#8 Un’alleanza improvvisata [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

“Finalmente…Finalmente!Oggi avrò la vostra vita!Sto arrivando!” pensò Igon con il cuore in gola e il sangue alla testa, mentre l’euforia e la frenetica sete di vendetta non facevano che aumentare, prendendo possesso poco a poco di tutte le sue membra, quasi al punto di far scomparire ogni traccia di senno dalla sua mente: se non fosse stato per la visiera, a quest’ora avrebbe già finito col perdersi nella foresta.
Dopo una lunga e sfiancante corsa, il ragazzo si fermò di colpo: un forte bagliore, simile ad un lampo, lo accecò momentaneamente.
<<AAH!Ma che diamine…>>imprecò portandosi istintivamente le mani agli occhi, quando si ricordò di stare ancora indossando la visiera. Igon allora se la sfilò di getto e la buttò a terra in modo piuttosto brusco e risentito.
“Dannato arnese!Amplifica la luce percepita dagli occhi!Ecco perché avevano spento il fuoco…Altro che polvere esplosiva…” rifletté il ragazzo mentre si strofinava le palpebre “Ma cosa sarà…” quando sentì un urlo poco lontano.
<<Maledetti!Ma che state facen…ARRGGHAHA!!>>.
Subito dopo, ci fu un altro lampo, ma stavolta la luce fu più sopportabile.
“Cosa sta succedendo?!” pensò Igon, procedendo furtivo e silenzioso, fino ad arrivare ai bordi di un’altura, sotto la quale intravide delle sagome umane, alcune delle quali erano riversate al suolo immobili.
<<Kehkeh…Cosa facciamo?Questo dovrei chiedervelo io, non credete?Kehehe…Non avreste dovuto tentare d’ingannarci…I patti erano chiari: recuperare il denaro in cambio del doppio della somma. TUTTO il denaro…Kehkehe…Pensavate forse non sapessi quanto ce ne fosse in quell’accampamento?KEHEHE!!Stolti ladruncoli!Sono IO che ho dato quei soldi a quel branco di orchi rincitrulliti!!Kehekehe!!E pensare che anche loro si erano scioccamente illusi di avermi fatto fesso, trattenendosi più denaro di quello pattuito!Kehekehe…Tutto sommato, quei soldati mi hanno fatto davvero un favore levandomeli di mezzo, visto che avevo in programma di farci una visitina…Kehehe…Ad ogni modo, ora voi li seguirete!>>gracchiò una voce anziana e sgradevole, tuttavia il buio e la distanza non gli permisero di riconoscere chi stesse parlando.
Una seconda voce però, gli risuonò familiare…
<<Tsk!Credevi di trattare con un ingenuo?Sapevo bene che ci avreste chiuso la bocca, anche se avessimo rispettato i patti fino in fondo…Pertanto, mi è parso giusto prendere qualche piccola precauzione…Se ci pensate, è più che lecito pretendere di essere subito premiati dopo un lavoro così ben riuscito…Ehehe!In fondo, un furto dalla così superba e geniale pianificazione, di certo non poteva essere partorito dalla vostra mente gretta e avara, oh Sua Infima Bassezza!>>intervenne il bandito dalle inaspettate doti teatrali, il quale non mancò di sfoggiare il suo repertorio nemmeno questa volta…
“È proprio un vizio o è solo un idiota?!” si domandò allibito Igon, tentando di capire chi avesse appena preso per i fondelli…
<<Kehe!!Sei perspicace per essere una feccia di ladro…E anche molto sfrontato…E A ME NON PIACCIONO GLI SFRONTATI!!SHOZU, TSUBAKI!!AVANTI, FATE IL VOSTRO DOVERE!!>>ordinò poi lo sconosciuto con tono acido ai due individui alle sue spalle, che replicarono infastiditi<<Non è il caso di urlare: ho orecchie sensibili, sai?Quindi risparmiami la tua vocina squillante…>><<Tsk!Se non dovessi pagarci, ti avrei già chiuso da tempo quella fastidiosissima bocca!>>.
