#9 Una vecchia conoscenza [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

La spalla destra di Igon non la smetteva di perdere sangue, tanto che il ragazzo con enorme fatica vi avvicinò una mano per tentare di arrestarne la perdita, ma inutilmente.
<<Aaah…Ma…Come…Aaargh!L’avevo…Spezzata!>>esclamò stupito, mentre a malapena riusciva a sopportare quel dolore indicibile. Compiaciuto dall’agonia del ragazzo, Shozu sibilò<<Uhuh…Mi pare di averlo già detto…Ma per questa volta mi ripeterò: posso controllare i movimenti della mia catena attraverso impulsi elettrici…Ovviamente, anche in caso dovesse spezzarsi…Cosa che non sarebbe mai dovuta accadere: l’hai fatta grossa, ragazzino…Troppo grossa…>>proferì alla fine con il tono di voce più spietato e gelido di cui disponeva…
<<È davvero uno spreco che un simile estro poetico appartenga ad un sadico bastardo come te…Tsk!E chi se lo sarebbe aspettato?Adesso mi hai dato un motivo in più per odiarti, razza di iena orecchiuta…>>commentò il brigante circa il soliloquio tenuto dal nemico, flettendo i muscoli per tenersi pronto a scattare in ogni momento: ora che Shozu lo aveva sfidato, più o meno consapevolmente, anche in abito poetico, la questione era diventata ancora più personale di prima…
<<Potrei dire lo stesso di te, bestia insolente…>>ribatté l’elfo continuando ad infierire su
Igon, il quale squadrò torvo sia il suo torturatore, sia il suo alleato acquisito: tutto si sarebbe aspettato, tranne che si mettessero a disquisire di poesia…
<<Ehi…Ehi tu!Aah!Hai intenzione…Aargh!Di stare a guardare…Ancora per molto…?!>> gli domandò Igon con voce stentata. Il bandito allora gli rispose in un modo che non si sarebbe mai aspettato…
<<Certo che no…Ma tu non sei stato da meno con me e con i miei compagni, dico bene?Mi pare tu ti sia preso i tuoi tempi…Oh, ma non fraintendermi: al tuo posto avrei fatto lo stesso. In fondo, fino a poco fa eravano pur sempre dei nemici…Ma per ora, fintanto che questi due non avranno smesso di respirare, manterrò quest’alleanza improvvisata. Hai la mia parola, non temere: il grande eroe -ovvero me medesimo- sta per salvarti dalle loro grinfie…Soddisfatto?>><<No…Non lo sarò…Finché…>>Igon si sforzò all’estremo, afferrò il monco della catena e se lo strappò dalla ferita con un urlo lancinante, esclamando<<FINCHÉ NON LI AVRÒ FATTI A PEZZIIIII!!!!!>>.
Successivamente, scaraventò il mozzo acuminato quanto più lontano riuscì, prima di piegarsi su se stesso esausto: il suo era stato un vero e proprio atto di disperazione.
<<Direi che la pensiamo allo stesso modo, allora…>>disse il bandito facendo scrocchiare le falangi delle dita con un gesto lento e minaccioso…
<<Parole pretenziose…Sopratutto se pronunciate da un moribondo…Uhuh…Chissà?Forse se ti facessi qualche altro bel buchetto, abbasseresti la cresta una volte per tutte…>>l’elfo fu sul punto di risollevare in aria il mozzo della catena, che di fatto non era stato scagliato poi troppo lontano: i fili elettrici invisibili ancora connessi alla sua estremità avevano agito come una corda elastica, impedendo che finisse nella selva attorno a loro. Ma come promesso, l’alleato di Igon non si fece più attendere…
<<Ti piace INFILZARE, vero bastardo?Allora vediamo se ti piace anche…ESSERE INFILZATO!>>ruggì il bandito per poi sguainare gli artigli, da cui poco dopo partirono dei sottili raggi elettrici, che però vennero attratti da degli aghi piantati nel terreno, i quali, agendo da parafulmini, protessero l’elfo dalla scossa.
