#6 Indizi Sospetti [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

Dopo un feroce scontro, o per meglio dire uno spietato massacro, sul teatro di guerra era calato un silenzio surreale, rotto soltanto dal crepitio del fuoco, che ormai aveva iniziato a divorare gran parte dell’accampamento. Ora che la foga della battaglia e della vittoria era passata, Burn ed Elyse si resero finalmente conto del tristo spettacolo che li circondava: macerie infiammate, dense colonne di fumo scuro, corpi carbonizzati o mutilati, arti sparsi ovunque, pozze di sangue verdastro sul suolo…
E un insopportabile e ripugnante tanfo: l’acre lezzo della morte…
“Che puzza disgustosa…” pensò Elyse, inorridita da quella macabra vista e sul punto di rigettare, tanto da portarsi una mano alla bocca.
<<Io…Io non pensavo che…Fosse così…Non so come dirlo ma…Ma allora…È questo un campo di battaglia?Però…Anche se non erano…Esseri umani…Noi…Noi li abbiamo comunque… >>farfugliò Burn scioccato, senza sapere nemmeno lui cosa volesse dire.
Vedendoli in quello stato, Brahon li rincuorò<<Fatevi forza ragazzi: siete soldati ora, e dovrete abituarvi a questo e ad altro. Se può farvi stare meglio, pensate che molte persone non dovranno più temere scorribande da parte di questi orchi: è come se le aveste salvate. Talvolta infatti assaltano paesini o villaggi, depredando e uccidendo innocenti. Per di più, non disdegnano affatto la nostra carne…Quindi, per quanto ora vi sembri disumano quello che abbiamo fatto, dovete capire che in qualità di soldati della Terra delle Fiamme, è nostro preciso dovere tenerli lontani dai confini meridionali della nostra nazione. E per garantire tale priorità, c’è soltanto un modo: sterminarli sistematicamente. Un atto di crudeltà necessario al fine di arginarne il più possibile l’espansione, dal momento che sono una razza parecchio prolifica. Inoltre, quando si parla degli orchi, parole come “trattativa” o “dialogo” diventano del tutto prive di significato: l’unico linguaggio che comprendono è quello della spada e del sangue. Perciò, adesso che sapete la realtà dei fatti, alzate la testa e sotterrate per sempre il rimorso che leggo nei vostri occhi: è inutile sprecare un sentimento del genere per degli orchi. Ma badate: non sto dicendo che dovete prenderlo come un piacevole passatempo…Perché non lo è: io stesso in battaglia, m’impongo di tenere bene a mente la gravità delle mie azioni. O almeno… Ci provo… Perché purtroppo, chi cresce nella guerra, con la guerra e per la guerra…Alla fine inizia a desiderarla, a volersi sempre trovare in mezzo al clamore del ferro e delle grida…E in certi casi, si arriva anche a considerarla un semplice gioco…Un gioco esaltante, adrenalinico…O peggio ancora, la propria ragione di vita…E se vi dico tutto questo…È perché anche io, un tempo, sono stato così…Ma poi ho capito…Ho capito quanto grande sia la follia della guerra…E quanta essa ne generi a sua volta…In un circolo vizioso senza fine…Eppure, noi siamo soldati. Siamo la sintesi di questa contraddizione. Siamo gli ingranaggi che azionano il suo meccanismo. Siamo le braci che la alimentano. Ma allora che senso ha lottare?Perché macchiarsi le mani di sangue?In nome di che cosa è giusto mettere a rischio la propria vita sul campo di battaglia?Beh, la risposta a tutto questo non è semplice…Ed è possibile che voi non la troviate mai…Ammesso che si possa trovare una risposta univoca…Io stesso a volte dubito di averla trovata…Tuttavia, di certo non si tratta della gloria o dell’onore. O almeno, io credo che un vero soldato debba agire spinto anche da qualcosa di più profondo e di meno personale…Ma per questo, ci va tempo…Perché solo il tempo insegna quanto sia immaturo combattere senza un vero scopo…Uno scopo per cui valga davvero la pena sacrificare anima e corpo…Uno scopo per il quale essere disposti a sopportare, ingoiare, e scavalcare le sofferenze e le perdite alle quali è impossibile non andare in contro…E per il quale, nel più estremo dei casi…Essere pronti a morire. Già, morire…Ma col sorriso sulle labbra>>.
