#7 Agguato Nella Notte [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

Il buio della notte negava qualsiasi possibilità di intravedere alcunché nella fitta boscaglia, mentre il falò proiettava lunghe ombre sul terreno: il gruppo si era disposto celermente intorno a quell’unica fonte di luce, scrutando nelle tenebre per rilevare anche il più piccolo dei movimenti. Eppure, ogni sforzo fu inutile, in quanto solo un animale avrebbe potuto vedere in quell’oscurità. Se non avessero udito quei leggeri scalpiccii, nessuno avrebbe potuto affermare se ci fosse veramente qualcuno nella selva…
<<Te lo dico per l’ultima volta: CHIUNQUE TU SIA, FATTI RICONOSCERE ORA!!!!
ALTRIMENTI SARÀ PEGGIO PER TE!!E NON STO SCHERZANDO!>>tuonò Brahon collerico e con la lancia pronta a colpire.
Anche Burn ed Elyse stavano in allerta, cercando di mantenere la massima attenzione, benché avessero il cuore in gola e i nervi a fior di pelle. Solo Igon mantenne la calma, con una mano ben salda sull’elsa dello spadone.
“Devono averci spiato durante la battaglia…E con ogni probabilità ci hanno anche pedinato fin qui…Il che vuol dire che sanno già dove l’abbiamo nascosto…” rifletté il ragazzo, girando lo sguardo verso l’entrata della grotta…
Poi, passati lunghi ed interminabili secondi, dall’oscurità emerse una voce<<Eheh… Avete un bel bottino con voi: se ce lo consegnerete senza resistere, vi lasceremo andare. Diversamente, dovremo venire a prendercelo da noi. Scegliete pure con comodo…>>.
Il tono di voce era piuttosto calmo e gentile, per essere quello di un bandito, ma Brahon non si fece abbindolare e ruggì<<FATTI AVANTI CODARDO DI UN LADRO!!SAI CON CHI HAI A CHE FARE?!>><<Certo, so perfettamente chi sto derubando: una mattanza di orchi non passa affatto inosservata. Ma nemmeno così tante monetine tintinnanti e luccicanti…>>fece ironico il bandito, cosa che non piacque al maestro…
<<SE SAI DI COSA SIAMO CAPACI, ALLORA TU E I TUOI COMPARI DOVRESTE ANDARVENE SUBITO!!O CREDETE FORSE DI POTERCI AFFRONTARE?!>>lo intimorì Brahon, ma il ladro rispose<<Oh, no di certo: non è mai stata nostra intenzione, quella d’ingaggiarvi in uno scontro diretto. E difatti, l’alternativa che abbiamo pianificato è ben lontana dal basarsi sulla mera forza bruta…Per cui ve lo ripeto di nuovo: ci consegnate il denaro…O dobbiamo venire a prendercelo da soli?>>.
L’uomo a quel punto perse la pazienza e ordinò<<IN POSIZIONE SOLDATI!!FUOCO AL MIO TRE!!UNO…DUE…>>ma prima che potesse terminare il conto alla rovescia, dalla boscaglia vennero lanciate numerose bombe fumogene, che colsero alla sprovvista tutti quanti: ecco su cosa si basava la loro “alternativa”…
<<Mossa sbagliata!>>lo canzonò il misterioso ladro.
<<Che trucchetto…KOFF!!Da vigliacchi…COUGH!!KOFF!!>>tossì Brahon con la gola in preda ad un forte ed incessante prurito.
<<Da vigliacchi, ma efficace…Forza, al lavoro!>>fece il bandito per spronare i suoi complici: nascosti dal gas e grazie alla confusione creatasi, alcuni di loro gettarono una secchiata d’acqua sul fuoco, lasciandoli nel buio più totale. In seguito, i ladri approfittarono del favore delle tenebre per setacciare ogni angolo dell’accampamento fin dentro la caverna, dove trovarono ciò per cui erano venuti, e procedettero a derubarli di tutto il carico di monete che avevano recuperato, agendo rapidamente e per nulla impediti dall’oscurità o dai loro stessi fumogeni.