<<Ohohoh!Grazie molte Tsubaki…Anche se non mi ricordo affatto d’aver chiesto il tuo aiuto…>><<Stai zitto e vedi di combattere, Shozu!>>lo interruppe lei stizzita, comparendo dal nulla davanti a Igon, che venne colto alla sprovvista: due spilli acuminati gli perforarono entrambe le gambe, facendolo cadere sulle ginocchia…
In seguito, tra urla tremende, la testa del ragazzo venne sollevata per i capelli, e un freddo pugnale gli sfiorò la gola…
<<Pentiti per la tua spacconeria, sciocco ragazzino!>>disse con occhi crudeli Tsubaki, quando il ladro l’attaccò con un’artigliata, che venne tuttavia anticipata dall’assassina: in un attimo, lei evitò il colpo con un salto atletico, prese la mira con cura, e scagliò un ago più lungo degli altri che aveva adoperato finora, riuscendo a inchiodare chirurgicamente la mano sinistra del suo aggressore con quella destra di Igon, rendendoli entrambi incapaci di muoversi. Il ragazzo urlò ancora più forte e imprecò<<DANNATAAA!!>> intanto che l’alleato, a denti stretti, stava tentando di sfilarsi l’aculeo.
<<OHOHOH!!Ottimo lavoro, Tsubaki!>>si complimentò l’elfo con un sorriso perfido, avvicinandosi ai due e stendendo la mano: una scarica fulminante investì gli avversari, paralizzandoli senza alcuna pietà…
In fin di vita, Igon s’accasciò a terra gemendo, seguito a breve dall’alleato.
<<Non crediate sia finita qui: ho ancora voglia di giocare con voi…Specialmente con te, ANIMALE!!>>tuonò Tsubaki furiosa, avvicinandosi lentamente alla sua preda e tenendo ben saldi tra le mani due pugnali dalla lama nera…
<<<Ehi…Guarda che quella bestia è…>><<Nemmeno per sogno!Mi ha umiliata molto più di te!Ha infangato persino la mia intimità!Sarò io ad ammazzarlo!>><<Beh, se è per questo, ha fatto lo stesso con…>><<TACI SHOZU!!>>ribadì lei irremovibile.
L’elfo la squadrò a lungo minaccioso, poi disse<<Umh…E sia, per questa volta: vorrà dire che mi occuperò del mocciosetto…In effetti, con lui sono stato interrotto proprio sul più bello: la mia adorata Lyuçell reclama la sua vita…>>.
L’assassina allora fece per accoltellare il ladro, quando all’improvviso egli, con uno sforzo immane, si tolse l’ago dalla mano e lo lanciò immediatamente verso di lei, ferendole di striscio una spalla<<Mai sottovalutare…Una bestia ferita…UGH!!>>scherzò lui barcollando, ma Tsubaki lo assalì di scatto e lo pugnalò con ferocia su tutto il corpo, senza però mirare a punti vitali, in modo da farlo soffrire il più a lungo possibile…
<<Esatto: sei una bestia…E quando lo vorrò io…Sarai una CARCASSA!!>>esclamò lei con crudeltà, godendo compiaciuta nel vedere la vittima gemere dal dolore e cadere esanime in una pozza di sangue.
<<Dannazione…Keff!Voi…La…Paghe-rete…Io vi…AAH!!>>annaspò Igon a fatica, con i muscoli ancora preda degli spasmi, con ferite che non smettevano di sanguinare, e con la vista annebbiata: non fosse stato per il chiaro di luna, il ragazzo non sarebbe stato in grado di distinguere alcunché…
Eppure, ciò che vedeva non poteva certo rassicurarlo: Shozu e Tsubaki erano ancora nel pieno delle forze, mentre il suo alleato temporaneo era nelle sue stesse condizioni. Stavano avendo la peggio: di questo passo, sarebbero morti a breve…
<<Io…Cough!Io…Devo…Vendi-care…Tutti…AH!>>tossì lui ormai senza fiato.
