#10 La crudeltà dei Mercenari [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

Con lo sguardo proteso alla figura del drago nero, che diventava sempre più difficile da distinguere nel cielo scuro, Brahon tese la mano verso di esso, come per afferrarlo, ed esclamò<<ASPETTA!!DOVE…>><<Capitano!>>lo interruppe però un giovane soldato visivamente agitato e con voce strozzata<<I nostri uomini sono stati…>><<NO!NON POSSO IN ALCUN MODO LASCIARE CHE…>>ribatté lui fuori di sé, prima di rendersi conto della loro situazione: più della metà dei soldati sotto il suo comando era stata annientata senza che nessuno di loro avesse potuto fare nulla per difendersi, complice anche la copertura offerta dall’oscurità della notte, la quale aveva occultato le fiamme nere in modo perfetto. Come se la loro essenza fosse l’oscurità stessa…
Davanti a quello scenario, l’uomo ritrovò il senno, e con volto sommesso disse <<No…Hai ragione: non avrebbe senso mettere a repentaglio la vita di altri uomini…Ne sono già morti troppi…Recuperate i superstiti e ritorniamo al campo…>>.
Il soldato allora si congedò e raggiunse gli altri sopravvissuti, ancora scossi per aver guardato la propria morte dritto in faccia<<Che…Diamine è successo…Non ho visto…Arrivare nulla…>><<Quelle…Erano davvero…Fiamme nere…?>><<Non…Non credevo…Esistesse sul serio qualcuno…In grado di usarle…E anche quel drago…Era nero?!>><<Ma…È assurdo…Credevo che l’Abisso Orientale…Fosse solo…Una vecchia leggenda…>><<Non è il momento di cedere al panico!Presto, soccorrete tutti i feriti che riuscite a trovare!>>li riprese allora Brahon, senza poter immaginare che non c’era possibilità di rinvenire dei “feriti”: chi era vivo lo doveva al fatto di essersi trovato a distanza dall’attacco, dal momento che in quella radura non c’erano molti punti in cui potersi nascondere da un attacco del genere. Quelli meno fortunati, avevano inevitabilmente incontrato una lenta e drammatica fine…
“È tutta colpa mia: ho fallito come capitano…Ho lasciato che il passato prendesse il sopravvento su di me…Non avrei mai pensato di rincontrarlo proprio qui…E non così cambiato…” si rimproverò in silenzio l’uomo, mentre il suo sguardo vagava per il campo di battaglia, quasi volesse costringerlo ad assistere all’errore commesso.
Un errore che, forse per miracolo, non aveva condannato a morte anche i suoi allievi: benché scioccati da quel tragico spettacolo, Burn ed Elyse erano riusciti a scampare alle fiamme, sollevando per un attimo l’animo del loro maestro, che fu ben felice di vederli incolumi. Ma in pochi avevano avuto quella stessa fortuna…
<<Capitano, non riusciamo a trovare nessun ferito…E nemmeno dei corpi da riportare in patria…Quelle fiamme li hanno dissolti…Tutti…>>comunicò con mestizia uno dei superstiti, ma Brahon trovava inconcepibile che non fosse rimasta alcuna traccia di loro<<È impossibile!Mi stai dicendo che tutti quei soldati sono spariti nel nulla?!>><<Capitano…>><<E Radas?!Dov’è?!Prima l’ho visto sotto Rendrak, il suo drago!Che ne è stato di lui?!Forse possiamo ancora salvar…>><<Capitano!>>esclamò il giovane soldato a testa bassa: il suo dito stava indicando una porzione di terreno bruciato più ampia delle altre. Abbastanza ampia da poter racchiudere senza problemi un drago di medie dimensioni…Proprio come Rendrak…
<<Radas…RADAAAS!!>>lo chiamò Brahon, accorrendo con esagitazione verso il luogo
indicatogli dal soldato. Ma dopo un breve scatto, si fermò di colpo e mosse più volte il capo confuso, senza vedere nessuno…Finché non chinò gli occhi: si trovava proprio sul punto dove le fiamme avevano ghermito il domadraghi, del quale non era rimasto altro che un’indefinita sagoma nera. Del tutto irriconoscibile…