Al solo udire quei nomi, fu come se Igon fosse stato folgorato da un tuono, travolto da un onda, o trafitto da una spada: non credette alle sue orecchie, sgranò gli occhi, il suo battito cardiaco accelerò pazzescamente, venne colto da una sensazione d’euforia e di realizzazione, mentre nella sua mente si fece largo un solo obiettivo…
“Avevo ragione!Finalmente li ho trovati!” pensò il ragazzo, trattenendo a malapena un grido di soddisfazione: dopo ben cinque lunghi anni di attesa, odio, rabbia, sofferenza e dolore, la sua vendetta si sarebbe infine consumata…
<<Kehehehe!E io, se non sapessi delle vostri doti eccezionali, non avrei nemmeno pensato di assoldare dei personaggi capricciosi e pericolosi come voi!Keheheh…Ma il denaro può tutto, no?KEHEHE!!>>gracchiò l’anziano in risposta ai commenti taglienti dei due mercenari, le cui figure, pur rimanendo nell’ombra, venivano tradite dai loro toni inconfondibili, che Igon, per sua sfortuna, ricordava molto bene…
<<Puah!A tal punto siete affamati di pecunia, da divenir cagnolini di un simile odioso nanetto?Lungi da me sarebbe codesta infamia, se fossi in vostre vesti!>>esclamò teatralmente il bandito, suscitando le proteste dei suoi compagni<<Andiamo capo! Non è il momento di fare teatro!Maledizione!>><<Prenda la situazione seriamente! Siamo nei guai fino al collo!>>e le risatine divertite di uno dei mercenari, il quale rispose <<Ahahah…Dovresti dar ascolto ai tuoi amichetti, aspirante teatrante…Inoltre, nel nostro mestiere, non è saggio essere troppo schizzinosi…Specie se il compenso è più che buono…>><<Esatto. Ora però, direi che le chiacchiere possono anche finire. Sai cosa? Il tuo socio mi ha fatto venire in mente un modo simpatico di uccidervi…>>disse il secondo individuo con un sorriso crudele sul volto…
Poi, in pochi istanti, la sua sottile figura sparì nelle tenebre…
<<Dov’è anda…ATTENTI!!>>urlò uno dei banditi per avvertire gli altri.
Ma fu inutile: qualche secondo dopo, crollò a terra gemendo e con un ago che gli trapassava la gola, da cui sgorgarono copiosamente spruzzi di sangue.
<<Da…Dannata!!>>imprecò un secondo ladro, che non poté far altro che assistere alla macabra fine del compagno…Salvo poi seguirlo nella morte con la gola tagliata…
Insieme a molti altri…
<<Raggruppatevi!Da soli siete un bersaglio troppo facile!>>ordinò il loro capo, resosi finalmente conto che non era il momento più adatto per vestire i panni dell’attore…
<<Ohohoh!Così mi facilitate il compito…>>fece ironico l’altro mercenario, mentre con movenze eleganti faceva saettare la sua catena dalla punta uncinata, trafiggendo e legando uno alla volta gli sfortunati banditi, che urlarono di dolore nel vano tentativo di divincolarsi. Subito dopo, l’individuo sfiorò l’arma con un dito, da cui partì una scintilla elettrica che si propagò attraverso il metallo, arrivando rapidamente al gruppo di uomini ed investendoli con una scossa mortale. Gridando atrocemente, le vittime caddero al suolo ustionate, con la carne fumante e gli occhi sbarrati…
Davanti a quell’orrendo spettacolo, orrendo almeno per una qualsiasi persona sana di mente, l’omicida rise con malizia e aggiunse perfido<<Ohohohoho!Sei rimasto solo tu?Poveretto: vedrò di ricongiungerti ai loro cadaveri molto presto, non temere…>>.
<<Dannati bastardi!>>ruggì il capo dei ladri, preparandosi al loro prossimo attacco.
Nel frattempo Igon, dall’alto della sua postazione sicura, aveva assistito, ancora una volta con l’orrore negli occhi, all’estrema crudeltà e al disgustoso sadismo di cui erano capaci quei mercenari, un’ennesima e concreta conferma della veridicità dei suoi sospetti: a questo punto, era sicuro che quei due assassini facessero parte del gruppo di cinque mercenari rei di aver massacrato gli abitanti della sua città natale…
E mentre i ricordi gli squarciavano la mente e le immagini del passato si mescolavano a quelle del presente, sui volti di quei corpi straziati si posarono le antiche maschere di morte di quelli che un tempo erano stati suoi concittadini, conoscenti, coetanei, amici…
E solo allora realizzò di essersene rimasto lì impietrito…Di non aver mosso UN SOLO DITO, anche solo per provare a salvare qualcuno di quei poveracci…E quel che è peggio, di aver DELIBERATAMENTE scelto di lasciarli morire, pur di ottenere la certezza definitiva di trovarsi proprio davanti ai bersagli della sua vendetta…
Ma non c’era scusante per ciò che aveva fatto: banditi o nemici che fossero, il loro era stato un trapasso atroce…Un trapasso che di certo non meritavano…
E lui, indirettamente, n’era stato complice: aveva soppesato delle vite umane a cuor leggero e le aveva barattate in cambio di una prova in più da analizzare…
Ma ormai era tardi per i sensi di colpa: ora tutte quelle persone giacevano a terra senza vita, circondando colui che fino a poco prima avevano chiamato capo. Una simile vista, di norma, avrebbe dovuto far raccapricciare chiunque. Eppure…
<<Kehehe!!Non posso certo ritenermi deluso dal servizio…Avanti!Mandatelo a far compagnia alla sua banda!>>gracchiò stridulo e con aria compiaciuta l’anziano.