<<Ohoh!E cosa pensi di fare, conciato così?Avresti dovuto restarne fuori, ragazzino…
Uhuh…In fondo, nemmeno ci conosciamo…Dico bene?>>sibilò l’elfo avvicinandosi lentamente e sollevandogli il mento con il piede sinistro.
<<No…Voi…Guah!Avete…Quella not-te…A Gar…BA-STAR-DI!Puah!>>esclamò Igon allo stremo, per poi sputare sangue sullo stivale del mercenario, che con una smorfia di disgusto gli diede un calcio in faccia e aggiunse<<Gar, hai detto?Uhm…Ooooh!Ma certo!Gar!OHOHO!!Intendi quel miserevole insieme di casupole?Già…È stato alquanto divertente!Uhuhu!Tutta quella gente che gridava e scappava…Forse un po’ troppo facile ma…Quanto tempo sarà passato?Due anni?Tre?>><<Cin-queee…Guah!>><<Cinque, eh? Il tempo passa in fretta, per voi umani…D’altronde, per noi elfi, che siamo molto più longevi, cinque anni non sono che un battito di ciglia…E poi, non puoi certo pretendere che io mi ricordi di ogni singolo lavoro che ho svolto: sarebbero decisamente troppi… Ohohoh!>><<Pezzo di merd…ARGHAA!!>>tentò di dire il ragazzo, ma Shozu con crudeltà gli pesto la mano ferita, per poi passare alla testa, che sotto la pressione dello stivale, affondò leggermente di qualche centimetro nel suolo umido e fangoso.
<<E così questo moccioso è di Gar…Beh, direi che allora ha un buon motivo per odiarci…Ma morire per vendetta…È patetico!Shozu, sbrigati a finire questo idiota!>> intervenne l’assassina con tono autoritario. L’elfo allora la guardò irritato, poi con un sorrisetto accennato le disse<<Oooh…Dici che non ti piace ricevere ordini…Ma darli sì, vero?Tu piuttosto, hai finito con quell’animaletto?>><<Sì…Direi che mi sono sfogata abbastanza: ora gli darò il colpo di grazia!>>rispose Tsubaki voltandosi verso il ladro: diversi aghi erano stai conficcati con estremo sadismo nelle braccia, nelle gambe, e addirittura nella coda e nelle orecchie della vittima…
<<Kehe!!Vedo che vi siete divertiti parecchio con questi due…Ma ora muovetevi!Non posso rischiare di farmi scoprire!FORZA!FORZA!Prima che qualcuno decida di venire a salvarli!>>gracchiò il vecchio dietro di loro, uscito dalla boscaglia solo dopo aver constatato che la situazione fosse a suo favore…
I due mercenari, seppur con aria infastidita, ubbidirono: Shozu sollevò ancora una volta l’indice, con cui riprese il controllo dell’uncino mozzato, che levitò a mezz’aria pronto a colpire Igon, ormai svenuto per il dolore, mentre Tsubaki impugnò un coltello e si preparò a mirare dritto alla gola del bandito.
<<Uhuh!Addio, vendicatore mancato…E anche tu, bestia insolente!>><<Rimpiangete di averci incontrato sulla vostra strada…Una volta sottoterra!>>esclamarono i due nemici con tono sprezzante e perfido…Sul punto di sferrare il loro attaccò finale…
Ma all’improvviso, la coppia dovette arrestare il suo assalto: un enorme getto di fuoco squarciò il buio della notte e li separò dalle loro vittime, costringendoli ad arretrare di parecchi passi, per evitare di rimanere bruciati mortalmente.
<<Ma che diavolo succede?!>>gridò Tsubaki con agitazione di fronte a quell’improvviso ed inaspettato cambio di eventi.
<<Sono arrivati i rinforzi!>>fece Shozu rabbioso, mentre con una mano si proteggeva dall’intenso calore delle fiamme. Dietro di loro, il vecchio dalla voce gracchiante imprecò, poi con tono stizzito e di rimprovero si rivolse ai due<<Dannazione!Siete degli idioti!Keh!Ora non c’è più tempo di metterli a tacere!Keh!Presto, fuggiamo prima che mi scoprano!O sarà la fine anche per voi!>>.