Eppure, dai contorni mossi che la delineavano e dai profondi e larghi graffi presenti sul terreno, all’altezza delle mani, si poteva evincere come Radas avesse cercato in tutti i modi di sfuggire da quelle fiamme diaboliche: aveva ripreso conoscenza solo per ritrovarsi prigioniero di una tortura orrenda, contro cui non aveva potuto fare niente…
E con ogni probabilità, forse aveva persino gridato per chiedere aiuto…Forse aveva chiamato proprio il nome di chi ora stava osservando la sua sagoma…Ma quella persona, persa com’era a rivangare il passato, doveva aver ignorato le sue urla di morte…Così come quelle di decine…Decine…E decine di altri soldati…Un frastornante coro di disperazione e di sofferenza che aveva fagocitato le ultime parole di Radas…
“Perdonami Radas…Perdonami…” pensò Brahon amareggiato, addossandosi la colpa dell’accaduto: era stato lui a ordinargli di andare in avanscoperta e di trattenere i nemici dal fuggire…Senza sapere che quell’ultimo ordine avrebbe decretato la sua fine…
Digrignando i denti e stringendo i pugni per la rabbia, l’uomo non poté che odiarsi per la superficialità con cui aveva giudicato il potenziale nemico…Una sciocca leggerezza che aveva causato la morte prematura di uno degli uomini più valorosi e capaci che avesse mai conosciuto nella sua lunga carriera di soldato e capitano della Terra delle Fiamme. Ma soprattutto, di uno dei suoi più cari compagni di battaglia…
E più ci pensava, più cominciava a convincersi del fatto che non fosse stato un caso che i suoi allievi e i soldati che si erano trovati vicino a lui fossero sopravvissuti, mentre tutti gli altri no: il nemico aveva volutamente evitato di mirare a lui…Per lasciarlo in vita…
In modo che provasse rimorso nel veder morire chi avrebbe invece dovuto proteggere…
Lo stesso rimorso che aveva già provato in passato…Più di una volta…
Sempre a causa di errori o mancanze…Sempre per aver agito d’impulso…
E questa conoscenza del suo carattere era la riprova che si trattava proprio di LUI…
“È accaduto di nuovo…Se solo avessi saputo…Se solo fossi stato più…Più previdente…” pensò molto addolorato e con gli occhi umidi rivolti nel vuoto, mentre nella mente iniziavano a riaffiorare i volti di un passato che conosceva fin troppo bene…
<<IGON!TI PREGO RISPONDIMI!APRI GLI OCCHI!>><<NON MOLLARE AMICO!AVANTI!>>udì improvvisamente Brahon, che di getto si girò in direzione delle urla: Elyse e Burn erano intorno al corpo immobile del compagno, per il quale ormai sembrava essere avvenuto l’irreparabile…
<<RISPON-DIMI…I-IGON…NOO…>>singhiozzò Elyse con voce tremante, mentre il loro maestro si avvicinava per controllare le condizioni dell’allievo.
“No…Nooo Igon…NON ANCHE TU!” pensò l’uomo disperato, appoggiando l’orecchio sul petto di Igon e accostando in simultanea una mano al suo naso: con un sospiro di sollievo, Brahon constatò che il ragazzo, seppur a fatica e debolemente, stava ancora respirando. Tuttavia, il viso pallido e le numerose ferite su tutto il corpo, in modo particolare quella sulla spalla, indicavano che aveva perso molto sangue. Forse troppo…
<<È ancora vivo!Ma non c’è tempo da perdere!Portiamolo subito all’accampamento per medicarlo!PRESTO!>>esclamò l’uomo ritrovando la sua consueta determinazione di fuoco, mentre lo raccoglieva fra le braccia e ribadiva a tutti di sbrigarsi.
<<Igon…Ti pre-go…Non…>><<Non temere Elyse: si riprenderà!Igon è un ragazzo forte, vedrai che ce la farà come ha sempre fatto!Ne sono sicuro!>>disse il maestro all’allieva per tranquillizzarla e darle coraggio. O forse più per convincere se stesso…
Ma poco prima di lasciarsi alle spalle quel luogo di morte, che di così tante vite si era nutrito, una voce fievole e impercettibile li chiamò<<Ehi…Per caso…È chiedere troppo…Volere un po’…Di considerazione?>>.