In tutto quel disordine, Burn tentò di reagire<<Dannaz…KEFF!!KEFF!!Adesso… Vedrete…DIVAM…>>ma il bandito lo avvertì<<Fossi in te, ci penserei due volte: questo fumogeno è anche esplosivo…Basta una scintilla e saltate tutti per aria>>.
A quelle parole, il ragazzo si bloccò e imprecò -l’insulto però si perse tra i colpi di tosse-, poi Brahon disse<<Da…Dannati!COUGH!!Avete pensato proprio…KOFF!!Ad ogni minimo particolare!>>.
Con una punta d’orgoglio, il ladro replicò<<Eheheheh!Le tue parole mi lusingano…Beh, d’altronde, non per nulla siamo degli illustri professionisti del furto!>>.
“Fa’ pure lo spiritoso finché puoi!” pensò Igon collerico, mentre stava cercando di trovare un modo per uscire da quella situazione…
<<Abbas…KEFF!!Abbassatevi a terra!>>disse poco dopo, tossendo con violenza.
<<Fate…COUGH!KOFF!Fate come dice!>>ordinò Brahon, per poi comunicare a Igon che tutti avevano prontamente ascoltato il suo comando. In seguito, quest’ultimo compì un movimento circolare con lo spadone, spazzando via il gas urticante per mezzo del potente vortice d’aria prodotto.
<<Keff…Keff…Finalmente si respira!Ora gliela faccio pagare!DIVAMPA!>>esclamò Burn, avvolgendo le proprie mani nel fuoco per usarle come delle torce.
Ora che poteva contare su un po’ di luce, il ragazzo vide delle sagome che fuggivano in direzione della folta foresta: portavano dei bavagli che coprivano loro bocca e naso e delle maschere piuttosto strane con lenti riflettenti. E ovviamente, avevano con loro parecchi sacchetti pieni zeppi di monete…
<<Eccoli là!Prendiamoli!>>incitò il ragazzo dai capelli rossi, tuttavia il suo maestro lo fermò<<Aspetta Burn!Con questo buio sarebbe impossibile catturarli!Inoltre potrebbero attirarci in qualche trappola o utilizzare di nuovo quei fumogeni!>>.
<<Esattamente!Riconosco che avete un capitano che sa usare la testa. A differenza tua, torcia ambulante…>>disse il ladro appoggiando una mano sulla spalla di Burn, il quale si girò subito e reagì sferrando un pugno, mancando però il bersaglio.
<<Dove ti nascondi?!>>gli urlò lui, ma il bandito era già sparito nella boscaglia, dalla quale risuonò la sua voce sbeffeggiante<<Ahaha!Addio, oh prodi soldati!È stato davvero un piacere fare affari con voi!>>.
Quell’ultimo scherno mandò in bestia Burn, che per poco non partì all’inseguimento di quel ladro irriverente. Brahon però lo afferrò per un braccio e gli disse autoritario <<Calmati Burn!Non farti provocare come un bambino!Domani seguiremo le loro tracce e vedrai che li acciufferemo!>>per poi aggiungere stizzito<<Hanno messo in atto un piano studiato fin nei minimi dettagli: è ovvio che ci hanno osservato a lungo durante il nostro scontro con gli orchi…E questo significa che il loro nascondiglio non può essere troppo lontano dal nostro!>><<Forse, ma come faremo a trovarli?Di sicuro conosceranno questa zona di gran lunga meglio di noi>>puntualizzò Igon scettico, ma Brahon gli rispose<<Ci penseremo domani: ora cerchiamo di riposarci. Per quanto mi renda conto che non sarà affatto facile…>>.
Seppur afflitti dallo sconforto e furiosi per essersi fatti giocare in quel modo, i tre compagni e i soldati non poterono far altro se non riconoscere che aveva ragione. Impostati nuovamente i turni di guardia, il gruppo vigilò con un’attenzione ancora più
serrata e aspettò con ansia l’arrivo del sole: sarebbe stata un’attesa molto lunga…
Un’attesa faticosa…Snervante…Sul chi vive…
E com’era lecito aspettarsi, priva del ristoro tanto sperato…

Dopo una notte passata nella frustrazione e nell’insonnia, era infine giunta l’alba.
