#13 Nelle prigioni di Litovia [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

==Non posso crederci che lo stiamo facendo per davvero!== sussurò con forza Burn, mentre stava percorrendo le vie di Litovia assieme ai suoi compagni. A notte fonda. E seguendo la strada che portava alla prigione della città…
==Ci scopriranno in un attimo!È tutto per colpa di un…== ==Vuoi stare zitto?!Se continui a fare rumore, sì che finiremo nei guai!== gli bisbigliò Elyse per farlo tacere.
==Ora basta!Lo so che è rischioso, ma da solo sarebbe stato più difficile!Per questo ho pensato che mi avreste potuto…== ==Ma che pensiero gentile: grazie per averci considerato, oh grande “sofaretuttoio”!Così almeno insieme a noi non ti annoierai, una volta là dentro!== continuò il compagno interrompendo Igon, che però ribattè ==Andrà tutto bene, se seguiremo il piano: il Maestro distrarrà le sentinelle all’entrata, permettendoci così di entrare indisturbati, poi ci basterà arrivare fino a dove tengono i prigionieri. In fin dei conti, dobbiamo solo superare la sorveglianza che incontreremo, “addormentare” qualche guardia e…== ==Beh, un compito davvero facile, oltre che pulito…== ==E tu allora cerca di non rendercerlo più difficile!Dai, ormai siamo quasi arrivati…Eccolo: gli siamo proprio di fronte!== fece la ragazza non appena giunsero a destinazione: in un vicolo a pochi metri davanti a loro, Brahon li stava aspettando per dare inizio all’operazione. Infatti, come pianificato, l’uomo li aveva preceduti prendendo una scorciatoia opposta rispetto alla strada percorsa dagli allievi, in modo da poterli avvistare facilmente non appena sarebbero stati sul posto. Successivamente, il loro maestro fece il segnale convenuto: aperto il palmo della mano, generò per pochi istanti un piccolo globo di fuoco, sforzandosi di mantenerlo il più flebile possibile, ma allo stesso tempo abbastanza luminoso affinché potesse essere visto solamente dai suoi tre allievi. A quel punto, Burn avrebbe dovuto rispondere al segnale accendendo lievemente la propria mano. Tuttavia, il ragazzo serbava ancora dei forti dubbi circa la sconsiderata iniziativa avuta da Igon: ciò che stavano facendo non era esattamente la cosa più sensata e legale da fare…Ma oramai, era stato tirato dentro a forza…
“Igon dev’essere uscito fuori di testa!E noi dieci volte più di lui, visto che gli stiamo dando retta!Aaah!Ancora non riesco a crederci che anche il maestro si sia lasciato convincere…E dire che aveva detto a Igon di non agire più in modo avventato!Ma in fondo di cosa mi sorprendo?Non è la prima volta che fa così. E non sarà ultima…Non ho forse ragione, Maestro Brahon?”.

