebbero essere piuttosto numerosi…” rifletté con fare strategico, mentre vedeva alcuni di loro sorvegliare la zona dall’alto di due possenti torrette: emettevano grugniti e suoni gutturali per comunicare, in una specie di lingua primitiva che nessun altro a parte loro avrebbe potuto comprendere. Non che a Igon importasse molto di capirla…
“Ma posso farcela lo stesso: non ne lascerò fuggire nemmeno uno!” pensò rabbioso il ragazzo, mentre sul suo volto compariva un ghigno di soddisfazione: con lo spadone ben saldo fra le mani, Igon inalò profondamente…E ATTACCÒ!
<<WAAAAAAAAAAH!!!>>urlò con tutto il fiato che aveva in corpo, mentre caricava a testa bassa senza alcun sintomo di paura: era totalmente fuori di sé!
La sua presenza venne notata all’istante: emesso un verso d’allarme cavernoso e bestiale, una delle sentinelle suonò subito il suo corno e, come sbucate dal nulla, decine di orchi uscirono dal campo attraverso un largo e rozzo cancello azionato da carrucole, ruggendo sonoramente ed ostentando le loro armi grezze, alcune delle quali erano state ricavate da pezzi di pietra o da ossa di animali…O forse di uomini…
<<ESATTO!!VENITE!!>>gridò il ragazzo, il quale, nonostante la follia che gli circolava in corpo, aveva conservato la capacità di analizzare la battaglia: sbattuto il palmo della mano sul terreno, Igon eresse una muraglia rocciosa per contenere l’orda di orchi, per poi stendere un braccio e farla crollare rovinosamente su di loro. Una dozzina dei nemici finì schiacciata dai pesanti detriti, ma i superstiti, dopo un attimo d’esitazione, lo assalirono con rinnovata ferocia.
<<TU MORIRE PICCOLO UMANO!!>>ruggì uno di loro, per poi calare un colpo di scure su Igon, che con un movimento rapido evitò l’attacco e subito dopo conficcò la spada nel petto dell’orco, il quale grugnì di dolore e vomitò sangue verdastro.
<<Dimenticavo che sapete anche parlare!Non male per dei mostri!>>lo derise il ragazzo, estraendo poi l’arma e squarciandogli così il petto. Mentre l’orco s’accasciava a terra, avanzarono altri tre avversari, che con furia indicibile mostrarono le loro grosse zanne e grugnirono<<NOI MANGIARE TUA CARNE!!CANE UMANO!!>>.
Igon con una risata rispose<<Sono un boccone troppo indigesto per voi!!>>poi si gettò sugli avversari: al primo tranciò di netto un braccio e infilzò l’addome, poi decapitò il secondo con una rotazione, e infine con un balzò piombò sul terzo tagliandolo a metà.
Ma alla lunga, la superiorità numerica prevalse: un assalto più violento e deciso da parte di un altro gruppo di orchi lo fece arretrare, costringendolo a stare sulla difensiva.
<<Maledetti!>>imprecò Igon, mentre si guardava intorno ansimando e lottando per non
essere sopraffatto da quell’orda di mostri.
“Sono troppi!” pensò con una punta di rimpianto, quasi si stesse rendendo conto della sua eccessiva e spavalda fiducia in se stesso. In effetti, anche se non era riuscito a tenere un conto preciso, era sicuro di averne uccisi quasi trenta. Eppure, sembravano non voler
finire mai: per ogni orco che abbatteva, ne apparivano altri, sempre più combattivi e più
inferociti di prima…
<<INDIETRO!!>>urlò il ragazzo, mentre agitava la spada per allontanarli e intimorirli.
<<PRENDETE QUESTO!!>>aggiunse dopo, creando un’onda d’urto che ne investì
alcuni, pur senza provocare loro gravi danni.
<<GWRAHAHAAH!!UMANO AVERE PAURA!!>>grugnì uno di loro, incitando gli
altri ad attaccare. Il ragazzo allora, come infiammato da quella provocazione, digrignò i
denti ed esclamò<<PAURA?!>>poi toccò il suolo e creò delle stalagmiti, che impalarono
gli assalitori uno dopo l’altro, facendoli contorcere per l’agonia. A quella vista, alcuni
orchi indietreggiarono atterriti.