E con essa, il momento di cercare i banditi. Sfortunatamente però, questi avevano dato un’ulteriore prova della loro astuzia: durante la meticolosa ricerca, il gruppo incappò in diverse piste false, molte delle quali s’interrompevano all’improvviso davanti ad alberi, spelonche, o presso corsi d’acqua. Dopo ore e ore trascorse nella foresta a seguire in tondo gli stessi percorsi, non avevano ancora trovato nessuna traccia significativa…
<<Quei dannatissimi rubagalline!Semmai dovessi averli fra le mani…MHMHMMH!!!>>
imprecò per la millesima volta Burn, accompagnando le minacce verbali con gesti che non lasciavano adito a fraintendimenti…
<<Altro che galline: quelli ci hanno ripulito di tutto il denaro!O non saremmo di certo qui ad inseguirli!>>se ne uscì Elyse in maniera inopportuna, tanto che il suo compagno reagì peggio del solito<<Ti ci metti anche tu?!Era per dire, CRETINA!!>>.
<<COME MI HAI CHIAMA…>><<Affrettate il passo, invece di litigare!>>li riprese Brahon<<Questo non è il momento di creare dissidi tra di noi!Tacete e collaborate! Il destino della nostra nazione potrebbe dipendere dal ritrovamento di quel denaro!>>.
Riportati alla calma, Burn ed Elyse si lanciarono un’ultima occhiata, chiudendosi poi in un silenzio di reciproca avversione. A quella scena, il loro maestro scosse il capo e rifletté sul danno arrecato dai quei banditi: oltre ad aver sottratto loro importanti prove, avevano anche inferto un danno al morale della squadra, fattore che avrebbe potuto minare il proseguo stesso della missione.
Ma a volte, la sorte sapeva essere bizzarra ed imprevedibile…
Trascorso -inutilmente- altro tempo a cercare il covo dei ladri, Brahon decise di andare in contro ai rinforzi, per organizzare una perlustrazione più efficace.
Alla fine, dopo qualche giorno, giunsero nei pressi di un accampamento molto più grande del loro, e ci volle poco prima che venissero notati da alcuni soldati di guardia, i quali si avvicinarono piuttosto sorpresi e confusi…
<<Generale Brahon, é successo qualcosa?!Il luogo di ritrovo non era…>><<Contro ogni previsione, sono accaduti diversi imprevisti che hanno cambiato quanto stabilito, ma preferirei parlarne con tutti quanti voi: portateci al vostro accampamento>>ordinò l’uomo alle guardie, che subito risposero<<Agli ordini!>>per poi far strada al gruppo.
Una volta arrivati, vennero accolti da altri soldati altrettanto stupiti e con domande simili, ma prima di pronunciarsi, Brahon volle l’attenzione di ogni singola unità. A quel punto, riassunse brevemente quanto avvenuto negli ultimi giorni: la battaglia imprevista contro gli orchi; il ritrovamento sospetto del denaro e delle armi; e infine, l’assalto dei banditi.
Ovviamente, omise come si fosse comportato Igon, raccontando che erano stati scoperti per caso da alcune sentinelle nemiche. Ascoltando questa versione dei fatti camuffata, il ragazzo abbassò gli occhi e soffocò una debole risatina, mentre Burn ed Elyse si scambiarono uno sguardo sornione…Salvo poi tornare ad ignorarsi come avevano fatto fino ad un istante prima: non avevano ancora sbollito la litigata di poco fa…
Una volta conclusa la spiegazione, Brahon aggiunse<<Vi porgo le mie più sentite scuse per avervi costretto a compiere una marcia rivelatasi poi non necessaria, ma vi chiedo di essere celeri ad organizzare quanto prima il viaggio di ritorno, poiché ogni istante potrebbe essere prezioso, se non vitale, per la sicurezza della nostra nazione. Prima di ripartire però, è assolutamente indispensabile recuperare il denaro rubato da quei…>> <<Perdonate l’interruzione, Generale Brahon, ma a tal proposito… Beh, venite a vedere: credo che non vi dispiacerà affatto…>>.
