#11 Il muro della legge [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

<<Non ricordo di avervi mai sentito pronunciare un rapporto così negativo e di cattivo auspicio, Generale Brahon: se quanto dite corrispondesse al vero, di certo dovremmo prepararci ad affrontare una minaccia di enorme portata>>affermò preoccupato il Senatore Massimo, mentre incrociava le mani con aria pensosa.
<<Purtroppo ciò che vi ho appena riferito corrisponde alla verità, Onorevoli Senatori: qualcuno sta organizzando un colpo di stato ai danni della Terra delle Fiamme, sfruttando vilmente la temporanea assenza di Sua Maestà, tuttora in viaggio politico nell’Impero del Cielo per riaffermare, come ogni anno, i precari rapporti di pace tra le due nazioni. Una pace sudata col sangue e il dolore, che oggi rischia di essere infranta da un male meschino e subdolo, del quale non dobbiamo assolutamente sottovalutare l’entità!Per questo io vi chiedo, Onorevoli Senatori, di dichiarare lo stato di minaccia nazionale e di iniziare i preparativi di allestimento e di organizzazione dell’esercito, in modo da essere pronti a fronteggiare quest’imminente ed insidioso pericolo!>>proclamò Brahon con tutta l’abilità oratoria di cui disponeva, ben sapendo che avrebbe dovuto convincere almeno cinquantuno senatori sulla base di pochissime prove.
Per non dire sulla base del nulla…
<<Ciò che dite è molto pretenzioso, Generale Brahon: ci state chiedendo di mobilitare le forze dell’intera nazione per…Per cosa, in effetti?>>disse un altro senatore, il quale pareva avere dei dubbi sul rapporto di Brahon.
<<Ricapitoliamo>>proseguì poco dopo<<Gli orchi che avete eliminato avevano con loro carichi di armi e denaro, la cui provenienza sembrerebbe essere la Terra delle Fiamme, in particolar modo il Paese della Lava, e che, sempre secondo ciò che voi affermate, sarebbero stati consegnati a questi orchi da un misterioso contrabbandiere, il cui scopo sarebbe quello di assoldare i suddetti per creare un esercito con cui attaccare la nostra nazione, avvalendosi, tra l’altro, di un gruppo di mercenari contro cui affermate di aver combattuto, tra cui spiccherebbe la presenza di un domadraghi nero, in grado di utilizzare le Fiamme dell’Abisso, risapute essere una mera leggenda, e che voi affermate essere niente poco di meno che Goras, un tempo vostro compagno di squadra e tuttora traditore nazionale, di cui non si hanno notizie da ben diciotto anni. Inoltre, come se non bastasse, questo presunto contrabbandiere e aizzatore di orchi si sarebbe servito, al fine di cancellare ogni prova, di un fuorilegge locale, discretamente noto per i suoi furti, che vi avrebbe assalito durante il vostro viaggio di ritorno in patria e derubato del carico di armi e denaro, per poi decidere di consegnarsi di sua spontanea volontà, ritenendo fosse una mossa astuta scambiare la propria libertà in cambio dell’identità dell’oscura mente che sta dietro a tutto questo, oltre a diverse altre informazioni, e al quale noi ora dovremmo prestare fede incondizionata…Se mi permettete, Generale Brahon, vi confesso che ho qualche dubbio in merito a questa versione dei fatti>>concluse infine il senatore, portando poi una mano al mento per grattarsi la corta e curata barba riccia…
<<“Ignora un tizzone e causerai un’incendio”>>rispose Brahon con una massima molto famosa, aggiungendo<<Quello che vi ho riportato, Onorevoli Senatori, è un resoconto dettagliato di quanto accaduto durante la missione, nella quale, vorrei ricordarvi, sono caduti centosessantanove valorosi uomini sui duecento inviati, tra cui il leale e coraggioso Radas, appartenente al corpo dei domadraghi. Se questa non è una prova più che sufficiente per metterci in guardia dalla forza di cui dispone il nemico, allora non so cos’altro potrei port…>><<Forse una manciata di monete?>>intervenne di colpo un terzo senatore più grassoccio, con un tono fin troppo sarcastico…