<<Ma sei impazzito?!Vuoi veramente farlo evadere di prigione?!>>urlò Burn dopo aver capito che Igon non stava affatto scherzando…
<<Abbassa la voce sciocco!>>lo sgridò Brahon voltandosi verso la porta, che per fortuna aveva avuto il buon senso di chiudere, prima di iniziare la discussione: se per caso qualcuno avesse ceduto alla tentazione di origliare in quel momento, sarebbero potuti finire in guai molto seri…
<<No Igon, tu non stai per niente bene!Non possiamo fare una cosa del genere!È contro la legge!>>fece Elyse sconvolta dalla proposta del suo compagno, ma il ragazzo non stava per nulla delirando<<E allora?Hai già dimenticato che la “legge” a cui ti riferisci è la stessa che ha condannato a morte un testimone prezioso e che sta volutamente sottovalutando un grave pericolo per l’intera nazione, solo perché la verità è troppo scomoda da accettare?Se questa è la legge, allora è una legge imperfetta…E stando così le cose, non ci resta altro che tentare quest’ultima possibilità, se vogliamo far emergere la realtà dei fatti!>>ribadì cercando di convincerli ad ascoltarlo, ma i suoi compagni di squadra non erano gli unici ad essere contrari: dopo aver incrociato le braccia e sospirato profondamente, Brahon esclamò<<Ma come ti è venuta in mente una follia simile?! A quanto pare non hai imparato nulla dalla tua ultima iniziativa degna di un incosciente!Prima ti lanci da solo contro dei nemici temibili…Ah, e non coprirti dietro al fatto che li avevi già incontrati, perché proprio per questo motivo avresti dovuto essere più prudente, dato che sapevi quanto fossero pericolosi!E ora, dato che a quanto pare non ti è bastato essere scampato per miracolo alla morte, vuoi pure andare contro il Senato stesso, organizzando la fuga di un prigioniero!Ascoltami bene Igon: per quanto questa sentenza possa essere troppo severa o contaminata dal razzismo, resta il fatto che agire a modo tuo non sarebbe per nulla saggio!Cerca di non farti trasportare dalla tua impulsività almeno per una volta!In questo modo non farai altro che peggiorare le cose!>><<E che dovrei fare allora?Dovrei lasciare che lo impicchino nonostante abbia detto la verità?! Questa non è giustizia!Sbaglio o sei tu ad aver detto che dare la morte a una persona è sempre una cosa infelice?!>>quest’ultima frase pronunciata da Igon colpì l’uomo nel profondo, lasciandolo sbigottito e ammutolito…
<<E inoltre…>>continuò il ragazzo<<C’è un’altra ragione per la quale voglio salvarlo: lui ha conservato una parte del nostro bottino nel suo covo. Ehe!È stato furbo: probabilmente non si è mai fidato del tutto di questo Caronio, così deve aver pensato di trattenersi una “piccola mancia” in caso le cose fossero andate male. Come in effetti è accaduto, anche se in modo peggiore di quanto deve aver immaginato…In poche parole, lui può portarci dove c’è ancora del denaro da usare come prova!Davanti a quelle monete, il Senato sarà obbligato ad indagare sul perché siano state rinvenute fuori dal Paese della Lava, fatto che chiamerà in causa il nostro indiziato, stringendo così un cerchio sempre più stretto attorno alle sue recenti attività. In pratica, la sua copertura inizierà a vacillare!Non ho forse ragione?>>ribadì Igon con enfasi crescente.
<<Ma tu come fai a sapere che dopo il furto il bottino è stato diviso in due parti?>>chiese Burn dubbioso, ma il compagno chiarì subito quel dettaglio<<Beh…Prima di prendere parte alla battaglia, ho ascoltato i loro discorsi per un po’…E sono sicuro di ricordare che questo Caronio si fosse lamentato del fatto che i ladri non avessero recuperato TUTTO il denaro richiesto. Inoltre, il loro capo aveva risposto di aver voluto prendere…“Qualche precauzione”>><<Caspita che memoria!Probabilmente al tuo posto non me lo sarei mai ricordato!>>fece Burn stupito, mentre Elyse pensò “E chissà perché la cosa non mi sorprende affatto…” senza però esternare la sua riflessione ad alta voce, per non causare un nuovo e interminabile battibecco…
<<Anche se questa è una frase che può voler dire tutto e nulla…E poi noi non sappiamo dove sia questo suo covo…>><<Ma il prigioniero ovviamente sì: è questo che stai cercando di dirci, vero Igon?È per questo che vuoi convincerci ad aiutarti, credendo che ancora una volta io ti permetta di non badare alle conseguenze che il tuo gesto potrebbe comportare a tutti noi, oltre che a te?Pensi DAVVERO che io sia disposto ad assecondarti ANCORA, dopo mille rimproveri e avvertimenti?>>intervenne Brahon squadrando con sguardo severo Igon, che con fermezza incrollabile ribattè<<Sono pronto a farlo da solo, se necessario: non so spiegarlo bene, ma ho la sensazione che lasciar morire quel bandito…Sarebbe un errore imperdonabile…Perciò sì, te lo chiederò senza troppi giri di parole: mi asseconderai ancora una volta, Maestro?>>.