Incuriositi da quelle parole, Brahon e i suoi allievi seguirono alcuni soldati attraverso l’accampamento. Lungo la strada, Igon si soffermò più volte ad osservarne le dimensioni, giustificate dal numero delle unità presenti: ben duecento!
“Tsk!Non ce n’era bisogno…Mi sarebbero stati solo d’intralcio…” pensò Igon con superiorità, finché non si accorse di essere davanti ad una specie di tendone, sorvegliato da ben quattro sentinelle, una su ogni lato.
<<Sembra che la sorte sia dalla nostra parte>>disse uno dei soldati accompagnatori, per poi scostare la tenda all’ingresso. Quando Brahon e i tre allievi entrarono, capirono al volo quell’affermazione: una dozzina di uomini disposti in cerchio attorno ad un tronco, che faceva da sostegno alla struttura, era a terra con le mani e i piedi legati…
<<Ehilà!Il mondo è proprio piccolo, non è vero?>>esclamò una voce ben conosciuta…
<<A quanto pare, il vostro “geniale” piano non aveva previsto un incontro con i nostri rinforzi…Ahaha!!Vi è andata male, branco di ladruncoli!>>lo canzonò Brahon.
<<Beeeh…Diciamo che, indubbiamente, è stato uno spiacevole fuori programma… In effetti, non sapevamo nulla di questo minuscolo dettaglio…Ahahaha!!Un vero e proprio incidente professionale, lo ammetto!>>.
Per un bandito, ridere e scherzare in quel frangente poteva significare solo due cose: avere molto coraggio e sangue freddo, magari con un piano di riserva in mente, oppure essere un completo idiota incapace di concepire la propria sorte. Non a caso, tutti si stavano chiedendo quale delle due ipotesi fosse quella corretta…
“Ma si rende conto della sua situazione?!” pensò Elyse stupita, mentre Burn non la smetteva di squadrare il ladro con occhi quasi spiritati…
<<TUUU…RIDERAI ANCORA PER POCO…>>gli disse minaccioso il ragazzo, per poi avvicinarsi scrocchiandosi le dita delle mani…
<<Cosa credi di fare?>>chiese Brahon tempestivo, intuendo i pensieri dell’allievo.
<<Che domande!Mi sembra ovvio: è l’ora di saldare i conti!>>replicò Burn, ma il maestro gli afferrò un braccio e lo ammonì<<Non spetta a te il compito di punirlo! Ci penserà il Senato a decidere la sua sorte, pertanto non ti azzardare a fargli qualcosa: non s’inveisce sui prigionieri!È CHIARO?!>><<Ma…Io…TSK!>>.
Il tono severo di Brahon lo fece desistere dal suo intento vendicativo, ma il ladro colse quell’occasione per umiliarlo con le sue forbite e poetiche doti verbali<<Vi ringrazio per la vostra infinita clemenza…Ahimè!Il mio mestiere è già così duro e irto di pericoli! Proprio non necessito d’essere preda della brutalità di un tale ragazzaccio!Raffredda i tuoi bollenti spiriti!Oh giovincello dalla focosa anima!Non bruciar nel tuo stesso foco, che con tanto orgoglio fai ardere come fossi torcia di natura!>>.