Dando un ultimo sguardo ai suoi compari massacrati, l’ultimo bandito levò lentamente una mano al cielo, poi chiuse gli occhi e inspirò profondamente per alcuni secondi: quanti piccoli momenti trascorsi insieme…Quanti colpi portati a segno…Quante fughe rocambolesche…Quante giornate passate a nascondersi, ma con l’orgoglio e la consapevolezza di essere liberi come il vento…Quante notti volate via all’insegna della baldoria più pura…E quante altre cosa ancora…
CHE NON AVREBBERO PIÙ POTUTO CONDIVIDERE.
In seguito, li riaprì di scatto, e dal palmo della mano partirono dei lampi elettrici, uno per ogni membro caduto della sua banda. Undici sipari che calavano su ognuno di loro.
<<Ooooh…Questa sì che è una vera sorpresa: un ladruncolo che utilizza l’Elettromanzia come me…Non me l’aspettavo…>><<E quello che cosa sarebbe?!Il tuo personalissimo modo di salutarli?Ahaha…AHAHAHAHA!!È la cosa più patetica che io abbia mai visto!>>commentarono i due mercenari, ai quali il ladro lanciò subito uno sguardo glaciale: per un attimo, le sue iridi gialle luccicarono al buio…
<<Eravamo una banda affiatata…Lottavamo insieme per sopravvivere in uno mondo che ci aveva rinnegati…Ma allo stesso tempo, rispettavamo le libertà reciproche…Certo, eravamo dei ladri…Qualche volta è capitato che cercassimo di farci le scarpe a vicenda…Eheh…Ma poi, ogni volta capivamo che la cosa migliore per tutti era quella di restare uniti…Non so se il nostro legame si potesse chiamare amicizia, o se fosse semplicemente un tornaconto comune…Ma di certo, insieme stavamo bene…Già…Ora però cambierà tutto: loro sono morti. Ma io sono ancora vivo. E intendo restarlo a lungo…Il più possibile…Eheh…Ovviamente, immagino che voi non siate disposti a lasciarmi andare, vero?Beh, tanto meglio: perché prima contavo di farvi fuori tutti e due…Anzi, tutti e TRE, già che ci siamo…In fondo, io sono stato il loro capo…E sono stato sempre io ad accettare il vostro incarico…Tsk…Col senno di poi, vi avrei dovuto mandare a quel paese…Chissà però come avreste reagito…Già…Ma oramai, è inutile piangersi addosso…Perché tutto quello che posso fare ora…>>di colpo, il tono del brigante si fece freddo e altisonante<<…È all’ultor coro dei compar mei respondere… E in nomine lor, sovra lor lapide, una digna e funerea oratio apporre…Una ch’il con vestro urlar sia da comporre…Sicché spirto lor pace trovar possa…Or’io, che vestra vita capturo sia…Fia tal ch’in mesta morte…A voi adducere…IO POSSA!>>.
La voce con cui aveva recitato quel canto funebre risuonò così sinistra e decisa, che per un istante i suoi due avversari, pur essendo degli spietati mercenari, si sentirono scorrerre un brivido freddo e intenso lungo la schiena…
<<Tsk!Non fare il gradasso!Credi davvero di poterci sconfiggere entrambi da solo?!>> tuonò uno di loro, prima di sentirsi dire dal collega<<Non essere imprudente, Tsubaki…Non è un uomo comune…>><<Già…Puoi ben dirlo…>>affermò poi il bandito, che in seguito, con fare teatrale, si levò di dosso bandana e gonnello, ostentando ciò che aveva tenuto nascosto fino a quel momento: una volta compreso chi fosse in realtà quel singolare brigante, sia i mercenari che l’anziano rimasero sconcertati…
<<Khe-khe…Che cosa?!Non può essere…Kehe!Chi l’avrebbe mai detto?!La vostra razza ha la pellaccia fin troppo dura…>><<Ooooh…Una sorpresa dietro l’altra…Ti piace proprio far colpo sul pubblico, eh?>><<Ammetto che sei riuscito a stupirmi… Tsk!Immagino che la tua gola sarà più difficile da sgozzare…Anche se prima potrei tagliarti quella coda e quelle orecchie da gatto>>.