L’elfo e l’assassina gli avrebbero volentieri tappato la bocca una volta per tutte…
Ma per ora dovevano obbedirgli, quindi si diressero verso la foresta per far perdere le
proprie tracce, quando videro volare sopra di loro un drago di media stazza, che con una seconda fiammata impedì nuovamente loro di proseguire.
<<Dove credete di andare, bastardi?!Assaggerete sulla vostra pelle la potenza della Terra delle Fiamme!>>esclamò Radas dalla groppa del suo drago scarlatto.
<<Maledizione!KEEEEH!!È la fine!È la fine!>>starnazzò il vecchio fuori di sé, finendo solo per farsi notare dal domadraghi, il quale, dopo una prima insicurezza, riconobbe quella vocina stridula e gracchiante…
<<Ma voi…Voi siete…No…È assurdo…Vi ho scortato di persona fino alla vostra villa… Due giorni prima di partire per questa missione…Che cosa…Cosa ci fate con questi criminali?!>>fece Radas sbigottito: tutto ciò non aveva alcun senso…
Vistosi con le spalle al muro, l’anziano tentò disperatamente di persuaderlo <<KEEEH!!Mi hanno rapito qualche giorno fa!Mi tengono in ostaggio!Ti ordino di venire a liberarmi, soldato!>>ma l’unico risultato che ottenne fu quello di far inviperire Shozu e Tsubaki: i loro sguardi pungenti e spietati lo fulminarono ricolmi d’ira…
<<Ma…Ma se così fosse…Allora perché al mio ritorno a Litovia, non ho saputo del vostro rapimento?!Una notizia del genere avrebbe fatto il giro della città in men che non si dica!>>ebbe giustamente da obiettare il domadraghi…
<<KEH!KEH!Perché…Perché è accaduto dopo la tua partenza!Anzi ieri!Sì, ieri!Ecco perché non ne sei al corrente!>>insistette ancora il vecchio. Ma Radas non era il tipo che si faceva raggirare da simili menzogne…
<<Ma…Ma Onorevole…Quello che dite è impossibile: persino un drago ci metterebbe almeno cinque giorni per coprire la distanza che attualmente ci separa da Ralta, il capoluogo del Paese della Lava…Non…Non c’è modo di arrivare fin qui in un solo giorno…È…È del tutto irrealizzabile…>><<CHE IMPORTANZA HA?!KEKEKEH!NON VEDI CHE SONO IN PERICOLO?!MUOVITI A SOCCORRERMI!!>>gracchiò sonoramente il vecchio, ormai senza più carte da giocare…
O per meglio dire: senza più scuse da inventare…
<<Lurido nanerottolo traditore…>>gli sibilò Shozu gelido…
<<NON STARE A SENTIRE QUEST’ELFO!!KEEEH!FORZA!VIENI A SALVARMI, HO DETTO!!>><<Se…Se le cose stanno davvero così…Allora non avete nulla di cui preoccuparvi: gli altri soldati saranno qui a breve…Perciò venite verso di me senza timore: ci penserò io a tenere a bada quei criminali!>>disse il domadraghi ascoltando la voce del suo dovere, invece che quella del suo intuito…
<<Ce-Certo…Kehehe!!Sto…Sto arrivando!>>zampettò l’anziano in direzione del drago.
Ma proprio in quel momento…
<<Sono laggiù!>><<Presto, non lasciamoli scappare!>><<Morte agli assassini!>> echeggiarono confusamente numerose voci al di là della muraglia ardente, accompagnate dal frastuono di decine e decine di passi e dallo sferragliare metallico di altrettante armature. Ingabbiati tra le fiamme, i mercenari realizzarono subito che di lì a poco si sarebbero ritrovati in netto svantaggio numerico, uno svantaggio che non avrebbero potuto colmare nemmeno con le loro abilità. Soprattutto con un drago sopra le loro teste pronto ad arrostirli come degli spiedini…
<<Maledizione!Sono troppi anche per noi!E questo dannato bestione non ci lascia muovere!>>esclamò Tsubaki agitata, mentre Shozu disse<<Se proprio dobbiamo finire in questo modo…Esigo almeno di prendermi una piccola soddisfazione su di lui…>>per
poi stendere l’indice verso l’anziano: non gliel’avrebbe fatta passare liscia…
Ma proprio quando stava per fulminarlo, udì un agghiacciante ruggito sopra la sua testa:
l’ombra di un’enorme creatura, rischiarata a tratti dal chiaro di luna, si gettò in picchiata sul drago che li stava tenendo sotto scacco e ne azzannò il collo, spezzandoglielo con un morso secco, cruento, e facendolo precipitare rovinosamente.