Al termine di quell’appassionato discorso, il maestro li raggiunse, posò le mani sulle loro spalle, e con tono più gioviale disse<<Ma voi siete ancora giovani: avrete modo di capire quello che vi ho detto. Per ora, pensate solo a crescere e godete dei vostri successi!>>.
Le parole del maestro rincuorarono e scacciarono il terribile spettro della colpa dalla mente dei due allievi: ancora una volta, Brahon aveva saputo risollevare i loro animi con la sua saggezza e la sua esperienza. Due virtù che aveva maturato a caro prezzo…
<<Grazie…Maestro Brahon…>>mormorò Elyse, mentre Burn si strofinò il naso e pensò “Che uomo…Che maestro…È il migliore!”.
<<Tsk!E c’era davvero bisogno di comporre un discorso del genere?!Non bastava semplicemente dire che gli orchi meritano la morte a prescindere?!AH!Quante storie per una banda di mostri!Questi bastardi hanno avuto solo ciò che si meritavano!>> intervenne Igon infastidito, dando un calcio astioso ad una testa carbonizzata lì vicino<<In fondo loro avrebbero fatto lo stesso con noi. Proprio come…Con…>>frenò di colpo la lingua: stavano riaffiorando i più agghiaccianti ricordi della sua infanzia…
Burn ed Elyse si stupirono del sangue freddo del compagno, mentre Brahon lo squadrò con severità. Successivamente, l’uomo si rivolse alla scorta di soldati e ordinò loro <<Ispezionate a fondo il campo prima che il fuoco distrugga tutto: è probabile che non troveremo altro che un po’ del loro bottino, ma meglio non lasciare nulla al caso. Dopodiché, fate terra bruciata>>.
L’ordine impartito venne eseguito subito: i dieci soldati entrarono nell’accampamento e lo perlustrarono in ogni suo angolo, controllando anche all’interno delle decine di capanne usate come riparo dagli orchi e costruite con pelle, ossa, legname e fango,
materiali su cui il fuoco stava attecchendo piuttosto rapidamente. In alcune di esse, gli uomini rinvenirono persino quelli che parevano essere dei resti umani sparsi qua e là: non ci voleva molto per capire che fine avessero fatto quelle povere vittime…
Intanto, mentre la ricerca proseguiva, Brahon colse l’occasione per parlare con Igon…
<<Ora è il momento di fare quattro chiacchiere, caro ragazzo>>fece il maestro con sguardo deciso, aggiungendo<<Non credere che me ne sia dimenticato solo perché alla fine tutto è filato liscio come l’olio>>.
L’allievo sbuffò, fissandolo con aria sofferente, ma l’uomo non dava segno di voler lasciar perdere la questione, anzi, dopo aver visto quella reazione scocciata, guardò torvo il ragazzo e gli disse<<È inutile che ti comporti così: c’è molto di cui dobbiamo discutere>>poi, con un tono più bonario, continuò<<Ma prima di tutto…Ehe!Vorrei congratularmi con te per il tuo geniale utilizzo della Lavanda della Sera: un’erba facilmente reperibile in questa regione, quasi del tutto inodore, incolore, e insapore, se diluita…E soprattutto se non ti aspetti di berla…Un’erba che induce in uno stato di profonda e repentina sonnolenza…Non a caso, è chiamata anche la “Pianta del Buon Sonno”, o “del Bel Sognare”…Ahah!Sei furbo, eh?Non pensavo che te la ricordassi ancora!Complimenti: mi hai davvero colto impreparato!Sono proprio sorpreso…>>.
Quasi tratto in inganno dalla calma di Brahon, Igon credette che l’uomo avesse fatto solo un po’ di scena. Così, giusto per ammonirlo…
<<…Ma nel PEGGIORE dei modi>>sbottò di colpo il maestro con occhi furiosi.
<<Senti…>>tentò di dire Igon, ma fu interrotto bruscamente dal maestro<<Ti rendi conto di COSA hai fatto?!Di cosa CI hai fatto?!Ci hai vilmente somministrato un sonnifero, rendendoci vulnerabili a possibili incursioni nemiche, e te ne sei andato a combattere contro un centinaio di orchi DA SOLO!!E se non fossimo arrivati in tempo?!Cosa credi che ti sarebbe successo?!Eh?!Te lo dico IO, cosa ti sarebbe successo: saresti stato TU a mangiare la polvere e il fango!Razza di sciocco incosciente!Non hai davvero imparato nulla dalla prova sulla montagna?!Ancora non ritieni essenziale il lavoro di squadra?! Ti credi così invincibile da poter ignorare questo insegnamento fondamentale?!Ti credi così superiore da farti beffe dei TUOI compagni, del TUO maestro, e di una MIA decisione?!?!Chi ti credi di ess…>><<BASTAAAAAA!!!!>>.