Dopo quell’esibizione così teatrale e irriverente, Burn fu sul punto di assalirlo per la furia…Tuttavia si trattenne, strinse i pugni, e se ne andò strappando un lembo della tenda, per poi darlo alle fiamme, gettarlo a terra, e pestarlo con rabbia. Mentre si allontanava, sentì chiaramente un’odiosa risata rimbombargli nelle orecchie…
<<Ora basta!Hai già sprecato abbastanza fiato, ladro: conservalo per quando dovrai dar
conto delle tue azioni!>>urlò Brahon, furioso per tanta impertinenza. Questa volta, il bandito si limitò a ridacchiare a testa bassa…
In seguito, il maestro fece segno d’uscire dal tendone, poi raccomandò alle guardie di restare vigili. Poco prima di andarsene, Igon diede un’occhiata al bandito, stupendosi del suo aspetto insolito: lunghi capelli viola perlacei, fisico snello, capo coperto da una bandana, casacca smanicata, petto semiscoperto, un corto gonnello attorno alla vita, pantaloni leggeri in pelle…E due occhi giallastri. Quasi animaleschi…
“Che individuo bizzarro…Ma in fondo, non mi riguarda” pensò Igon voltandosi e lasciandoselo alle spalle. Una volta fuori, un Burn cocente d’ira venne loro incontro ed esclamò<<Aaah!Che buffone!Non vedo l’ora che lo sbattano in qualche cella a marcire per il resto dei suoi giorni!>><<È quello che accadrà. Perciò ora calmati e seguici: c’è
qualcosa che voglio controllare>>disse Brahon guardandosi intorno, per poi chiamare alcuni soldati e chiedere loro<<Dove avete sistemato il denaro?>>.
Questi li invitarono a seguirli e li portarono in un secondo tendone, molto simile nell’aspetto a quello precedente, ma che in questo caso era stato adibito a magazzino in cui conservare i viveri e gli attrezzi di pronto soccorso.
<<L’abbiamo messo dentro delle casse e abbiamo saldato a fuoco le serrature, in modo che non possano essere aperte facilmente>><<Molto bene, continuate a sorvegliarle come avete fatto finora. Inoltre, raddoppiate la sicurezza qui e anche dove sono tenuti i prigionieri. E non abbassate la guardia. Per nessun motivo>>comandò loro l’uomo.
<<Dobbiamo prepararci all’evenienza che dei complici possano tentare di liberarli e di riprendersi il bottino>><<Sarà fatto, Generale Brahon!Anche se…Ecco, se posso permettermi, credo che si terranno alla larga da duecento unità…>>disse un po’ intimorito uno dei soldati<<Spero vivamente che sia così. Ma proprio per questo, non dobbiamo concedere loro nemmeno una solo possibilità di riuscita!Mi sono spiegato?!>>ribadì Brahon con l’autorità di chi era abituato al comando da lungo tempo.
<<SISSIGNORE!NON LA DELUDEREMO!>>risposero porgendogli il saluto, prima di congedarsi frettolosamente.
“Non possiamo permettere che ci sfuggano di nuovo: non ora che la sorte ci è stata così benevola!” pensò severo l’uomo, dando uno sguardo ai contenitori con dentro il denaro: quelle prove erano di vitale importanza per far luce sull’insidioso pericolo che aleggiava sulla Terra delle Fiamme…

Quella notte non ci fu angolo dell’accampamento che non fosse sorvegliato a dovere: duecento unità -più il gruppetto aggiuntosi in giornata- facevano comodo in una circostanza di massima allerta come quella in cui si trovavano. Tale sicurezza, ovviamente, era stata allestita sotto l’ordine di Brahon, che non voleva si ripetesse più un episodio simile a quello precedente: chiunque avesse cercato di liberare quei banditi, avrebbe ricevuto un CALOROSO benvenuto…
<<È stata un vera fortuna aver catturato quei delinquenti lungo la strada del ritorno: ci siamo risparmiati un’altra faticosa ricerca, oltre che una perdita di tempo prezioso. Domani ci rimetteremo in marcia verso Litovia, dove faremo rapporto e mostreremo quanto rinvenuto. Tsk!Preghiamo che le indagini portino a un semplice assalto di orchi… Altrimenti si aprirebbero scenari ben più terribili per la Terra delle Fiamme>>disse Brahon preoccupato, mentre era intento a mordere della carne arrostita<<Mhm…Che bontà!Quasi mi dispiace per chi sta montando la guardia…Beh, vedrò di farmi perdonare un giorno o l’altro… Magari, invitando tutti a mangiare!AHA!!>><<Si figuri!Non dovete neanche pensarci, Generale Brahon: è dovere di noi soldati rinunciare a questo e ad altro per il bene della Nazione!Non possiamo permetterci di perdere ancora una volta delle prove così importanti…Soprattutto sapendole in mano a degli sporchi ladri come quelli!Puah!>>replicò Radas, per poi porgere della carne alla sua creatura, la quale, annusato il boccone, lo inghiottì famelica e si leccò il muso con la sua lunga lingua viola.