Tutti si voltarono, stupiti che ci fosse ancora qualcuno in vita. Soprattutto quando si resero conto di chi si trattava: era LUI!La causa di TUTTI i loro recenti guai!E il fatto che, fra tutti quelli che erano morti, si fosse salvato PROPRIO LUI, non fece altro che accrescere il rancore nei cuori dei soldati superstiti…E non solo in loro…
<<Sei ancora vivo?!Hai la pellaccia fin troppo dura per i miei…MA COSA…?!>> esclamò interdetto Burn nel vedere le vere sembianze del bandito<<Quelle…Sono… Orecchie…Da gatto?!E una coda…>><<Da…Leone…Per la…Precisione…Tsk…Mai qualcuno…Che…Argh!>>precisò subito lui con leggera stizza, intanto che si sfilava alcuni aghi dal braccio destro<<Ci azzecchi…Al primo colpo…>>.
Per nulla soddisfatto di venire a conoscenza di una sciocca sottigliezza come quella, Burn aggiunse<<Quello che sei non m’interessa!Pensi forse che ti aiuteremo?La colpa è solo tua!Se non ci avessi derubati, tutto questo non sarebbe mai successo!E tu pensi davvero che…>><<Ti porteremo con noi: avanti, aiutatelo a stare in piedi>>intervenne secco Brahon, stupendo i presenti, che sinceramente avrebbero preferito lasciarlo al suo destino. Fra tutti, ovviamente fu Burn a esprimere il suo dissenso senza pensarci due volte<<Cosa?!Ma non se lo merita!Di sicuro era in combutta con quelli che hanno fatto del male a Igon!Altrimenti non si sarebbero mai presi la briga di salvare lui e i suoi comp…>><<Guardati attorno, Burn: i membri della sua banda sono stati massacrati. E secondo te perché?Beh, è ovvio: chi se n’è servito, ha deciso in seguito di metterli a tacere. Per non lasciarsi testimoni alle spalle. Ed è proprio per questo che lui ci serve vivo e vegeto: non possiamo scartare nessuna possibilità, se vogliamo scoprire chi è la mente dietro a tutta questa serie di vicende…E chi meglio di lui può dirci la verità? Se com’è lecito pensare, ha avuto contatti con chi sta assoldando tribù di orchi e sta gestendo questo traffico illecito di armi e denaro, allora lui è l’unico che può metterci sulla strada giusta>>spiegò l’uomo con tono deciso<<E se, come io credo, ha interesse a salvarsi da una bella serie di accuse, quali brigantaggio, furto di beni nazionali, aggressione a danno di militari e complicità in contrabbando…Allora canterà facilmente ad ogni nostra domanda…Dico bene, ladro?>>aggiunse poi l’uomo in modo più intimidatorio e con una leggera vena d’ironia…
Il diretto interessato annuì e disse<<Visto che…Non sono un uccello…Ma un leone… Preferirei dicessi…Ruggire…Ehe…Anche se in queste condizioni…Credo di poter… A malapena miagolare…>>.
Dopo quest’ennesima manifestazione di spirito, Burn scoppiò<<Ci piglia pure in giro! Ne ho abbastanza di questo suo atteggiamento!Ora io…>><<Ora tu…COSA?!Tu non farai NULLA: ho deciso che lo interrogheremo, e così sarà. Ma prima, verrà rimesso in sesto a dovere. E ora basta perdere altro tempo!O ti devo ricordare CHI ha bisogno di cure urgenti?!Avanti, in marcia!E niente più storie, CHIARO?!>>lo zittì il maestro senza dargli la possibilità di controbattere…E così, seppur con aspra reticenza, il ragazzo seguì il gruppo e rientrò nella boscaglia. Di tanto in tanto, per precauzione, buttò lo sguardo sul
prigioniero, in caso tentasse qualcuno dei suoi “scherzi” poco divertenti…
“Ti tengo d’occhio…” pensò Burn squadrandolo torvo, mentre il bandito avanzava a testa bassa grazie al sostegno di due soldati, che di sicuro erano del suo stesso parere…
<<Coraggio, più in fretta!>>esclamò Brahon, con lo scopo di esortare il gruppo a proseguire e a raggiungere la meta il più velocemente possibile: dentro di lui si annidavano pensieri ben diversi, carichi di una forte e crescente preoccupazione…
“Anche se il campo è sorvegliato, le forze rimaste sono meno della metà…E non vorrei mai che decidessero di farci una visita: non avrebbero scampo davanti a un simile nemico…Specie se colti di sorpresa…”.