Rinnovando lo sguardo di prima, il ladro sorrise in modo inquietante, poi scrocchiò una mano mettendo in mostra gli artigli ben affilati e rispose<<Vogliamo provare?Chissà, magari sarò io a farlo con la tua…Anzi, con le vostre…E per la precisione, sono da leone, cretina di un’assassina…Ehi!Ho fatto pure una doppia rima…Cioè, ora è tripla…>>.
Dopo quella provocazione, la mercenaria estrasse con lentezza due pugnali dalla lama nera e si celò nuovamente nelle tenebre più fitte, mentre il suo collega iniziò a roteare la catena con un ghigno crudele, sprizzando qua e là delle deboli scintille.
<<Emh…Vi lascio lavorare…Non deludetemi eh?!Kehehe…Kehe…Emh…>>farfugliò il vecchio andandosi a nascondere dietro ad un masso, visibilmente nervoso e con la fronte bagnata da un sudore copioso e ghiacciato…
Intanto, una pesante e soffocante tensione era calata sull’intera radura: gli avversari stavano aspettando il momento opportuno per attaccare…
Pronti a sfruttare le distrazioni reciproche…
Alla fine, lo stallo si ruppe: dall’ombra, un pugnale sfrecciò verso il bandito, che però lo evitò facilmente, poi la catena saettò nella sua direzione, ma anche in questo caso l’attacco non andò a segno. Successivamente, il ladro schivò agilmente l’altro pugnale accovacciandosi, diede un’artigliata al nemico e le urlò<<Ti vedo, bastarda!>>.
<<Non è possibile!Come può intercettare la mia Tecnica dell’Ombra Omicida?!>>
esclamò stupita la mercenaria, dopo aver evitato per un soffio gli artigli del bandito, che tuttavia avevano strappato lembi della sua veste scura.
<<Ti ho già detto di non sottovalutarlo, Tsubaki!La sua natura non è umana!>> la rimproverò nuovamente il collega, per poi attaccare l’avversario estendendo la sua catena uncinata, la quale però venne nuovamente schivata dal ladro, che li schernì <<Siete monotoni!>><<Oh, davvero?>>replicò il mercenario ghignando: di colpo, la sua arma si mosse da sola, incurvandosi verso il bersaglio con una traiettoria fisicamente impossibile da compiere…
<<Cos…Aaargh!>>gridò di dolore il bandito: l’uncino gli aveva trapassato il braccio sinistro, che subito finì per essere completamente paralizzato assieme all’intero corpo, provocandogli spasmi muscolari e fitte lancinanti.
<<Ohoho!Ti ho preso alla fine!Non ti avevo detto che posso direzionare la mia catena tramite impulsi elettrici?Ooooh…Come sono sbadato!>>esclamò il mercenario con tono crudele e sadico, per poi aggiungere<<Avanti Tsubaki: finiscilo!>><<Non darmi ordini Shozu!So cosa devo fare!>>ribatté la ragazza molto indispettita, mentre ancora una volta s’immergeva nell’oscurità: recuperati i propri pugnali, si scagliò rapida verso il ladro, il cui corpo faceva ancora fatica muoversi a causa della scossa elettrica ricevuta. E tutto questo, nonostante egli stesso fosse capace di manipolare l’elettricità…
<<Ahaha!Sembra che alla fine sarò io a tagliarti la gola, animale!>>lo insultò Tsubaki, ormai sul punto di affondarvi le sue lame…
E invece, esse cozzarono su qualcosa di ben più duro della carne del bandito…
<<Ma che…Chi diavolo sei?!>>imprecò lei stupefatta e colta alla sprovvista, per poi schivare un fendente orizzontale e indietreggiare nel buio.
<<Oooh…Ma allora avevi un altro amichetto…>>ironizzò l’altro mercenario, prima di sentirsi gelare il sangue nelle vene: una grossa spada stava per tranciare la sua catena…
Shozu allora la ritrasse in tutta fretta verso di sé, liberando inevitabilmente il bandito da quella morsa letale. Quest’ultimo, benché ancora sofferente per gli effetti della paralisi, trovò comunque la forza per fare il suo solito spirito…
<<Eheheh…In realtà…La sua apparizione…Non era affatto contemplata…Su questo palcoscenico…Anf…Ma come ho sempre detto…Anf…Il mondo…È piccolo…Ahi!>> disse il ladro con fatica e decisamente sbalordito da chi fosse il suo salvatore…
<<Vedo che il fiato non ti manca mai per il tuo teatrino>>scherzò il ragazzo.