A quell’affermazione così sciocca e volutamente provocatoria, Brahon dovette cercare di rispondere con tutta la calma e la compostezza che aveva<<Vi ho già riferito che il carico di denato, sfortunatamente, è stato recuperato dal nemico prima che tornassimo all’accampamento, che ripeto essere stato raso al suolo quasi interamente. Infatti, è stata una vera fortuna riuscire a rinvenire del materiale medico con cui…>><<Non è ciò che vi ho chiesto, Generale Brahon: non è mia intenzione tacciarvi di falsità, ma vorrei farvi capire che senza prove, non possiamo avanzare nessuna ipotesi azzardata, tantomeno dichiarare guerra al vuoto. Sarebbe uno spreco di tempo e…>><<Sarebbe piuttosto un errore, Onorevole Senatore>>riprese la parola Brahon, interrompendo a sua volta chi l’aveva interrotto<<Se sottovalutassimo il problema, esso potrebbe crescere fino a divenire ingestibile, e a quel punto sarebbe troppo tardi. È vero che di prove tangibili non ce ne sono, ma avete la mia parola e quella dei miei allievi, per non parlare del fatto che abbiamo un prigioniero ancora da…>><<Vi ripeto che non intendo prestar fede ai racconti di un vile ladro…E per giunta UN MEZZOBESTIA. Sappiamo troppo bene quanto quella razza possa essere infida, furba, bugiarda e ingannevole. Il fatto stesso che si dedichino ai furti e al brigantaggio è una prova più che eclatante della loro natura corrotta e irrecuperabile…>><<Il fatto che una parte di loro finisca sulla strada sbagliata, dipende soprattutto da ciò che NOI grandi potenze abbiamo fatto nei LORO confronti in passato: esistono anche banditi e ladri ben peggiori che voi classifichereste come “umani”. Anzi, posso dirvi che nonostante tutto, il nostro interessato, pur avendone avuta l’occasione, non ha mai agito con lo scopo di uccidere, arrivando persino ad aiutare un mio allievo in battaglia. Per questo motivo, onestamente, credo che andrebbe rivalutata la decisione di farlo…>><<Le chiedo di non cambiare l’argomento per cui è stato convocato, Generale Brahon: il Senato ha già discusso sulla sorte del prigioniero, su cui gravano accuse per nulla leggere. Tornando al suo rapporto…In sintesi, mi pare di capire che voi abbiate preferito dare priorità al rientro in patria per avvisarci di questo fantomatico pericolo, piuttosto che attendere i rinforzi -da voi stesso richiesti- in modo da avere così più mezzi per trasportare INTERAMENTE questo presunto carico di armi e monete. Se davvero avete rinvenuto indizi simili, perché non avete atteso?Siete stato alquanto…Precipitoso, se posso permettermi…E questo mi fa pensare che non sia il caso di creare inutili allarmismi, senza prima aver appurato la veridicità dei fatti. Ma ovviamente, la mia singola opinione non può decidere il da farsi. Pertanto, se nessun altro in questa sala intende proferirsi, vorrei invitare il Senatore Massimo a dare inizio alla votazione>> concluse infine l’anziano, attendendo che venisse dato il via all’operazione.
Dopo qualche minuto, tutti e cento i senatori presero a scrivere su altrettanti foglietti, per poi consegnarli al Senatore Massimo, che li raccolse in un piatto e li portò alla sua postazione per leggerli uno per uno. Brahon, che non era per nulla soddisfatto della diffidenza mostrata da parecchi di loro, in cuor suo sperava che la maggioranza dei Senatori accogliesse il suo appello, infatti seguì la votazione con molta ansia…
“Vi prego, fate la cosa giusta: state decidendo il destino della Terra delle Fiamme!”
rifletté l’uomo, mentre il Senatore Massimo divideva i foglietti in base al parere espresso, incluso quello in cui aveva scritto il suo. Al termine della spartizione, egli rimise nel piatto la maggior parte di essi, poi si avvicinò al braciere centrale, in cui, come da tradizione, avrebbe dovuto bruciarli, per simboleggiare che la fiamma della giustizia aveva accolto il volere della maggioranza. Qualunque fosse il suo parere…
Dopo essersi innalzata una leggera colonna di fumo, l’anziano proferì il risultato a gran voce<<La minoranza, composta da trentatré Senatori, ha votato a favore della proposta del Generale Brahon, mentre la maggioranza, composta da sessantotto Senatori, ha votato contro tale proposta. Con tale votazione, si stabilisce che non sarà mobilitata alcuna forza ingente fino al ritrovamento di prove solide e inconfutabili>>.