<<Noooo!!Rendraaaaaaaak…!!>>urlò il nome del suo drago Radas, mentre cadeva assieme a lui: l’impatto col suolo lo tramortì sul colpo e gli provocò numerosi traumi ossei su tutto il corpo, inoltre le sue gambe finirono per essere schiacciate dalla imponente mole del suo stesso Rendrak. Ma miracolosamente, era ancora in vita.
Almeno per il momento…
<<Mi sembrate in una situazione piuttosto…Scottante!Ahaha!>>scherzò poi un uomo sulla groppa di un gigantesco drago nero dagli occhi rosso sangue e grande più del doppio di quello che aveva appena abbattuto.
<<Risparmiami l’umorismo, per oggi: ne ho le orecchie fin troppo piene!>>gli disse Shozu infastidito, tuttavia il nuovo arrivato replicò con un’altra battuta<<Già…E dentro orecchie del genere, sicuramente dev’esserne entrato parecchio!Ahahah!!>>.
L’elfo allora lo scrutò torvo, poi sibilò<<Sei venuto fin qui per farti ammazzare?!>> <<Eheh!Tu dici?Qui gli unici che stanno per essere ammazzati mi sembrate voi!>> continuò l’uomo con aria beffarda, suscitando il malcontento del vecchio, il quale, in preda al panico per aver rischiato di finire a sua volta schiacciato dal drago in caduta libera, gracchiò<<Keeeeheeeeeh!Ti sembra forse questo il modo di presentarti?!Per poco non finivo spappolato sotto quella bestiaccia!>><<PUAH!E non sai quanto me ne rammarico, sottospecie di cornacchia poco cresciuta!>>disse schiettamente l’uomo, per poi strattonare i catenacci infuocati conficcati nel collo del drago, che con un ruggito sbatté le possenti ali, estinguendo del tutto la prigione di fiamme.
<<Keeeeeeeeeeh!Così mi spazzi via!Screanzato!Avanti, muoviti e vieni a salvarmi!>> <<Ma come?Da quando un ostaggio chiede ai suoi rapinatori di salvarlo?>>lo canzonò Tsubaki con aria furibonda…
<<KEH!Quella era solo una recita!Che altro potevo fare?!>>si giustificò l’anziano -mentendo alla stragrande-, ma la ragazza, non potendo più trattenere la rabbia, lo afferrò per la tunica e lo spinse in avanti, per poi minacciarlo<<Cammina nanerottolo! E ringrazia che non ti sgozzo sul posto come una gallina!>>.
<<Vedo che come al solito andate d’amore e d’accordo…>><<Taci, Goras!>>sbottò lei spazientita: al pari di Shozu, non voleva più sentire battutine per un bel po’…
In seguito la bestia, sotto ordine di Goras, atterrò per permettere a loro tre di salirgli in groppa, e dopo che ognuno ebbe occupato il proprio posto sul dorso del drago, il quale era stato equipaggiato con una grande sella multisedile -munita persino di cinture- e con finimenti e ganci abbastanza robusti da sorreggerne il peso e garantirne la stabilità, si prepararono a lasciare quella radura pregna di morte.