Il suo arrivo aveva stupito anche i due mercenari, ma loro ovviamente non presero molto bene quell’imprevisto: erano sicuri di non aver lasciato alcun testimone…
<<Ci ha seguiti!Eppure avevamo zittito tutte le guardie!>>ruggì Tsubaki, alla quale Shozu, con fare sardonico, disse<<Ohoh…Sembra che l’infallibile assassina abbia fatto un errore: non è da te, giusto?>><<Chiudi quella bocca, Shozu!Oppure preferisci che ci pensi io?!Io non lascio cadaveri a metà!Tu piuttosto…Sicuro di non esserci andato un po’ leggero?Non sei certo abile quanto me, nell’arte dell’assassinio…>>replicò lei con evidente tono di sfida. Il collega la fissò minaccioso, poi sibilò<<Ooooh…Mi stai dando per caso dell’incapace…TSUBAKI?!>><<Ehi voi due!È inutile che perdete tempo a minacciarvi a vicenda…Perché ad uccidervi sarò IO!QUI E ADESSO!>>intervenne Igon con occhi ardenti e brillanti di una luce sinistra: la luce nera della vendetta…
Dopo cinque anni di paziente e sofferente attesa, di odio sopito e di quotidiano dolore, ora era finalmente giunto il momento che aveva a lungo atteso: quella notte, egli avrebbe compiuto un altro passo verso la realizzazione della sua ragion d’essere…

Da dietro al suo nascondiglio di fortuna, l’anziano dalla voce stridula assisteva molto preoccupato allo svolgersi della battaglia, soprattutto dopo l’arrivo di Igon…
“Maledizione!Ma cosa succede?!Se quel ragazzo è qui…Significa che a breve verranno altri soldati!Razza di idioti!Si sono fatti scoprire troppo presto!Se mi vedessero insieme a
loro…La mia carriera…La mia ambizione…Sarebbero entrambe…DANNAZIONE!!!” pensò furioso il vecchio, temendo per il fallimento dei suoi progetti.
Intanto, Igon continuava a squadrare i due mercenari: da quella breve distanza, anche grazie alla luce lunare appena comparsa, il ragazzo poté finalmente riconoscerli…
<<Ohoh…Ne hai di coraggio…E di stupidità…>><<Ma chi ti credi di essere, razza di moccioso?!Avresti fatto meglio a farti i fatti tuoi…Ma ora è troppo tardi, per tua sfortuna…>>dissero loro con tono di superiorità.
<<Tsk!Non ci sono dubbi: siete davvero voi…Non potrei mai dimenticare il vostro modo di fare…Così sfacciato…Arrogante…Spietato…Superbo…>>rispose Igon con una vena di malinconia e ripensando al passato, aggiungendo<<Siete uguali a quella notte…Quella notte in cui mi avete portato via tutto quello che avevo di più caro…Tutto…Tranne la mia stessa vita…Tsk!Quante…Quante volte mi sono chiesto perché fossi sopravvissuto… Quante volte ho pensato che sarebbe stato meglio essere uccisi assieme agli altri… Ma poi…Ho capito che non era stato un caso…Che un motivo ci doveva essere per forza… E quel motivo era…>>fece un lungo e tremolante sospiro, per poi scoppiare<<…CHE IO VI UCCIDESSI!!!E finalmente oggi…Ciò si realizzerà…Oggi…A morire…SARETE VOI!!!IN QUESTA NOTTE!!E PER MANO MIA!!>>.
Dopo quelle parole d’odio, i due mercenari si scambiarono un’occhiata divertita, scossero la testa, e ridacchiarono di gusto, irritando il ragazzo, che li fissò con una smorfia di rabbia: Shozu era un elfo dai lunghi e lisci capelli blu scuro e dagli occhi violacei, con addosso un leggero abito esotico di seta nera, rinforzato da placche di metallo pregiato e che lasciava scoperte alcune parti del corpo, il tutto abbinato a una corta falda di pelle raffinata; Tsubaki invece era una giovane e avvenente ragazza sulla ventina, dai capelli a caschetto corvini, vestita con un completo prevalentemente nero e dalla pelle di un bianco quasi cadaverico, tonalità che metteva in risalto i suoi occhi rossastri dalla forma lievemente simile a quella di una mandorla. Una coppia di mercenari davvero inusuale…
<<Non vorrei sembrarti inopportuno, intromettendomi nella tua faida personale…Ma come avrai capito, anch’io ho un conto da saldare>>intervenne ad un tratto il bandito.