<<ORA CHI HA PAURA?!EH?!>>li sbeffeggiò Igon, cosa che di fatto li fece infuriare
ancora di più. Come se Igon non fosse già abbastanza nei guai…
<<PORCO UMANO!!NOI SBRANARE VIVO TE!!>>ruggì un orco più possente degli
altri e con un elmo cornuto in testa, che poco dopo lo caricò impugnando una grossa
mazza chiodata: un’arma sicuramente primitiva, ma che di sicuro faceva male…
<<Sei tu il capo?>>domandò con tono di sfida il ragazzo, il quale prima schivò un colpo
altrimenti letale alla testa e subito dopo eseguì un fendente rotante che lacerò l’armatura
di cuoio e ferro del nemico, sviscerandolo e facendolo crollare.
<<CHI È IL PROSSIMO?!>>esclamò Igon sicuro di sé, ma quell’atto di spacconeria fu
un errore: l’orco, ancora vivo nonostante la tremenda ferita al ventre, gli afferrò un piede con tutta la forza rimastagli, senza intenzione di mollare la presa…
<<LASCIAMI MOSTRO!!>>gli urlò il ragazzo, ma mentre il nemico gli spirava davanti
agli occhi con un ghigno belluino, due orchi, vedendolo in difficoltà, lo attaccarono
grugnendo. Igon reagì prontamente recidendo di netto l’arto peloso e squamoso dell’orco, poi arretrò con l’intento di preparare un contrattacco, ma non ce ne fu bisogno: dalle torrette, le sentinelle gli scagliarono delle frecce, tuttavia, per la loro scarsa mira, i dardi trafissero i crani degli aggressori…
“Idioti!” pensò compiaciuto Igon, il quale però non si era accorto di avere un nemico alle
spalle, un imprevisto che lo colse di sorpresa…
<<DANNAZIO…>>imprecò lui, ma il ragazzo non ebbe nemmeno il tempo di difendersi
dall’attacco dell’orco, che stava per calare la sua mannaia lercia di sangue rappreso: fu un colpo fatale, in pieno addome…
O almeno lo sarebbe stato: con una smorfia di dolore, il nemico sputò sangue e cadde a
terra con una lancia piantata nella schiena. Una lancia inconfondibile…
<<Tempismo perfetto…>>disse Igon, mentre osservava la figura di chi lo aveva salvato
appena in tempo da una morte certa.
<<Puoi proprio dirlo, IGON…>>replicò severo Brahon, con l’aria di chi non era proprio
nell’umore adatto per dello spirito. Sempre mantendendo gli occhi fissi sul ragazzo,
l’uomo sfilò l’arma dal cadavere e gli si avvicinò<<Non credere che mi sia scordato di
quello che hai fatto: faremo presto i conti>>per poi aggiungere<<Ma per ora, pensiamo a
a dare una bella lezione a questi orchi troppo vivaci!>>.
Igon e Brahon allora si scambiarono uno sguardo d’intesa e si prepararono a combattere
insieme, quando il ragazzo udì le voci familiari di Burn ed Elyse, che con tono
preoccupato gli chiesero<<Stai bene, Igon?!>>.
E lui annuì: non era mai stato meglio…
<<Ma come ti è venuto in mente di andartene così?!Per di più addormentandoci in
quella maniera…Bah!!Ti meriteresti un bel cazzotto sul muso!!>>esclamò adirato Burn,
gesticolando freneticamente e dando un pugno al vuoto.
<<Anche se mi dispiace ammetterlo, questa volta Burn ha ragione: vogliamo delle scuse,
Igon!Inoltre, attaccare da solo un intero avamposto di orchi è stata la cosa più avventata
che potessi fare!>>sbottò Elyse, ancora molto offesa per il comportamento vile del
compagno, da cui non se lo sarebbe mai aspettato…
<<Esatto!È proprio come ha detto Elyse…EHI!!Come sarebbe a dire che ti dispiace
ammetterlo?!>>fece Burn con stizza e squadrando furioso la ragazza…
<<Basta adesso!Ne riparleremo dopo la battaglia!Ora concentratevi!>>li riprese Brahon
con tono autoritario. Le parole del maestro fecero finalmente realizzare a Burn e ad Elyse la situazione in cui si trovavano: decine di orchi, dopo un primo stupore, stavano per assaltarli brutalmente. Uno di loro, per esortare gli altri, sollevò l’ascia e ruggì<<NOI
NO PAURA!!PIÙ UMANI, PIÙ CARNE!!>>.