Cercando di scacciare le immagini funeste che si stavano formando nella sua mente, il maestro posò gli occhi sul volto di Igon, il quale, non fosse stato per le tracce di sangue e terra presenti sul suo corpo, sarebbe sembrato semplicemente addormentato.
A quella vista, l’uomo affrettò il passo e incitò nuovamente gli altri a fare lo stesso, mentre fra di sé rinnovava la promessa di salvare a tutti i costi il ragazzo.
Come già aveva fatto in passato…Cinque anni prima…

Alte e possenti fiamme nere lambivano tende, recinzioni, palizzate, e gran parte di ciò che fino a qualche minuto prima si trovava all’interno dell’accampamento: ancora poco tempo e non ne sarebbe rimasta nemmeno la cenere…
Fra i quasi novanta soldati che presiedevano al suo interno, n’erano stati risparmiati solo cinque, e in seguito erano stati immobilizzati: era uno dei numerosi e particolari “giochini” con cui i mercenari si divertivano ogni volta che terminavano un lavoro…
<<Allora…Ve lo chiedo con gentilezza: dove avete messo il denaro che ci appartiene?>> chiese una voce sibilante e suadente, ma che lasciava trasparire tutta la sua spietatezza:
l’elfo adorava particolarmente questo genere di “intrattenimenti”…
<<Quel denaro appartiene alla Terra delle Fiamme!Alla nostra nazione!Non lo daremo mai a dei… AAARGHARRAAGH!>>urlò uno degli ostaggi, prima di morire dal dolore e accasciarsi a terra privo di vita: Shozu lo aveva fulminato con un sorriso sulle labbra…
<<Forse non mi sono spiegato bene…Ve lo ripeto: dove lo avete messo?>>richiese l’elfo con la stessa cadenza di prima, senza mostrare alcuna scompostezza.
<<Noi non tradiremo mai la nostra patria!>>esclamò con sincera devozione un secondo uomo, nei cui occhi era possibile leggere ed intravedere una volontà incrollabile e ferrea, a testimonianza che nel suo petto batteva un cuore che mai si sarebbe arreso alla paura. Proprio quel petto però, fu il bersaglio di un affilato pugnale nero, che in un istante fece cessare il battito di quel cuore così valoroso…
<<TSK!Non sopporto chi si nasconde dietro alla parola “patria”, “onore”, “famiglia”… O a qualche altra patetica scusa: chi combatte lo fa sempre e solo per se stesso..E che lo si faccia per il puro piacere di uccidere o per un tornaconto economico, non fa alcuna differenza…>>disse seccata Tsubaki, mentre estraeva la lama dal cadavere del soldato.
<<Proprio come noi!Dico bene, tesoruccio?GAHAHAHA!!!>>tuonò un alto e grosso omone dalla muscolatura possente, privo di capelli ma con una crespa barba incolta, e con addosso un solo rozzo e sozzo lembo di stoffa a coprirgli le parti basse, se si escludevano i pesanti bracciali e stivali da cui pendevano delle catene spezzate.
<<BAKAROS!Ti ho detto mille volte di non chiamarmi così: MI DISGUSTI!>> lo minacciò la giovane assassina, ma la sua reazione, invece d’intimorirlo, sembrava
averlo eccitato ulteriormente…
<<GAHAHA!!Lo sai che sei adorabile quando ti arrabbi?!Attenta…O potrei non capirci più nulla…GUAHAHAH!!>>sbraitò rozzamente il mezzogigante, rivolgendo i propri occhi spiritati verso Tsubaki, che con la pelle d’oca mise mano a uno dei suoi pugnali, quando un terzo prigioniero si lasciò scappare<<Che razza di bestia…>>.