Igon in un’altra occasione avrebbe rifiutato e combattuto da solo, ma dentro di lui sentì di dover concedere a quel ladro almeno la possibilità di vendicare i propri compagni, dal momento che lui stesso non aveva fatto nulla per evitare la loro morte…E per assurdo, ebbe la sensazione di essere quasi in sintonia con lui, sebbene fossero di fatto due perfetti sconosciuti: era come se fossero stati vincolati dal sentimento comune della vendetta…
Era come se si fosse formato un legame invisibile, un tacito accordo non detto…
Un’unione di cui Igon ancora non poteva immaginare l’importanza…
<<Sì, l’ho capito…E va bene, in fondo credo che una mano in più possa farmi solo comodo…Però il colpo di grazia lo devi lasciare a…>><<Uno a testa. Mi pare più che equo, no?Mmh…Anche se non saprei chi scegliere, onestamente…>><<Lo stesso vale per me: li odio tutti allo stesso modo>><<Già…Beh, allora vorrà che seguiremo il flusso del combattimento. In parole povere…>><<…In parole povere, ammazziamoli e basta: è già tanto se in questo momento ti sto dando retta, talmente fremo dalla voglia di…>>stava per dire Igon, quando qualcosa di molto bizzarro attirò la sua attenzione, lasciandolo sorpreso e confuso allo stesso tempo…
<<Ehi ma…Quelle sono…>><<Ah, queste dici?Sì, sono proprio ciò che sembrano…Ma se provi a guardare più attentamente, noterai anche questa…>>lo anticipò il bandito in modo scherzoso, mentre teneva fra le mani…
<<Una coda?!E delle orecchie…Da gatto?!>>esclamò Igon scioccato<<Da leone, per la precisione…Tsk!Possibile che nessuno ci azzecchi mai al primo colpo?!>>lo corresse subito il ladro con tono un tantino scocciato. Il ragazzo lo fissò a lungo, poi gli chiese <<Ma tu…Chi diamine…>><<Che ne dici se rimandiamo a dopo la conversazione?Hai detto che fremi dalla voglia di…Presumo stessi per dire “ucciderli”…No?>>.
Superato lo stupore, Igon tornò a focalizzarsi sul suo obiettivo e posò i suoi occhi sui due mercenari: ciò a cui aveva tanto anelato, ora era finalmente lì, davanti a lui, alla portata della sua spada assetata di sangue e affamata di vendetta…
<<Già, hai ragione: prima c’è della pulizia da fare>>aggiunse con cinica ironia.
<<Ma guarda…Ora siete diventati amici?Tsk!Sbaglio o quella bestia ti ha attaccato qualche giorno fa?>>fece Tsubaki sprezzante. A quel punto, il bandito le diede un’occhiataccia e rispose<<Sai come si dice, no?Il nemico del mio nemico è mio amico…>><<Eh?Amico?Guarda che non mi sono mica scordato di quello che ci hai fatto. Diciamo che ti posso considerare un alleato temporaneo>>disse schiettamente il ragazzo al ladro, che con imbarazzo simulato replicò<<Ahaha!Beh, non posso darti torto…In fondo sono stato in combutta con loro…Emh…Più o meno…Ahahah…Ma direi di…Sorvolare certi dettagli…No?>>.
Igon annuì ridacchiando, poi puntò la spada verso i mercenari e aggiunse<<Ma ora basta con le chiacchiere: fatevi sotto, bastardi!>>.
<<Oooh…Che grinta che hai…Ma concordo appieno con te: diamo inizio alle danze!>> <<Ti farò rimpiangere di esserti messo sulla nostra strada, moccioso…Ehe!Non so chi tu voglia vendicare, ma una cosa è più che certa: presto li raggiungerai sottoterra!>> ribatterono loro mettendosi in posizione d’attacco, seguiti poco dopo dai due avversari. Di colpo, l’aria si caricò di tensione: le coppie si stavano studiando a vicenda…
In attesa di un’apertura…
<<CREPATE!!>>urlò infine Igon, scagliandosi verso i mercenari con tutta la rabbia che aveva in corpo: sbatté a terra lo spadone e creò innumerevoli spine rocciose, che in un attimo raggiunsero i nemici. Questi però con un balzo le evitarono, passando poi al contrattacco: Tsubaki lanciò una pioggia di aculei, mentre Shozu elettrificò la sua catena e la fece saettare in modo imprevedibile.