Quello sfogo improvviso sorprese l’uomo, che si rese conto di essere stato troppo pressante, sebbene non volesse darlo a vedere. Nel frattempo, Igon riprese fiato, strinse i pugni, e con tono più pacato rispose<<Mi rendo conto di ciò che ho fatto… E del pericolo che ho corso…E che ho fatto correre a voi…So che non avrei dovuto comportarmi così… E mi…Mi dispiace…Davvero…Ma non ho resistito…Non potevo aspettare…Anzi, non DOVEVO aspettare…Perché non c’era altra scelta!L’hai detto anche tu, no?Gli orchi sono dei mostri spietati!Chi ci dice che in attesa dei rinforzi non avrebbero potuto nuocere a qualcuno?!Avevamo il dovere di farli fuori subito!E come hai potuto vedere, noi siamo stati più che sufficienti!Sei tu che ci hai sottovalutati, ritenendoci ancora dei ragazzini!Ma noi non lo siamo più!>>replicò il ragazzo in modo acceso, stupendo Burn ed Elyse, ai quali non piacque nemmeno un po’ il volto di Brahon…
“L’hai fatta grossa questa volta…” pensò lui facendo una smorfia agitata, mentre la compagna aveva gli occhi sgranati per quell’atteggiamento così ribelle…
<<Certo che hai proprio una bella faccia tosta: prima disubbidisci ad un mio ordine, e ora lo metti pure in discussione…>>fece Brahon con sguardo furioso e sul punto di scoppiare: questa volta, i compagni di Igon si aspettavano una punizione esemplare…
E invece, il maestro li sorprese di nuovo…
<<E con ragione: è vero, vi ho trattato da ragazzini inesperti, non ho avuto fiducia nelle vostre capacità, nonostante fossi il vostro maestro, e vi ho affidato una scorta per paura che vi accadesse qualcosa, senza rendermi conto di quanto foste maturati e diventati forti. Ma mi sbagliavo: oggi avete superato le mie più rosee aspettative, dando il meglio di voi stessi e dimostrando a tutti gli effetti di essere dei veri soldati. Pertanto, ho deciso che per questa volta…E sottolineo QUESTA VOLTA, chiuderò un occhio sul tuo inaccettabile ed egoistico comportamento…Anche perché in fondo, nulla è andato storto. Ma bada Igon: che non capiti ancora!MAI PIÙ!Perché in tal caso, non sarò così clemente e ben disposto…È CHIARO?!>>.
Dopo quell’inaspettato ribaltamento della situazione, Burn ed Elyse rimasero a bocca aperta e pensarono “CHE COSA?!?!?!MA COME…NON È POSSIBILE!!”.
Tuttavia, anche se un pochino gelosi -non era infatti la prima volta che a Igon veniva mostrato un occhio di riguardo -, i due compagni furono felici che fosse stato perdonato, ma sapevano per esperienza che il maestro Brahon non parlava mai a vanvera: d’ora in avanti, Igon avrebbe fatto meglio a rigare dritto…
<<Aaah…In fondo la colpa è anche mia, visto che sono stato io a chiederti di andare a prendere dell’acqua per la cena…Che ingenuo sono stato!E dire che non sono nato proprio l’altro giorno…Eheh!!Sei molto astuto, oltre che forte!>>scherzò il maestro, terminando poi con una grossa e calorosa risata.
<<Ora però, mi toccherà inventare una scusa per giustificare il cambio dei piani…Mhm…
Fatemi pensare…>>borbottò l’uomo, ma all’improvviso, la sua riflessione fu interrotta dalle voci dei soldati mandati in avanscoperta: sembravano piuttosto agitati…
<<Capitano Brahon!Abbiamo trovato qualcosa di molto strano!>>esclamarono alcuni di loro, tenendo fra le mani armi e sacchetti di monete dalla provenienza inappellabile. Quando le vide, Brahon sussultò con sgomento…E non credette ai suoi occhi…
<<Ma…Cosa significa tutto questo?!>>esclamò in seguito sbigottito.
<<Cosa succede maestro?>>domandò Burn, incuriosito dalla sua reazione.