Ma non appena la creatura fu sul punto di levarsi da terra, una voce imperiosa tuonò <<Arrendetevi!Non avete via di scampo!>>e immediatamente diversi gruppi di soldati sbucarono dalla boscaglia e la circondarono da ogni lato, sebbene intimoriti -e non poco- da quello spaventoso drago nero…
Poco dopo, Brahon si fece strada tra le milizie, seguito da Burn ed Elyse, che dopo essere rimasti spiazzati dalla presenza di quella bestia colossale, cercarono il loro compagno con
sguardo irrequieto. Finché non lo videro…
<<IGOOON!!!>>urlò disperata la ragazza, portando le mani davanti alla bocca, mentre Burn sgranò le palpebre, digrignò i denti furioso, si voltò verso gli artefici di quella brutalità, e con i pugni ben in vista e avvolti nel fuoco, ruggì<<BASTARDI!!COSA GLI AVETE FATTO?!VI MASSACRERÒ!!!>>ma prima che potesse assalirli, il maestro lo afferrò per un braccio e gli ordinò di fermarsi, con un tono che fece quasi rabbrividire il ragazzo…E che non lasciava alcun dubbio sull’umore di Brahon: i suoi occhi sembravano quasi ardere dalla rabbia nel buio della notte, tanta era la furia che stava provando alla vista del suo allievo, il cui corpo giaceva a terra senza apparenti segni di vita…
“Nooo Igon…Nooo…” cominciò a lacrimare il maestro…
In realtà Igon, nonostante le pessime condizioni in cui versava, era semplicemente privo di sensi. Tuttavia, tenendo in considerazione la presenza di numerosi altri corpi sparsi qua e là, chiunque avrebbe ritenuto plausibile che fossero tutti andanti in contro alla medesima sorte. E al solo pensare che quella tragica e terrificante eventualità potesse corrispondere alla cruda verità, nel cuore dell’uomo si accese un incendio di collera e di afflizione…Ma allo stesso tempo, volle credere con tutto se stesso che l’allievo fosse ancora vivo…E fu solo grazie a questa speranza, se poté riacquistare abbastanza lucidità per rendersi conto dell’assenza sospetta di Radas…Ma poi lo vide…Lo vide sporgere da sotto il ventre di Rendrak…Anche lui immobile…Anche lui, a prima vista, senza vita…
<<Per la Somma Fiamma…Radas!RADAAAS!!>>lo chiamò Brahon, ma la sua voce si spense nel silenzio della notte: il domadraghi non aveva dato nessuna risposta…
<<SIETE STATI VOI A FARE QUESTO?!?!>>gridò in seguito l’uomo con ferocia e con la lancia puntata verso i nemici: il loro silenzio fu un’ammissione di colpevolezza più che sufficiente per Brahon, che con rinnovato furore aggiunse<<VIGLIACCHI ASSASSINI!!SIATE MALEDETTI!!NON VI LASCEREMO MAI SCAPPARE DA QUI!!LA VOSTRA FINE È…>><<Mi dispiace, ma non ho davvero il tempo di stare a sentire i tuoi piagnistei, mio caro vecchio Brahon…>>lo interruppe di colpo il domatore del drago nero, sul quale cadde subito lo sguardo accusatore del maestro: indossava un’armatura che sembrava essere stata forgiata nelle tenebre più fitte e tetre, e su di essa spiccavano in modo particolare le inquietanti decorazioni e le misteriose rune violacee, che ben si legavano al rossastro del suo mantello, mentre nella mano sinistra reggeva una lunga e affusolata lancia, decisamente simile, per quel che riguardava la forma e i motivi draconici, a quella di Brahon…
“Ma…Che cosa…No…È impossibile…No…Non è…” pensò sconcertato l’uomo, quando l’individuo alzò la visiera del suo elmo: benché il suo volto si fosse riempito di parecchie rughe, quegli inconfondibili occhi azzurri spazzarono via ogni dubbio…
<<No…Non ci credo…Sei…Sei tu…?>><<Può darsi, vecchio mio…Ma come ti ho appena detto, adesso non ho tempo da perdere con te…Caro il mio Brahon…>>lo anticipò il domatore con un sorrisetto, per poi spronare il drago tirando ancora una volta le catene attorno alla sua gola. La creatura allora prese il volo sollevando un gran polverone e investendo i presenti con una potente onda d’aria, mentre ruggiva di dolore.