<<Eheh…Dillo alla quarantina che ora sta mangiando polvere e fango!>>replicò Igon,
in un modo che stupì i suoi compagni<<E poi sono io che dovevo prendere la cosa
seriamente…>>lo punzecchiò Burn, mentre Elyse, vendendo i corpi degli orchi, pensò
incredula “Li ha uccisi tutti…Da solo?!”.
<<UMANO TACERE!!>>tuonò l’orco, per poi caricare il gruppo assieme al resto
dell’orda, in un accozzaglia di grugniti, ruggiti, polvere, e sferragliamenti.
A quel punto Brahon, dopo aver ordinato alla scorta di soldati di coprire loro le spalle,
incitò gli animi dei ragazzi<<Siete pronti?!Questa volta dovrete colpire per uccidere!
Non andateci piano!>>per poi aggiungere<<Avanti ragazzi: mostratemi quanto siete
capaci!Fatemi vedere il risultato di cinque anni di allenamento!ALL’ATTACCO!!>>.
Immediatamente, una pioggia di sfere infuocate percorse una parabola sopra l’uomo e i
suoi allievi, piombando addosso agli orchi, molti dei quali caddero a terra in fiamme,
ruggendo per il dolore. L’attacco dalle retrovie sortì anche un altro effetto: il fumo delle
esplosioni e dei corpi bruciati disorientò i nemici, permettendo a loro quattro di entrare
nelle file avversarie e mietere numerose vittime, senza che queste potessero reagire.
<<Assaggiate questo, brutti musi!!DIVAMPA!!>>gridò Burn, mentre sferrava pugni e
calci infuocati estremamente rapidi e potenti, mettendo al tappeto chiunque si trovasse
davanti. Elyse invece si fece strada con fendenti di spada e getti infiammati, parandosi
talvolta dai colpi nemici grazie al suo scudo. Igon si comportò come prima: amputò
febbrilmente arti e teste, senza preoccuparsi di mostrare la sua finora celata brutalità…
Vedendoli in azione, Brahon si meravigliò di fronte a tanto talento e dovette ricredersi sul loro conto: li aveva decisamente sottovalutati…
“Non posso essere da meno, per la Somma Fiamma!” pensò divertito, intanto che
abbatteva un orco dopo l’altro con affondi precisi alla gola, al cuore o facendo roteare la
sua lancia arroventata tra le schiere nemiche, mietendo vittime su vittime…
Agli orchi morenti o sopravvissuti per caso, ci pensavano i soldati di scorta, i quali,
assistendo a quell’incredibile dimostrazione di abilità bellica, rimasero ammaliati dalla
loro forza schiacciante e dalla loro indiscutibile superiorità.
<<Incredibile…Non avrei mai pensato che fossero così capaci…>><<Allora…È questo il
vero potere della Squadra del Drago?>><<Fantastico!>>esclamarono alcuni di loro,
meravigliandosi di come quattro sole persone stessero letteralmente sbaragliando
un’intera orda di Zannelunghe -com’erano definiti in gergo militare-. In effetti, dei cento
e rotti orchi presenti nell’accampamento, presto ne rimasero a malapena venti, benché il
loro numero effettivo si fosse rivelato essere quasi il doppio di quello inizialmente
stimato da Radas: la qualità aveva nettamente trionfato sulla mera quantità…
<<UMANI CANI!!>>ruggirono alcuni, tentando una strenue ma ormai futile resistenza:
innalzate le armi, caricarono direttamente come bestie in gabbia.
<<È finita per voi: rassegnatevi a morire!>>li canzonò Igon, per poi sbattere lo spadone a
terra e far così collassare una porzione di suolo, seppellendone parecchi.
<<Portentoso!!>>esclamò Burn, che a quella vista si caricò ulteriormente: dopo aver
concentrato energia nelle proprie mani, Burn scattò verso un orco e lo investì con una
scarica ardente di pugni a ripetizione, gridando a squarciagola<<CENTO COMETE DEL
DRAGO!!!>>e scaraventandone il corpo massacrato a metri di distanza con le ossa a
pezzi e la pelle gravemente ustionata, senza contare i danni agli organi interni.