A quelle parole, Brahon divenne cupo in volto, ma non aprì bocca: non poteva opporsi al risultato di una votazione del Senato…
<<Tuttavia>>aggiunse senza preavviso il Senatore Massimo<<Nulla impedisce che si organizzino delle ricerche più approfondite in merito ai recenti dislocamenti di risorse all’interno della Nazione, oppure interrogare nuovamente il prigioniero in modo più dettagliato, prima di procedere definitivamente con la sua sentenza. Pertanto, dichiaro chiusa questa seduta fino a nuova convocazione: potete congedarvi tutti da questo sacro luogo, Onorevoli Senatori. Ovviamente, voi compreso, Generale Brahon>>.
In quel momento, l’uomo capì che nel Senato c’erano ancora rappresentanti giudiziosi, tra cui di sicuro andava annoverato anche il loro più alto esponente, il cui voto, benché fosse proibito dichiararlo apertamente, era a questo punto piuttosto logico da dedurre…
“Per fortuna, lui ha capito. Come sempre, del resto…” pensò rasserenato Brahon, che dopo aver porto il saluto militare alla platea delle Savie Fiamme, si congedò e uscì dalla Sala del Braciere. Ma proprio poco prima di andarsene, ebbe come l’impressione d’intravedere un ghigno gongolante sui volti di quei Senatori che l’avevano duramente osteggiato e fatto passare, in maniera diplomatica, alla stregua di un millantatore…

Igon stava riposando in un letto dell’Hospitalium di Litovia: erano trascorsi diversi giorni dallo scontro con i mercenari, durante i quali era rimasto tutto il tempo in un profondo stato d’incoscienza, in bilico tra la vita e la morte. Nonostante ciò, le prime cure prestate, ed in seguito i trattamenti più efficaci dei guaritori, erano riusciti a strapparlo da una fine prematura. E per questo, doveva ritenersi molto fortunato: per la prima volta, il ragazzo aveva sperimentato sulla propria pelle cosa significasse davvero affrontare il campo di battaglia, dal momento che non aveva mai fronteggiato avversari così temibili e crudeli. Che poi li avesse già conosciuti anni prima, era tutta un’altra storia…
Quando infine riprese coscienza, Igon era ancora annebbiato e debole, e non riuscì a far chiarezza tra i suoi ultimi ricordi, tantomeno rendersi conto di dove si trovasse…
“Dove…Che cosa mi è…Successo…” pensò con fatica il ragazzo, sollevando lentamente le palpebre, per poi chiuderle di colpo: l’improvvisa luce del giorno trapelante dalla finestra davanti a lui gli infastidì gli occhi, tanto che questi ci misero un po’ per focalizzare correttamente gli oggetti nella stanza .
“Io…Sono…” tentò di ricordare con sforzo, finché non si accorse di avere numerose fasciature su gran parte del corpo. A quel punto, realizzò ogni cosa “Ora ricordo… Sì…C’erano loro…Quegli assassini…E io…Ho perso…”.
L’ultimo pensiero fu molto difficile da formulare: non era riuscito a mantenere la
promessa fatta. Non era riuscito nell’intento di vendicare i suoi cari. Dopo cinque anni di attesa, fatica, allenamenti, missioni, prove, odio, rancore, sofferenze…
Non era cambiato nulla da allora. NULLA!