Dopo qualche attimo di silenzio, il maestro rispose all’allievo<<Queste armi…La loro forgiatura…È inconfondibile!Non c’è possibilità d’errore: provengono dalla Terra delle Fiamme!>><<Come…Ehi!È vero!>>fece il ragazzo stupito, per poi aggiungere con fare confuso<<E allora…?>>.
Elyse lo guardò esterrefatta e gli disse<<ALLORA?!Ma non capisci?!Non trovi strano che degli orchi avessero simili armi?!È ovvio che devono averle rubate a dei soldati, magari in qualche assalto precedente!Di certo non le hanno fatte loro!>>.
<<Cavoli!Hai proprio ragione!Ahah…Beh…Dai…Ovviamente lo sapevo!Ahaha!Chi non lo capirebbe?>>fece Burn nel tentativo di porre rimedio alla figuraccia appena fatta, ma quando vide le facce dei suoi amici, capì che il silenzio era la miglior opzione…
<<E c’è dell’altro: vedete questo simbolo impresso sulle monete?È la prova incontrovertibile del fatto che la coniatura è stata effettuata nel Paese della Lava…Solo che di recente non mi risulta siano stati segnalati attacchi o sparizioni in quella regione…Quindi la domanda sorge spontanea: tutte queste monete…Come sono uscite dai nostri confini?>>affermò Brahon corrugando la fronte in segno di sospetto e preoccupazione, dopo averne versate alcune sul palmo della sua mano. Nel frattempo, quei discorsi avevano fatto nascere un’inquietante teoria nella mente di Igon…
<<E se qualcuno stesse assoldando degli orchi?>>disse il ragazzo.
Tutti si voltarono verso di lui allibiti, poi Burn chiese<<Ma cosa se ne farebbero loro dei soldi?!Di certo non potrebbero andare in giro a comprare come se nulla fosse!>>.
<<Ti sbagli, Burn: purtroppo esiste un mercato nero composto da vili trafficanti senza scrupoli, che non ci penserebbero un solo istante a vendere armi in cambio di un lauto guadagno, persino se a pagare fossero degli orchi>>lo corresse il maestro con un tono che faceva trasparire chiaramente la sua indignazione per quell’ignobile attività, per poi continuare con aria pensierosa<<Probabilmente questo accampamento era un luogo di scambio e di accumulo di risorse belliche, destinate ad essere inviate ad altri gruppi di orchi, con lo scopo di creare un vero e proprio esercito di…>><<Mercenari…>>.
Con quell’intervento, Igon si lasciò sfuggire una nota di soddisfazione mista a speranza, che il suo maestro carpì al volo: quella era un’allusione impossibile da fraintedere…
“Bene…Sembra che la fortuna stia finalmente girando dalla mia parte: prima questi orchi…E ora, forse…” rifletté il ragazzo, sul cui volto comparve un ghigno contorto…
Scrutandolo negli occhi, a Brahon sembrò di scorgere una scintilla di crudeltà…
<<Se tutto ciò dovesse corrispondere al vero, sarebbe gravissimo. Dobbiamo affrettarci a
tornare a Litovia e a mettere al corrente il Senato di quanto scoperto>>disse in seguito l’uomo, rivolgendosi poi ai soldati<<Dal momento che purtroppo non possiamo portare con noi tutto il bottino in assenza di mezzi di trasporto adeguati, prendete quanto più denaro possibile e date alle fiamme ciò che avanza: sebbene sia un peccato sprecare le armi e le ricchezze della nostra nazione, è meglio che siano purificate dal fuoco, piuttosto che farle finire nuovamente in mani nemiche>>.
Gli ordini furono eseguiti prontamente: salvo qualche cassa di monete, più della metà del bottino venne lasciata ardere nel campo nemico, e in seguito i soldati fecero LETTERALMENTE terra bruciata di quel poco che era scampato all’incendio.
Cadaveri inclusi…
Successivamente, il gruppo s’incamminò verso il proprio accampamento ai piedi della collina, lasciandosi alle spalle un muro di fuoco e fumo.