<<Già, dei ladri ben equipaggiati però: quando li abbiamo catturati, avevano ancora con loro queste strane visiere…Dev’essere per questo che riuscivano a vedere al buio. Però…Sbaglio o il loro capo non ne aveva una?Bah!>>aggiunse un soldato con aria dubbiosa e armeggiando con una di esse con fare incerto.
<<Tsk!Per quello che m’importa!Ciò che mi basta, è vederlo al fresco in una bella cella!>>intervenne Burn tutto ad un tratto, suscitando numerosi gesti e commenti d’approvazione fra i presenti, com’era logico aspettarsi in un clima di cameratismo.
“Il solito sempliciotto: mai una volta che si sforzi di domandarsi qualcosa di più!” rifletté
Elyse a proposito del compagno, accompagnando quel pensiero con una chiara smorfia di rassegnazione e disappunto. In seguito, onde evitare d’incrociare per caso il suo sguardo, la ragazza, ancora offesa per la reazione di Burn avuta nei propri confronti, posò i suoi occhi verdi su qualcuno di MOLTO più piacevole da osservare…
Quasi si fosse già scordata di quello che LUI le aveva fatto. E per giunta alle spalle…
Igon da parte sua non s’accorse dell’interesse di Elyse, dal momento che stava tentando di capire chi mai potesse essere quello strano bandito…
“Ora ci vede pure al buio…Cos’è?Una specie di gatto su due gambe?” pensò lui ridacchiando, cosa che fece incuriosire la sua ammiratrice e che le disegnò a sua volta un dolce sorriso sul volto…Ma probabilmente, non sarebbe rimasta poi troppo soddisfatta di sapere quali fossero, in quel momento, le cogitazioni del suo caro e adorato Igon…
E in un’atmosfera così serena, non si sarebbe nemmeno detto che stessero sorvegliando una banda di ladri e un cospicuo bottino: in fondo, con oltre duecento soldati pronti ad agire, cosa sarebbe mai potuto andare storto?Chi mai avrebbe osato attaccarli?
<<Eheheh…Mi sto quasi pentendo di tutto questo mio allarmismo…Ma come si dice sempre:“Se un falò bello caldo sarà, farti male non potrà”!Ahaha!!>>esclamò scherzoso Brahon, com’era solito esserlo durante un qualsiasi pasto.
Ma questo non era il momento adatto per gli scherzi…
<<A-Allar…me…GAH!!Allar…me!I prigio…nieri sono…AH!!Scap-pati…>>.
In un attimo, la spensieratezza e la calma scomparirono dall’accampamento, lasciando il posto allo stato d’allerta: Brahon scattò in piedi, impugnò la lancia e ordinò di sostenere il soldato in fin di vita, che con l’ultimo soffio di voce disse<<Le guardie so-no…Tutte… Mor-te…GAAH!!Qual…Qualcuno…AAH!Le…Ha…Le…Han-no…Uc-ci-se!AAAH!Quei… La-dri…Ave-va-no…Dei…COUGH!Dei comp…Aaaaaah…>>.