A quella domanda un po’ sfacciata, l’uomo tacque per parecchi secondi, fissando il suo allievo dritto negli occhi: ciò che vide, era una forza di volontà del tutto nuova…
Alla fine, dopo essersi accarezzato con cura la barba rossa sul mento, Brahon gli rispose <<Ebbene ragazzo mio, la mia risposta è…>>.

“Sì: come sempre, del resto…Ehe!In fondo, ormai vi conosco fin troppo bene per non…”
==Avanti Burn!Che aspetti a rispondere al segnale del maestro?== lo spronò Elyse vedendolo perso fra chissà quali pensieri…
==Massì, ci stavo arrivando!Che frettolosa che sei: stavo facendo un’importante riflessione, cosa credevi…== ==Muoviti!== ribadì lei seccata…
==Agli ordini, “Maestra”…== la prese in giro Burn, per poi decidersi a procedere come da programma: protesa la mano, il ragazzo sussurrò ==Divampa!== e subito questa prese fuoco, ma la fiamma generata fu un po’ troppo vistosa…
==Spegnila subito!O ci farai scoprire!== bisbigliò lei agitata, intanto che il compagno provvedeva frettolosamente. Ma ormai il danno era stato fatto…
<<Cos’è stato quel bagliore laggiù?!L’hai visto?!>>esclamò una delle due guardie, poi anche la seconda si mise immediatamente sull’attenti e rispose<<Sì, in effetti ho notato qualcosa anch’io: meglio andare a controllare…>>.
==Diamine, Burn!Possibile che tu debba sempre fare qualche pasticcio?!== lo sgridò Elyse per l’ennesima volta, ma mentre Burn farfugliava qualche scusa poco comprensibile, Igon notò che il loro maestro aveva colto quell’occasione per approcciare e distrarre i due soldati, liberandoli contemporanemente da una situazione spinosa…
<<Sono lieto di vedere che le guardie di Litovia svolgano il loro dovere con una diligenza così tanto impeccabile>>disse l’uomo attirando la loro attenzione.
<<Chi va là?!Fatti riconoscere!>>intimarono i due soldati, impugnando le proprie lance e puntandole verso quella figura sospetta…Prima di capire di chi trattasse…
<<Generale Brahon!Vi chiedo di perdonarci per averla minacciata: non vi avevamo riconosciuto!Ma…Potremmo sapere…Perchè siete qui a quest’ora della notte?Vogliate perdonare l’indiscrezione, ma…>><<Ahaha!Coraggio, cos’è tutta questa proforma? Ahahaha!Beh…A dire il vero, avevo pensato di contribuire alla sorveglianza del condannato, ma a quanto pare non ce n’è alcun bisogno: ottimo lavoro, soldati!>>disse loro Brahon per prendere tempo e tenerli lontano dall’entrata della prigione…
<<Noi…Noi siamo onorate di sentirvelo dire, Generale Brahon!Vi garantiamo che potete contare su di noi: questa notte, nessuno si avvicinerà di un passo a questo luogo!Fossero pure decine di banditi!>>esclamò una delle guardie tutta impettita, dando poi il saluto nel modo più corretto che avesse mai fatto, poiché piena d’orgoglio per quelle parole appena ricevute. Al contrario, l’altra commise degli errori da principiante: al posto di collocare il pugno destro all’altezza del cuore e stendere sul fianco il braccio sinistro, come richiesto dal codice militare, fece l’esatto opposto, per di più assumendo una postura un po’ scomposta, con il capo leggermente chinato invece che sollevato, e non appena la sua compagna di turno glielo fece notare -con un’occhiataccia molto eloquente- la guardia sobbalzò con fare impacciato e si scusò umilmente, per poi correggersi immediatamente, senza però riuscire a sollevare lo sguardo verso Brahon: il suo fascino e il suo portamento avevano paralizzato dall’emozione la giovane soldatessa…
<<Alza lo sguardo, Yolda!Ti sembra questo il modo di salutare un Generale?!>> la rimproverò di nuovo la compagna, facendola imbarazzare ancora di più…