L’offesa non sfuggì alle orecchie di Bakaros, che con pochi passi si portò davanti all’uomo, sovrastandolo con la sua stazza imponenente.
<<Hai detto qualcosa, pidocchio?!>>chiese furente al malcapitato, che non ebbe nemmeno il tempo di proferire parola: in un attimo, il mezzogigante lo afferrò per il collo, sollevandolo con una sola mano, mentre con l’altra gli schiacciò brutalmente la testa, sporcandosi ovunque di sangue e cervella…
I due prigionieri rimasti vennero atterriti da quell’orribile scena, e nei loro giovani e ancora deboli animi, la paura della morte si fece sempre più grande…
<<Sei sempre il solito impulsivo, eh Bakaros?Non ci hai dato nemmeno il tempo d’interrogarlo come gli altri>>lo rimproverò un giovane uomo dai capelli arancioni e rossicci: le decorazioni della sua armatura bronzea e i ricami sul suo mantello verde indicavano che un tempo era appartenuto ad una nobile e prestigiosa casta militare…
<<Chiedo scusa capo…Ma non sopporto i pidocchi che parlano troppo…Tanto, con un cervello così piccolo, di sicuro non ci sarebbe stato di grande aiuto!GHUAHAHA!>> ruggì sadico l’omone, per poi gettare il corpo decapitato in pasto alle fiamme nere che ancora ardevano qua e là per l’accampamento…
<<Ahaha!Sì, forse hai ragione…Allora vediamo se io saprò essere più convincente con queste altre due testoline…Nulla da ridire se ti rubo il turno, vero Goras?>>domandò il capo dei mercenari al cavaliere in armatura nera, il quale sapeva bene che dietro alle sue “richieste” si nascondevano imposizioni inappellabili…
<<Oh, certo che no…Anzi, credo di aver lavorato già abbastanza per oggi: passo molto
volentieri>>gli disse con un sorriso finto, quando in realtà stava pensando a ben altro…
Ma in fondo, aveva trucidato sì e no più di centocinquanta soldati della Terra delle Fiamme in una sola notte: poteva dunque ritenersi assai soddisfatto…
<<Bene, bene…Credo abbiate capito che non stiamo affatto scherzando: abbiamo delle questioni piuttosto urgenti da sbrigare…E nemmeno un attimo da perdere…Quindi ve lo chiedo per l’ultima volta…>>fece l’uomo con tono sospeso, per poi stringere le mani attorno alle gole dei due pavidi prigionieri e aggiungere minaccioso<<Dove si trova… IL NOSTRO BOTTINO?!>>.
Vinti dalla paura, i due soldati farfugliarono con voce rotta parole scomposte e a malapena comprensibili<<Noi…Koff…Noi…Abbiamo…GUH!L’abbiamo…M-Messo…>>
<<Nel…Koff!Koff!Tendone…COUGH!Nelle…Casse…GAAH!In fondo…Là…>>che però sembrarono soddisfare il capo della banda, tanto che lasciò la presa e disse<<Molto bene: era facile in fin dei conti, no?Avanti, andate a recuperarlo e caricatelo sul drago>>.
Appena venne dato l’ordine, i quattro mercenari obbedirono e si diressero nel tendone indicato, prelevando le cassette con dentro il denaro, poi con l’aiuto di Goras riuscirono a caricarle sul drago, che altrimenti non li avrebbe mai fatti avvicinare senza un comando del suo domatore. La maggior parte dello sforzo fisico venne compiuto da Bakaros, che fra di loro era ovviamente quello con più forza bruta.
<<Molto bene, direi che ora possiamo anche andarcene. Ah, che sbadato: mi stavo quasi
per dimenticare di voi due…>>disse calmo il giovane mercenario, mentre estraeva lentamente la sua spada, sulla cui lama brillarono venature rosse…
<<Noo…Asp…Aspetta!Ti-Ti abbiamo…Detto…Ciò che volevi!>><<Ti prego!Non… Aaah…Non ucciderci!!>>implorarono terrorizzati i due giovani soldati, ormai del tutto lontani da ciò che il loro ruolo avrebbe dovuto rappresentare.
<<Il fatto è che ora…Voi non siete più…>>tagliò a metà la frase, tagliando nello stesso tempo qualcos’altro<<Richiesti…Quindi potete anche andarvene>>.