<<Tutto qui?!>>li schernì Igon, dopo essersi protetto dagli aghi con un muro di pietra, nel quale s’incastrò anche l’uncino della catena.
<<Hai una buona difesa…>>disse l’elfo infastidito, ma prima che potesse ritrarre l’arma, il bandito la percorse fulmineo e cercò di raggiungerlo per dargli un’artigliata.
<<E tu sei lento!>>lo provocò il ladro, tuttavia Tsubaki sbucò dall’oscurità e calò un pugnale su di lui. Egli però all’ultimo secondo spiccò un balzo e fece un’acrobazia a mezz’aria per evitare la lama, riuscendo allo stesso tempo a disarmare l’assassina e a ferirle il braccio, per poi riatterrare in perfetto equilibrio sul punto da cui era saltato.
<<Aaargh!!Lurida bestia…TI SGOZZERÒ!!>>urlò Tsubaki furiosa, portandosi una mano sul profondo squarcio sanguinante sotto gli occhi sbeffeggianti del ladro, che le disse ironico<<Ehehehe…Andiamo, scommetto che nella tua lunga e brillante carriera d’assassina, non è la prima volta che assisti a simili PERDITE di sangue…Giusto?>>.
Dopo quella battuta, lei digrignò i denti e lo insultò ancora, mentre l’elfo scoppiò in una sonora seppur composta risata…
<<CHE DIAMINE TI RIDI, SHOZU?!>>gli gridò Tsubaki adirata…
Poi rifletté su quelle parole…E capì l’offensivo e sporco doppio senso che celavano…
<<TU…COME OSI?!!?!IO…IO TI FARÒ PIANGERE DAL DOLORE, BESTIAAA!!>>
ruggì lei rossa per l’ira e per l’imbarazzo, con occhi che non erano mai stati così colmi di furia omicida prima d’ora: nessuno l’aveva mai umiliata fino a tal punto…
“Però…Questa era davvero pesante…Beh, di certo non mi metterò a difenderla…” rifletté
Igon, che nonostante tutto il suo disprezzo per quella ragazza, non sarebbe mai riuscito a dire qualcosa di così tanto volgare e sessista…
Eppure, al suo collega non sembrava importare molto del fatto che lei fosse stata colpita nella sua intimità. Anzi, pareva aver persino apprezzato quella battutaccia, cosa che aveva ulteriormente irritato l’assassina, ancora più di quanto non lo fosse già di suo.
<<Shozu…Continua a ridere un secondo di più…E ASSAPORERAI IL TUO STESSO SANGUE!!!>>lo minacciò collerica, ma il suo avvertimento non spaventò per nulla l’elfo, che tra sottili risatine disse<<Uhu…Uhuhu…Questa non era affatto male…Ahaha… Quasi mi dispiace doverti uccidere…Ehi, aspetta: che ne diresti di diventare il nostro animaletto domestico?Uhuh…Uhuh…Con la passione per il teatro che ti ritrovi, credo che sapresti essere un ottimo giullare… AHAHA!!>>.
<<OH!Quale ironia del fato, veder riconosciute le proprie doti proprio da chi mi son ripromesso d’uccidere!Con il cuore infranto e in lacrime, mi accingo purtroppo a dover declinare cotale offerta!Serra dunque quella tua sozza cloaca, OH iena dalle aguezze ed oblunghe orecchie!>>rispose il bandito con fare comico, godendo per aver messo a segno un’altra delle sue infanganti battute al vetriolo…
Immediatamente, Shozu perse la voglia di ridere, e con una smorfia disse<<Sai una cosa?Credo proprio d’aver cambiato idea, riguardo alla tua sorte…>>per poi urlare furioso<<TI STRITOLERÒ E TI FARÒ CONTORCERE DAL DOLORE!!LURIDO ANIMALE!!>><<Ahahaha!!Ma come?Non lo trovavi divertente?!>>lo schernì Tsubaki, facendo adirare l’elfo, che le lanciò uno sguardo omicida.
<<Ahah…Stritolarmi, dici?E con quale catena?>>fece il ladro con tono allusivo, tanto che Shozu inizialmente non capì cosa volesse intendere…
Ma fu solo una questione di tempo: in pochi attimi, Igon salì in cima al muro di roccia, compì un balzo, e calò lo spadone sulla catena, tranciandola di netto.