<<Scu-Scusami…Lodya…>><<Non devi scusarti con me, ma con il Generale Brahon!>> <<Ahahah!Andiamo, ho già detto che non c’è bisogno di essere così formali…E poi dovreste saperlo, no?Il mio titolo di Generale è puramente onorario…Ovviamente, mi fa piacere sapere che avete un’alta considerazione di me, ma…Di questo passo, finirò col montarmi la testa…Ahahah!Però sapete cosa?Mi piace il vostro spirito. Perciò, per premiarvi, ho deciso di restare ugualmente qui con voi e di aiutarvi nel vostro duro e importante compito di guardiane…Per tutta la notte!>>proclamò Brahon con teatralità, aggiungendo enfasi alle sue parole con un gesto molto simbolico: impugnata la sua lancia, l’uomo la fece roteare con una sola mano e la conficcò nel suolo con forza, porgendo poi il saluto in un modo assolutamente ineccepibile. Davanti a tanta maestria e fierezza, le due soldatesse si sentirono onorate di poter svolgere il loro incarico sotto la supervisione di un uomo così valoroso, e ricambiarono il saluto con ancora più passione, esclamando all’unisono<<Vi siamo infinitamente grate per averci concesso questo immenso onore, Generale Brahon!>>.
In quel momento, chiunque non avrebbe potuto che elogiare il loro focoso patriottismo e definirle delle soldatesse modello. Peccato che alle loro spalle fossero appena sgattaiolati tre possibili criminali: con il gesto della lancia, Brahon aveva semplicemente dato ai suoi allievi il secondo segnale stabilito, in modo da farli passare inosservati…
“Molto bene, finora tutto è andato liscio…Ma la parte difficile arriva ora, ragazzi miei: voglia la sorte che io non mi penta di averti dato fiducia, Igon!A te…E alla volontà di giustizia che per la prima volta ho letto nei tuoi occhi: che la Somma Fiamma vi protegga, giovani promesse di questa nazione!” pensò il loro maestro con molta speranza e sincera preoccupazione, ma soprattutto con tanto orgoglio, mentre i suoi tre allievi varcavano una soglia destinata a chi non riceveva altro se non l’infamia: dall’esito di questa folle e illecita iniziativa, dipendeva il destino della loro Terra…

Grazie alla distrazione guadagnata da Brahon, i tre compagni erano riusciti ad entrare indisturbati nel carcere della città. Ma la loro, più che una missione furtiva, sembrava essere una gita spensierata…
<<Ma che mito è il nostro maestro?È davvero il più grande di tutti!Avete visto come lo rispettavano quelle due guardie?Sembravano quasi temerlo!>>disse Burn euforico.
<<Beh, contando che stava recitando e che le ha raggirate mentre stavano svolgendo il loro dovere…Non fraintendermi: so che era necessario, ma…Ecco, un po’ mi dispiace per loro…>>affermò Elyse leggermente contrariata, ma il compagno ribattè<<Ma che importa?Ciò che conta è essere riusciti a entrare qui dentro!E poi non hai visto che facce avevano quelle soldatesse?Ehe!Siamo stati fortunati che questa notte fossero di turno delle ragazze: il maestro è un vero sciupafemmine!>><<Che maleducato che sei!Non sai proprio cosa significhi rispettare i sentimenti delle donne!E poi, è più che normale che abbiano dovuto rispettare l’autorità di un loro superiore!Se fossi stata al loro posto…Beh…Anche io…>> “…mi sarei comportata come loro” fu sul punto di dire la ragazza, ma si bloccò di colpo, prima che Burn potesse fraintendere le sue parole e sfruttarle per formulare una delle sue infinite e stupide insinuazioni. Specialmente quelle di un CERTO tipo…
<<Tu…Cosa?>>le domandò ugualmente il ragazzo per farla cadere in trappola, ma lei troncò subito la discussione<<No, niente…Fa’ finta che non abbia parlato!>>.