Con loro grande sorpresa, i due videro cadere a terra i brandelli di corda con cui erano stati legati in precedenza, poi con voce tremolante balbettarono<<Poss-Possiamo… Davvero…Andare…?>><<Ci…Ci lasciate…Così…?>><<Certo che sì: eccome se potete andare…>>li rassicurò poi il capo dei mercenari con un sorrisetto, intanto che i due giovani soldati correvano più lontano possibile da lui, senza nemmeno preoccuparsi di quale direzione scegliere…
Ma dopo qualche istante, il capo della banda schioccò le dita con un gesto rapido del polso e aggiunse<<…IN MILLE PEZZI!>>e immediatamente seguirono due violente esplosioni, che lasciarono una smorfia di divertimento sul suo volto…
<<Kehehehehe!Che stupidi quei due: pensavano davvero che li avremmo lasciati andare dopo averci visto in faccia?!KEHEHEHEEHE!!>>gracchiò di colpo l’anziano che li accompagnava<<Comunque…Era davvero necessario allestire questa farsa?!KEH! Sapevamo già dove fosse il denaro, visto che abbiamo evitato di bruciare proprio quella zona!Abbiamo solo perso tempo prezioso!Ora vedete di muovervi e andiamocene da qui, prima che ritornino i sold…>>ma poi, senza preavviso, il vecchio venne afferrato per la gola e con voce strozzata starnazzò<<Gma…Kkkche… kkkkcoga…Gtai… Gvachendo…>> <<Ho la sensazione che tu non abbia capito con chi hai a che fare: ora come ora, potremmo anche sbarazzarci di te e tenerci tutto per noi. In fondo non sarebbe affatto male come riconpensa fuori programma. Se non lo facciamo, è solo perché possiamo spennarti ancora di più con il prossimo lavoro che ci hai affidato…E perché per ora i nostri progetti coincidono…Quindi vedi di infastidirci il meno possibile con quel tuo verso da gallina, soprattutto durante la nostra “farsa”: per tua informazione, è un passatempo a cui teniamo davvero molto…>>gli disse in seguito il capo dei mercenari con fare ammonitore, prima di lasciarlo cadere bruscamente. Toccandosi la gola tra colpi di tosse, il vecchio, per un attimo, quasi si pentì di aver assoldato dei mercenari ribelli come loro, visto che nemmeno rispettavano la sua autorità d’ingaggiatore e futuro elargitore delle loro ricompense.
“Dannati mostri: se non fossi stato messo al corrente delle vostre capacità, non mi sarei mai sognato di comprare i vostri servizi!Che possiate morire in modo atroce una volta svolto questo vostro ultimo compito!” pensò furente e carico d’odio, quasi volesse, in qualche modo, lanciare loro una maledizione…
Dopo quest’ennesimo diverbio, il gruppo, per ordine del suo giovane capo, salì a bordo del drago nero, ma non appena la bestia ebbe spiccato il volo, l’anziano ribatté <<Kehehehe!Fate pure i gradassi, se volete!Ma la verità è che anch’io vi tengo in pugno: potrei far cadere sulla vostra testa un mandato di cattura nazionale!Keheheh!Quindi vi conviene fare il vostro lavoro nel migliore dei modi!Innanzitutto, senza più lasciare testimoni in giro come avete fatto finora!Keheheh!E mi riferisco a quella specie di mezzabestia e di quel moccioso ficcanaso!Senza contare che molto probabilmente Goras si è fatto riconoscere da decine di soldati e da quel…>><<Un’altra parola e ti faccio volare, vecchio!>>lo bloccò improvvisamente il mercenario con voce molto infastidita, mettendo subito a tacere l’anziano, a cui scorse un brivido sulla schiena…