<<La mia…Noooo!Come hai osato?!>>ruggì l’elfo, con in mano meno della metà della sua arma, che ormai pareva del tutto inutilizzabile.
<<Ora voglio proprio vedere con che cosa attaccherai, bastardo!>>esclamò in modo irriverente Igon, suscitando le ire dell’elfo, che lo squadrò rabbioso…
<<Ahah!Adesso di lungo hai solo le orecchie…E non credo molto altro…Ooooh!>>inveì il bandito con un riferimento talmente ovvio da risultare fin troppo mediocre…
<<Certo che hai una lingua davvero tagliente…Ma fai sempre così?Se non si trattasse di LORO, ti chiederei di smetterla…Dico davvero…>>fece Igon un po’ infastidito, ma il bandito lo rassicurò<<Aha!No, non preoccuparti: so anche essere un distinto galantuomo. Quando non ho davanti gente come LORO>><<Piccoli vermi…Vi credete così in vantaggio da permettervi il lusso di conversare tranquillamente?Perché vi assicuro che vi pentirete di questa vostra spavalderia…>>li minacciò Shozu con un ghigno perfido e maligno. E soprattutto, furioso per la rottura della sua arma…
<<Questo lo vedremo!>>rispose Igon con impeto, per poi scattare verso di lui e menare
un tondo poderoso, che però andò a vuoto. Dopo di che, l’elfo indietreggiò, mentre Tsubaki assaltò con foga il ragazzo, sferrando pugnalate rapide e letali, senza però infliggergli delle ferite, ma riuscendo comunque a farlo arretrare sotto la pressione di quegli attacchi continui. Vedendolo in difficoltà, il ladro andò in suo aiuto emettendo dalla mano un fulmine che sfiorò l’assassina, poi gli domandò<<Tutto bene?!>>.
<<Sì!Ci vuole ben altro per…>>stava per rispondere lui, ma all’improvviso udì un fischiò proveniente dalla sua destra e fece per voltarsi. Ma fu troppo tardi…
<<Cosa…AAARRGH!!>>urlò a squarciagola Igon, in preda a un dolore pazzesco, tanto intenso da farlo inginocchiare: la spalla destra gli era stata appena trapassata da un affilato spuntone metallico…
<<Ohohohoh!Te l’avevo detto…Che te ne saresti PENTITO!>>sghignazzò Shozu con tono sadico e compiaciuto, mentre teneva l’indice sinistro puntato verso Igon: ad ogni movimento del dito dell’elfo, per quanto accennato fosse, il pezzo di metallo, o meglio l’estremità mozzata della catena, continuava a scavare nella spalla, moltiplicando poco per volta la sofferenza della vittima. Ma come aveva fatto a muoversi da sola?!
Avrebbe tanto voluto chiedersi Igon, ma il dolore che stava provando in quel momento era troppo insopportabile per poter analizzare un dettaglio simile. Eppure era stato lui stesso a troncare la catena di Shozu…
<<Ooooh sìììì…Adoro questa musica…>>si leccò le labbra Shozu, quasi estasiato…
<<Questo è ciò che meriti per aver brutalmente UCCISO la mia amata Lyuçell: una morte LENTA E DOLOROSA…Una punizione adatta per il vile criminale che per primo ha osato commettere un sacrilegio simile…>>sibilò in seguito riferendosi…
Alla propria arma…?!
<<Mi fai schifo, Shozu…>>sbottò Tsubaki col voltastomaco.
Ovviamente, non tanto per il fatto che stesse torturando una persona -lei non era da meno-, quanto piuttosto per il MODO con cui Shozu era solito “rapportarsi” con la propria catena…La sua adorata “Lyuçell”, come piaceva chiamarla al suo padrone…
Ma per l’assassina, quell’atteggiamento di Shozu era la manifestazione stessa del concetto di ribrezzo…E di quello della peggior specie…
<<Non ho alcun interesse nel risultarti attraente, Tsubaki…Ma devo chiederti comunque di tenere per te certe tue esternazioni: stai disturbando lo svolgimento delle esequie della MIA Lyuçell…Perciò taci e ritieniti onorata, tu che sei un’infima umana, di potervi assistere: le grida di morte di questo lurido essere culleranno la mia Lyuçell nel suo Sonno Eterno…Un solenne coro funebre degno della mia amata…>>recitò l’elfo in piena estasi mistica, mentre Igon urlava e si contorceva senza sosta…

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