Con la rabbia a fior di pelle, il ragazzo tentò di dare un pugno al letto su cui era coricato, ma in cambio ottenne solo una dolorosa fitta al braccio, che lo fece gemere…
Furioso con se stesso per la sua debolezza, Igon strinse i denti e imprecò per sfogarsi, quando di colpo la porta della camera si aprì bruscamente. Trasalendo in un primo momento, il ragazzo riconobbe poi chi l’aveva spalancata…E senza rendersene conto, si ritrovò fra due amorevoli braccia…
<<GRAZIE AL CIELO!FINALMENTE TI SEI SVEGLIATO!>>esclamò Elyse fra lacrime di gioia, cingendogli il collo con tutta la forza che aveva, tanto che a lui scappò un lamento piuttosto sonoro.
<<Oh!Ti chiedo scusa, non volevo farti male!>>fece la ragazza dispiaciuta, ma lui le rispose<<Non preoccuparti…Non è nulla di grave…>><<Eccome se lo è!Hai rischiato di mor…>>ribatté subito dopo Elyse, fermandosi però dal pronunciare quella parola: non voleva nemmeno pensarci!
<<Beh…Insomma…Ti hanno ridotto male!Non hai idea di quanto io…Ecco…Di quanto noi ci siamo preoccupati!>>fece impacciata la ragazza, senza trovare il coraggio di dire direttamente ciò che avrebbe voluto…
<<Ti…Ti ringrazio, Elyse…>>disse debolmente Igon, abbozzando poi un sorriso.
Lei allora ricambiò radiosa, contenta del fatto che il ragazzo si fosse riferito in modo particolare a LEI, invece che a tutta la squadra…
<<Non è…Che ti ho…Spaventato…Poco fa?Quando…Ho aperto la porta…>>aggiunse lei in seguito con grande timidezza.
<<Ah…No…Figurati…Per così poco…Forse sono io ad averti spaventato…Sai…Quando ho gridato…>>la rassicurò lui fievole, involontariamente posando gli occhi sul volto di Elyse, la quale, dopo essersi asciugata le guance, rispose <<Aha!No, no!Anche se… Mi sono un attimo preoccupata: credevo stessi male e così…>>ma la ragazza non riuscì a finire la frase: senza essersene accorti, i due si erano avvicinati parecchio…
Tanto da poter sentire sul proprio volto il respiro reciproco…
Unico sussurro in quel silenzio sospeso…Surreale…E un po’ imbarazzante…
<<ECCOVI QUA!!>>urlò improvvisamente un’euforica voce proveniente dall’entrata della stanza, frantumando di colpo la romantica atmosfera creatasi tra i due e facendoli sobbalzare per quell’apparizione repentina…
<<Mi hai fatto prendere un colpo, razza di scemo!>>proruppe Elyse furiosa, lanciando un’occhiata feroce al suo odioso disturbatore: era il solito Burn…
<<Che bel modo di ringraziare che hai!E io che volevo fare una visita a…Ehi…>>fece lui incuriosito<<Non è che…Ho interrotto qualcosa…?>>concluse poi con fare molto sornione e allusivo, cosa che fece arrossire Elyse, la quale si allontanò subito da Igon, a sua volta spiazzato e disorientato da quel brusco cambio di situazione…
<<Ma…Che-che cosa…Di-Dici?!Io…Ero solo…Venuta a controllare…Come stava!>> balbettò lei imbarazzata, ma Burn non intendeva smettere di punzecchiarla<<Oh beh… Da quella distanza, di sicuro l’hai controllato per benino…Gli stavi forse contando i denti per vedere se erano tutti al loro posto?In effetti, con le botte da orbi che s’è preso, qualcuno potrebbe anche essergli…>><<Smettila di fare l’ironico e fatti gli affari tuoi!E sappi che non va bene spaventare un paziente ancora convalescente!>>tagliò corto la ragazza visivamente scocciata, mentre Igon assisteva al loro battibecco con misto di divertimento, rassegnazione, e un pizzico di nostalgia…
<<Ahaha!!Ma che convalescente!Scommetto che a quest’ora potrebbe già sferrare un bel pugno…Come questo!>>esclamò Burn, scattando senza preavviso in avanti e indirizzando un colpo verso il compagno, che di riflesso alzò il braccio destro per difendersi, percependo una dolorosa fitta alla spalla. Il pugno però si era fermato un attimo prima del contatto: Burn aveva voluto solo fare una finta…
<<MA CHE DIAMINE FAI?!?!SEI FUORI DI TESTA BURN?!?!>>lo rimproverò Elyse sconvolta dal gesto del compagno, che però ribatté sicuro della sua innocenza <<EHI!Aspetta!Giuro che mi sono fermato prima!Non l’ho toccato per nulla!Non gli farei mai del male!Andiamo, per chi mi hai preso?!Era soltanto per scherzare e…>> <<NE HO ABBASTANZA DEI TUOI STUPIDI SCHERZI!!SEI PEGGIO DI UN BAMBINO!!E SMETTILA UNA BUONA VOLTA!!>>lo interruppe lei adirata: inconsciamente, la ragazza stava assumendo un atteggiamento iperprotettivo nei confronti di Igon, che cercò di riportare alla calma la ragazza<<Dai…Calmati Elyse: non mi ha nemmeno sfiorato, davvero…È solo un po’ più allegro del solito…>>.