“Perfetto…Ora i prossimi sarete voi…” pensò Igon con un sorriso appagato, mentre dava un ultimo sguardo a quelle fiamme fameliche…
Fameliche, come quelle che durante quella tragica notte, avevano divorato la sua città…
E la sua vita…

Quella sera, Brahon e la sua squadra si concessero un po’ di sano e meritato riposo attorno alla calore di un piccolo falò, in vista della lunga marcia che avrebbero intrapreso l’indomani per incontrare i rinforzi a metà strada, in modo da ridurre il tempo necessario per il ritorno in patria. Durante la cena, i soldati discussero tra di loro su quanto accaduto nella battaglia, mostrandosi più propensi a spettegolare sui tre ragazzi, piuttosto che preoccuparsi dei possibili scenari che si sarebbero potuti creare in seguito al rinvenimento di quegli indizi sospetti…
<<Non avrei mai pensato che quei ragazzi fossero già così in gamba…Tsk!E dire che non hanno un decimo della nostra esperienza!>><<È merito di Brahon, non c’è dubbio>><<Sono dei piccoli prodigi, ve lo dico io!Ma avete visto quello coi capelli castani?Ha fatto fuori quasi metà degli orchi da solo!>><<Ehe!Direi che dovremmo soprannominarlo “Igon l’Ammazzaorchi”!Che ne dite?>><<Beh, anche i suoi compagni non sono affatto male, soprattutto quel Burn!>><<Già, per non parlare della ragazza… Elyse, giusto?Aha!!Se solo fossi un po’ più giovane…>><<Ma che ti salta in mente?! Mmh…Beh, sì…In effetti è carina…>><<Basta voi due!O finirete per farvi sentire!>> <<Andiamo, in fondo ne stiamo solo parlando bene!Che male c’è?>><<Infatti!Alla loro età, nessuno mi ha mai elogiato in questo modo…Tsk!Che razza di generazione fortunata, la loro!>>furono i loro commenti -degni di un gruppo di comari-, i quali non sfuggirono affatto alle orecchie dei diretti interessati: Igon fece finta d’ignorarli, anche se non gli dispiaceva troppo quel soprannome; Burn invece sentì accendersi in lui la fiamma dell’orgoglio e se la rise; mentre Elyse provò imbarazzò per quegli apprezzamenti e pensò irritata “Ma per carità! Avrete come minimo il doppio dei miei anni!”.
<<Ahahaha!!Avete fatto colpo oggi!>>scherzò Brahon, ingoiando un pezzo di carne e bevendo un sorso d’acqua per buttarlo giù.
<<L’ammirazione e il rispetto sono due caratteristiche a dir poco essenziali per diventare un buon capitano. Chi lo sa: magari da grandi diventerete proprio come me!Ahahaha!!>> aggiunse l’uomo con una punta di vanto…
<<Gehgeh!Brobrio govì daesbro: un gorno bi dubererò!Sdade a bedere!>>esclamò Burn,
intento com’era a trangugiare un tozzo di pane con così tanta foga, che alcune briciole gli schizzarono fuori dalla bocca…
<<Forse prima dovresti imparare l’educazione…>>sbottò la ragazza schifata, ma Burn non sembrò recepire il messaggio…
<<Begghé…?!Goda boi ghi…GHGUKOGH!!>>chiese Burn con la bocca piena…
Il maestro rise sonoramente e diede una pacca sulla schiena dell’allievo, che per poco non s’ingozzò. Poco dopo, il ragazzo tossì violentemente sotto lo sguardo rassegnato di Elyse, la quale si mise una mano sul volto…
Igon scosse la testa e sorrise: stare con loro stava diventando più piacevole giorno dopo giorno. O forse, oggi era solo più allegro del solito, dal momento che ora cento e più orchi non respiravano più: una piccola parte della sua vendetta era compiuta…
“Tra poco toccherà a voi…Aspettate e vedrete, bastardi!” pensò il ragazzo con sincera cattiveria, riferendosi a chi sapeva lui…
All’improvviso, uno scricchiolio di foglie e rami secchi guastò la tranquillità della cena: con un’espressione allarmata, Brahon si alzò e afferrò la lancia, mentre nello stesso istante Igon mise mano al suo spadone, sollevandosi anch’egli in piedi e pronto ad agire in qualsiasi momento…
<<CHI VA LÀ?!>>urlò imperioso l’uomo, mettendo sull’attenti tutti i presenti.
Per lunghi istanti, che parvero durare minuti, non si sentì altro che lo scoppiettio del fuoco, nel silenzio della notte…
Eppure, la tensione non si allentò affatto: i sensi di tutti erano allertati e tesi a cogliere anche il rumore più flebile, il minino segnale di una potenziale presenza ostile…
Poi si udì un fruscio…Poi un secondo…E poi un altro…Finché il timore non divenne una certezza: qualcuno li stava spiando dal folto del bosco…

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