<<Ahaha!In effetti sarebbe divertente vedere se a quella cornacchia funzionano anche le ali, oltre a quell’odioso becco!Ahaha!!>>commentò divertito il capo della banda, per poi continuare<<Comunque, mio caro pennuto, credo tu stia sforzando troppo quel tuo cervelletto: per quanto riguarda la nostra situazione…Beh, siamo mercenari, delle armi umane nelle mani di qualcuno, e a differenza dei criminali o dei nemici pubblici, nessuno può catturarci senza prima aver verificato il nostro coinvolgimento in una qualche guerra. Cosa finora mai successa, avendo potuto contare su clienti molto più potenti di TE… E poi, se dovessi venderci alle autorità, non credi che tutti potrebbero chiedersi come facevi a conoscerci?Il nostro non è un ambiente esattamente legale…Ahaha!!E non preoccuparti per quell’animale: nessuno da retta a quelli della sua razza, soprattutto quando sono dei fuorilegge. E quel ragazzo…Scommetto che ha già un piede nella fossa, se non entrambi. E anche se fosse sopravvissuto, sono sicuro che si terrà alla larga dalla nostra strada, d’ora in poi. L’unica cosa su cui devo, a mio malgrado, darti ragione…È la grande superficialità mostrata da Goras…>><<Non c’è bisogno di preoccuparsi: fra non molto, non ci sarà più motivo di mantenere un profilo basso, visto che saremo in grado di sferrare un vero e proprio attacco campale in piena regola. A quel punto, una volta conquistata la capitale, inizieremo a sottomettere il resto della nazione al nostro dominio. E diremo addio ad una vita da rinnegati…>> intervenne Goras, concludendo con una gran risata, a cui si aggiunse quella di Bakaros, oltre ai ghigni soddisfatti di Tsubaki e Shozu. Anche il loro capo convenne sorridendo, per poi aggiungere<<Beh…In effetti, credo che dovremmo riuscire a mantenere la nostra copertura ancora per un po’…E poi… Ahahah!Già, non vedo l’ora: dopo anni di onorata carriera…>>ma venne interrotto dal vecchio, il quale, contagiato dal clima d’ambizione creatosi, cominciò a sua volta a fantasticare a voce alta<<Sì!Sì!ESATTAMENTE!!Proprio così!Sarò io a guardare tutti quanti dall’alto al basso!Keheheheh!Tutti s’inchineranno davanti a me!Keheheheh!Tutti abbasseranno la testa al mio passaggio e al mio cospetto!E non dovrò più sottostare a nessuna disposizione! Kekeheheheehe!>>.
Decisamente irritato per essere stato fermato sul più bello, il giovane uomo dai capelli rosso arancio fece una smorfia stizzita, ma poco dopo ci ripensò e si scambiò un’occhiata d’intensa con gli altri mercenari, anch’essi divertiti dall’ingenuità del loro temporaneo cliente: non avrebbe ricoperto quel ruolo ancora per molto…
<<Già, esattamente ciò che stavo per dire…>>finse lui, alzando in seguito la mano al cielo e stringendola attorno al sole che stava sorgendo proprio in quel momento…
“È l’alba di una nuova era: la MIA era…” pensò il mercenario compiaciuto, mentre già assaporava tutto ciò che presto sarebbe stato suo…Oltre a riflettere sul modo più idoneo con cui sbarazzarsi del suo indegno e sciocco rivale…
Proprio quel pensiero però, gli fece ricordare qualcosa di non poco conto per lui…
<<Ah, che sbadato: ecco cos’è che non mi tornava!>>disse lui battendosi il palmo della mano sulla testa, un gesto con cui preannunciava la sua tipica frase, conosciuta a memoria da ogni membro della banda<<Mi sono dimenticato di chiedere se a quei due soldati…PIACEVANO I FUOCHI D’ARTIFICIO!!!AHAHAHAH!!>>.
Mentre la diabolica risata del mercenario risuonava nel cielo mattutino, l’anziano corrugò
le labbra e poi, con un ghigno nervoso, pensò “Ho scelto proprio un gruppo di pazzi… Ma finché si dimostreranno all’altezza del loro compito, sopporterò tutte queste angherie e sfrontatezze…Tsk!Bastardi!Striscerete davanti a me, una volta che il mio piano si sarà realizzato!Diventerete i miei fedeli cagnetti!Vi metterò letteralmente al guinzaglio!”.
E così, intanto che ognuno di loro mirava ai propri loschi fini, la banda solcava i cieli della Terra delle Fiamme, proiettando su di essa una minacciosa ombra di morte, la quale prometteva di portare caos e distruzione…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...