<<Ahah!!Vedi?Lui ha capito subito che volevo soltanto giocherellare un po’: era giusto per tenerlo in esercizio!Ahah!Dai, non è il caso di farne un dram…>><<Visto che sei in vena di allenarti…ALLORA FAI PRATICA CON QUESTO!!>>gli urlò lei ormai del tutto fuori di sé, quasi sul punto di dargli un sonoro schiaffo in faccia…
<<ELYSE!!!>>la fermò in tempo la voce del loro maestro, che fulminò entrambi con lo sguardo, prima di dir loro<<Mi fa piacere vedere che tenete al vostro compagno, ma non credete che le visite a un paziente dovrebbero essere meno movimentate?Così non lo aiuterete certo a guarire più in fretta…GIUSTO BURN?!>>lo ammonì alla fine Brahon, dandogli in contemporanea un leggero pugnetto sulla testa. E nonostante la poca forza usata, al ragazzo scappò un lamento…
<<AHIA!Ma come maestro?!Fermate Elyse dal rivoltarmi la faccia e poi ci pensate voi?E poi perché sempre e solo a me?!>>protestò lui passandosi una mano sul capo, per controllare la presenza di un eventuale bernoccolo: ne trovò uno piccolino…Cresciuto proprio vicino al punto in cui si trovava la sua cicatrice…
<<Prima di tutto, abbassa la voce: siamo in un ospedale, non in un mercato. E in secondo luogo…Non lo sai che le donne non vanno sfiorate nemmeno coi fiori?>>gli rispose l’uomo con aria leggermente galante, per poi assumere un atteggiamento più bonario e aggiungere<<Avanti: ora scusatevi e fate la pace>>.
Elyse e Burn, dopo qualche altra occhiataccia, alla fine fecero come voleva il maestro, sotto lo sguardo rasserenato di Igon, contento che l’intervento di Brahon avesse evitato che la situazione degenerasse nel peggiore dei modi…
<<Bene…E adesso ascoltatemi tutti e tre: ho molte cose da dirvi. E non saranno affatto piacevoli d’ascoltare…>>proferì in seguito lui, divenendo di colpo più serio e cupo…
<<Che cosa volete dire?Ci sono cattive notizie?!>>dissero Burn ed Elyse all’unisono, stupendosi -e infastidendosi- per la loro incredibile sincronia…
Il loro maestro allora iniziò il suo resoconto, mentre Igon ritornò pensieroso: di sicuro, gli sarebbe arrivata un’altra bella lavata di capo, una volta che il maestro avesse finito di
raccontare tutto ciò che aveva da dire…
Il solo pensiero di quell’eventualità l’avrebbe fatto sbuffare, se solo non fosse stato così
curioso di sentire cosa fosse successo: non poteva di certo immaginare quanto si sarebbe fatto coinvolgere da quella notizia, la quale, apparentemente, non avrebbe dovuto toccarlo minimamente…
Ma senza saperlo, Igon stava per mettere in moto la ruota del suo destino. Di quello dei suoi compagni. E di molti altri che ancora non conosceva…
E nessuno sarebbe riuscito a fermarlo: tutto sarebbe scaturito da una sua sola decisione…

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