<<Eh no!Ora mi dirai cosa stavi per…>> ==Insomma, volete stare zitti?!Ormai non possiamo più permetterci errori: se venissimo scoperti…Beh, non c’è neanche bisogno di dirlo, no?== li rimproverò a bassa voce Igon, che in quel momento non era dell’umore giusto per sorbirsi i loro soliti bisticci…
==Hai ragione, scusami…Ma non sopporto più questa testa di…“Burn”!== bisbigliò lei con stizza, usando il nome del compagno al posto di termini più coloriti…
==Ehi!Che vorresti dire?Cosa dovrebbe significare “testa di Burn”?== chiese curioso il
diretto interessato. A quel punto, Elyse sbuffò e aggiunse ==Prova a usare la tua immaginazione: ormai il tuo nome per me ha assunto tanti significati. Ovviamente, uno peggiore dell’altro…== terminando poi con una risatina che infastidì il ragazzo, il quale era sul punto di controbattere nuovamente. Ma Igon, con sguardo ammonitore, gli fece capire che ne aveva davvero abbastanza…
Tornata la tranquillità, il gruppo percorse un lungo corridoio, arrivando in seguito davanti a una robusta porta in legno, che conduceva alla prigione sotterranea vera e propria. Aprirla non fu problematico, una volta trovata la chiave: proprio come riferito dal loro maestro, era stata nascosta dietro al quarto mattone sotto la torcia posta a destra dell’entrata per il livello inferiore.
<<Almeno si sono sforzati di nasconderla>>commentò Burn sardonico.
<<In effetti, non si può dire che sia un nascondiglio eccezionale…Ma senza saperlo, dubito che qualcuno ci arriverebbe da solo: proverebbe a forzare o a sfondare la porta, rischiando di farsi scoprire e perdendo tempo prezioso. È stato un bene che il Maestro abbia accompagnato il prigioniero di persona fino al momento in cui è stato messo in cella>>affermò Igon poco dopo, soddisfatto che il piano stesse procedendo nel migliore dei modi. Almeno per il momento…
A questo punto, il gruppetto ripose la chiave al suo posto e chiuse con attenzione la porta, per poi scendere lungo una scalinata tortuosa, che conduceva ad una stanza più ampia e a diversi metri di profondità. Qui Igon si accostò al muro, raccomandando ai suoi due compagni il massimo silenzio. In seguito, il ragazzò si sporse di poco per valutare la sicurezza della zona: con suo grande sollievo, vide che l’unico soldato di guardia, che in teoria avrebbe dovuto essere vigile e pronto a dare l’allarme al minimo segnale d’irregolarità, stava beatamente e rumorosamente russando sopra un rozzo sgabello, col gomito appoggiato sul tavolo, col braccio a fargli da cuscino…E con un sottile filo di bava che gli pendeva dalla folta barba castana…
“La fortuna è dalla nostra” pensò Igon con un sorriso, facendo segno agli altri che potevano proseguire senza problemi. Ma il soldato addormentato non era solo…
<<Ah!È così che fai la guardia, razza d’incapace?!>>esclamò un secondo soldato attirato dal russare dell’uomo, che non ebbe un risveglio sereno: un calcio ben piazzato lo fece rovinare a terra, riportandolo indietro dal mondo dei sogni…
<<Aaaah!Che co-cosa…M-Ma chi-chi è sta-stato?Che mo-modi s-sono que-s-sti-ti…>>
<<Sono i modi da usare con un nullafacente e scansafatiche come te!E ringrazia che ti sei
preso un semplice calcio nel culo: se ti becco un’altra volta mentre ti fai un pisolino, ti facciò radiare dall’esercito all’istante!È chiaro, soldato?>>lo ammonì il suo superiore con tono perentorio e autoritario, che fece finalmente rendere conto alla guardia dormigliona chi avesse bruscamente interrotto il suo sonno, tanto che con grande imbarazzo e timore si issò subito in piedi e diede il saluto balbettanto<<I-I-Io…V-Vi c-c-chiedo…U-U-Umil-l-l-me-me-ment-te…Pe-Pe-Per-d-d-d-d-dono…>><<Bah!Risparmiami la tua balbuzia, Burbak!Piuttosto d’ora in avanti tieni gli occhi aperti e non far passare nemmeno un topo, sono stato chiaro?>><<M-M-Ma si-si-signore…Que-l-l-le-le be-be-stio-li-li-ne…S-Sono t-tr-tr-trop-po velo-c-ci…>>cercò di dire il soldato, nonostante gli fosse molto difficile anche solo provarci, ma l’altro uomo, sul punto di scoppiare, sgranò gli occhi e gli urlò furente<<NON M’IMPORTA!!!VEDI DI RITORNARE AL TUO CAZZO DI POSTO, PRIMA CHE TI CI MANDI IO A PEDATE!>>.