Vedendo quella scena, Brahon sperò con tutto il cuore di essersi sbagliato: in tutta la Terra delle Fiamme, domare un drago in quel modo era considerato un atto sacrilego ed imperdonabile, che macchiava per sempre l’onore di colui che osava farlo.
“No…No…Non può essere lui…” pensava Brahon ancora sconvolto, senza rendersi conto
che la sua esitazione stava permettendo al nemico di fuggire indisturbato…
<<Capitano!Il nemico sta scappando!Quali sono gli ordini?!>>gli domandarono dei soldati con aria incerta, facendolo ritornare in sé.
<<FUOCO A VOLONTÀ!!>>ordinò loro l’uomo, ma era troppo tardi: la bestia aveva ormai raggiunto una quota ben oltre la portata dei proiettili incendiari scagliati dalle truppe rimaste a terra…Eppure, il mercenario volle ugualmente dissuaderli dal continuare quella ridicola e futile offensiva: aizzato il drago con la lancia, il nemico ordinò alla feroce creatura di sputare fuoco sui soldati, che fuggirono in cerca di un riparo.
<<Ahahaha!!Pensavo ci tenessi di più ai tuoi cari soldatini!>>disse ironico il mercenario,
intanto che si compiaceva dell’orrendo spettacolo che si stava svolgendo sotto di lui: numerosi soldati si contorcevano e gridavano dal dolore, per poi essere arsi vivi da fiamme voraci e innaturali, che ne divorarono persino le ceneri, continuando poi a consumare l’erba e il terreno sottostanti ancora per qualche secondo, prima di saziarsi del tutto e spegnersi magicamente. Come se si fossero originate dal nulla…E soprattutto…
Senza aver emesso né calore, né tantomento luce…
<<No…Tutto questo è assurdo…Quelle…Quelle fiamme nere…Nere come le tenebre più cupe…Quelle…Quelle…Sono le leggendarie Fiamme dell’Abisso!Come…Come puoi essere in grado utilizzarle?!Nooo…Tu…Tu non puoi essere…NOOO!!DIMMI CHE NON SEI TU!!DIMMI CHE MI STO SBAGLIANDO!!!TI PREGO, DIMMELO!!>>esclamò sconvolto Brahon: non voleva ancora arrendersi alla terrificante e a tratti surreale idea di trovarsi di fronte proprio a LUI…
<<Eheh!!Sei davvero insistente!Ma non temere, vecchio mio: presto avrai la risposta che tanto desideri…Ogni cosa a suo tempo…>>rispose evasivamente l’enigmatico individuo.
Ancora più insospettito da quel modo di fare così familiare, Brahon lo chiamò più e più volte con crescente veemenza, finendo quasi per squarciarsi la gola.
“No…Non riesco a credere che lui sia…No…No!Non può essere!” pensò poi in un vano quasi umiliante tentativo di autoconvinzione…
Ma per quanto cercasse ancora d’illudersi, di negare ciò che ormai era più che una solida certezza, in cuor suo si era già rassegnato a quella triste verità: dopo quasi vent’anni, aveva rincontrato colui che un tempo era stato il suo più grande amico…
Il compagno di squadra di una vita…Il fratello di mille battaglie…
Colui che aveva disertato la propria patria e giurato di tornare per vendicarsi…
Al fine di chiudere un vecchio conto in sospeso, per il quale non si era mai dato pace…
Un grave torto che non era mai riuscito a perdonargli…
E ora che si erano rivisti -e nel peggior modo possibile-, per Brahon la sua apparizione inaspettata fu come un oscuro e funesto presagio di sventura: “Il passato bussa alla nostra porta sempre all’improvviso”, gli era stato detto molti anni fa…Proprio dalla persona che in quel momento lo stava scrutando con freddezza dall’alto…
E mentre rispondeva a quello sguardo con occhi colmi di rammarico e di nostalgia, Brahon capì…Capì quanto ineluttabile fosse il destino che li attendeva entrambi…
E capì che ben presto, sarebbe arrivata la resa dei conti…

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