“Il solito esaltato…” pensò Elyse sospirando…
A quel punto le sentinelle, cominciando a temere per la loro vita, scoccarono numerosi
dardi con balestre e archi rudimentali. Nonostante la loro mira imprecisa, la quantità
di frecce divenne problematica da tenere a bada, dando agli ultimi orchi una fugace e
momentanea tregua, se non addirittura effimera.
“Codardi!Adesso vengo a prendervi…” pensò la ragazza, per poi iniziare a tracciare un
solco circolare sul terreno. Ma un proiettile stava per prenderla in pieno…
<<Cosa…NO!!>>gridò lei, alzando appena in tempo lo scudo, che venne trafitto al posto
suo. La ragazza ansimò sollevata, tuttavia un orco approfittò della sua distrazione per
sferrare un colpo di martello. Elyse si difese per un soffio, ma venne sbilanciata
dall’impatto e finì con la schiena a terra. L’orco la sovrastò in un lampo, risollevò l’arma
e grugnì<<CAGNA UMANA MORIRE!GWAHAHAHAHA!!>>.
<<PRIMA TU!!>>intervenne Igon: trafitto l’orco col suo spadone, il ragazzo lo sollevò
di peso facendo perno sull’elsa e lo scagliò lontano dalla compagna, che tremando gli
disse<<Gra-Grazie Igon…Stavo…Sta-vo per…>>.
<<Non abbassare la guardia!>>rispose lui, senza notare un orco alle sue spalle…
<<ATTENTO!!>>urlò Elyse, affondando istintivamente la spada nella carotide del
nemico, che con un grugnito strozzato cadde a terra tra schizzi di sangue, sotto lo
sguardo profondamente disgustato della ragazza…
<<Proprio io parlo…Beh, ora siamo pari!>>scherzò Igon, prima di allontanarsi
per attaccare altri nemici. Il sorriso del compagno ridiede coraggio ad Elyse, che poco
dopo completò il cerchio magico, per poi issarsi a bordo del Disco Rovente e dirigersi
verso una delle due torrette, esclamando<<Vediamo se vi piacciono i MIEI proiettili!>>
e bombardando sia la struttura sia le sentinelle con sfere di fuoco: gli orchi arsero vivi fra ruggiti e urla atroci, mentre la torretta crollava su se stessa consumata dalle fiamme,
innalzando una sporca e contorcente colonna di spesso fumo nero, che pareva quasi voler macchiare e deturpare l’azzurro sereno e limpido del cielo.
Dopo quell’ultima offensiva, i nemici ora si potevano contare sulle dita di una mano…
<<UMANI MAIALI!!!NOI MALEDIRE UMANI!!!>>imprecarono i pochi rimasti, ben
sapendo di essere spacciati e prossimi all’essere arrostiti…
<<Ottimo lavoro, ragazzi miei!Ahah!Ma adesso, è tempo di chiudere questa faccenda:
FIATO DEL DRAGOOO!>>esclamò Brahon, per poi investirli con un’intensa e ampia
fiammata, nulla a che vedere con quella che aveva usato contro i suoi allievi durante la
prova: la tecnica incendiò l’erba, carbonizzò i corpi degli ultimi orchi, che invano
cercarono di fuggire, e raggiunse persino la seconda torretta, la quale prese fuoco e
collassò rovinosamente, schiacciando e seppellendo le sentinelle superstiti tra le macerie
ardenti, dove si ritrovarono prive di una qualsiasi possibilità di sopravvivere. Le fiamme
divamparono a lungo, senza risparmiare nessuno e divorando terra, legno, e carne…
Infine, quando anche l’ultimo grugnito di dolore si spense, si sollevarono le voci
trionfanti dei soldati, alle quali si aggiunsero quelle di Burn e di Elyse, che ben presto
però presero coscienza di ciò che avevano appena fatto: per la prima volta, avevano
davvero visto la morte in faccia. O per meglio dire, l’avevano fatta vedere ai propri
nemici. Orchi o meno, avevano ucciso. Proprio come aveva predetto Igon…

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