<<ALLARME!I PRIGIONIERI SONO FUGGITI!SIAMO SOTTO ATTACCO!>>gridò Brahon, e subito dopo si precipitò al tendone corrispondente, seguito da alcuni militari e dai suoi allievi, rimasti sbigottiti alla vista di quel cadavere martoriato: con tre profonde ferite al petto, forse inflitte da un pugnale, era un miracolo che fosse anche solo riuscito a trovare le forze per barcollare fin là e avvisarli appena prima di morire…
<<Ma…E quel soldato?!Non possiamo…>><<Non ora, Burn!So che è la prima volta per
voi, ma in una missione può succedere anche questo!Non è il momento di farsi traumatizzare!Piuttosto, non rendiamo vana la sua morte!>>esclamò il loro maestro con tono esortativo. Tuttavia, Burn ed Elyse non riuscivano a togliersi dalla testa l’immagine di quel soldato dagli occhi vitrei…A differenza di Igon…
“È…Terribile!Eppure…Come fa a non…Cosa può aver visto di peggio?!” pensò la ragazza inorridita e sorpresa dalla gelida calma del compagno…
Arrivati sulla scena del crimine, non li accolse un bello spettacolo: i cadaveri di sette guardie giacevano a terra in pozze di sangue, alcuni con le gole lacerate e con spilli conficcati nella testa o all’altezza del cuore, mentre altri avevano bruciature su gran parte del corpo e presentavano evidenti segni di strangolamento.
<<Ma…Ma…È…È orribile…Chi può…Aver fatto…Quest…GUH!!>>borbottò Elyse sul punto di vomitare, sotto gli occhi di un Burn altrettanto disgustato…
<<Sono…Sono dei mostri!!QUEGLI SPORCHI CRIMINALI!!GLIELA FARÒ…>> <<Non saltare a conclusioni affrettate, Burn!La guardia ha detto che sono intervenuti dei complici!Inoltre i banditi erano disarmati!>>lo corresse Brahon, ma l’allievo replicò fuori di sé<<CHE IMPORTA?!È…È TUTTA COLPA LORO SE…SE È SUCCESSO QUESTO!!>><<Sì, ti capisco, ma era solo per precisare…Onestamente, non mi sono apparsi il genere di persone in grado di compiere un simile massacro: questa è l’opera di qualcuno di ben più spietato e professionale. Se ci pensi, avrebbero potuto benissimo toglierci di mezzo dopo averci storditi con quei fumogeni, invece non ci hanno torto neanche un capello. Ma ciò non toglie che…Ehi, Igon…>>disse l’uomo perplesso<<Che cosa intendi fare con quella?>>rivolgendosi poi all’allievo con sguardo ammonitore, mentre quest’ultimo ansimava e tremava freneticamente, come percorso da irrefrenabili brividi d’eccitazione…E con in mano una di quelle visiere notturne…
<<Quelle ferite…Quelle bruciature…Quegli aghi…Li riconoscerei fra mille…>>farfugliò Igon con occhi spiritati e sgranati…Fissi nel vuoto…
Nel vuoto dell’oscurità…
<<Rispondimi Igon!!>>ruggì il maestro, ma l’allievo lo ignorò senza troppi convenevoli e con un ghigno spaventoso aggiunse<<Sono LORO…Sono LORO…Eheh…Ahahah!>>.
<<IGON!!NON PROVARE A…>>ma Brahon non poté fare nulla: in un istante, Igon indossò la visiera, scattò verso la boscaglia, e sparì tra le tenebre della notte…
<<STUPIDO!!DOVE VAI?!!>>gli urlò l’uomo, imitato poco dopo da Burn ed Elyse <<Igon!Aspetta!Fermati!>><<Non andare da solo!Aspettaci!>>.
Ma le loro voci preoccupate e i loro avvertimenti si persero in quella notte di sangue, incapaci di raggiungere il loro compagno: per lui, la brutalità con la quale erano state massacrate quelle guardie, non lasciava nessun dubbio su chi fossero i colpevoli…
Non per niente, aveva già visto all’opera quegli assassini…
“Non mi sfuggirete…So che siete voi…So che siete vicini…Ehehehe…Sto venendo a prendervi…RAZZA DI LURIDI BASTARDI!!!” delirò la mente di Igon, il quale però riuscì a muoversi al buio senza problemi, grazie alla visiera notturna raccolta di nascosto durante la confusione venutasi a creare per via dell’allerta: ora come ora, niente e nessuno avrebbe potuto fermarlo…

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