Dopo quella minaccia, Burbak si affrettò a recuperare lo sgabello e ci si sedette sopra terrorizzato, ma nel farlo inciampò diverse volte, sotto lo sguardo sprezzante del suo superiore, che con una smorfia di rabbia e fastidio se n’è andò borbottando<<Tsk!Ma chi l’ha raccomandato quell’incapace?Se penso che qualcuno avrebbe potuto passargli sotto il naso mentre se la stava dormendo grossa…PUAH!>>.
A quell’ultima frase, Burn trattenne a fatica una risata, ma subito Igon ed Elyse gli tapparono la bocca: dopo essere riusciti per un soffio a imboccare l’uscita della stanza e a girare l’angolo appena un attimo prima che comparisse la seconda guardia, non era decisamente il caso di mandare tutto quanto all’aria…
Poco dopo, i tre proseguirono verso la stanza delle celle, ormai non molto lontana.
<<Ma com’è stato prepotente con quel pover’uomo?Mi ha fatto pena…Certo, so che non avrebbe dovuto dormire, visto che il suo compito era quello di vigilare, ma in fondo a quest’ora della notte è normale che possa scappare un colpo di sonno…E poi non riusciva nemmeno a parlare bene…>>commentò Elyse dispiaciuta, senza poter immaginare che per una volta Burn non l’avrebbe contraddetta…
<<Ben detto Elyse: è facile fare il gradasso con chi non può manco risponderti per le rime!Eh!Avrei voluto tanto dare una bella lezione a quel pallone gonfiato!>>disse il compagno in modo animato, suscitando nella ragazza un certo rispetto, che le fece aggiungere<<Ehi Burn…Credo che dovresti essere così più spesso>>.
<<Beh, grazie…Eheh!Ma io sono sempre…Ehi, aspetta…In che senso più spesso?!>> domando il ragazzo un tantino offeso…
<<Emh…No, come non detto…>>sospirò lei rassegnata, mentre il compagno era già sul piede di guerra…
<<Insomma, basta voi due!Ormai ci siamo quasi: non sfidiamo troppo la sorte!>> li riprese nuovamente Igon ormai stufo dei loro stupidi battibecchi, sperando che questa volta avessero ricevuto il messaggio.
In seguito, il gruppo procedette ulteriormente -e senza più fiatare- tra i vari corridoi del piano, arrivando infine a destinazione: davanti a loro si apriva una lunga galleria con numerose celle, la maggior parte delle quali non ospitava nessun prigioniero. Tuttavia, altre risultarono essere occupate. E fra quegli “inquilini”, nessuno sembrava voler seguire l’esempio di Burbak…O meglio, non c’erano riusciti…Anzi, per la precisione, non avrebbero potuto farlo nemmeno volendolo, vista la “vivacità” di uno di loro…
<<Aaaaaaah…Quel dannato animale…Ma quando la finirà di dare aria alla sua fogna?!>>
<<È da quando è arrivato che fa urlare quei due come pazzi…E ora ogni notte non ci fa dormire!>><<Per fortuna domani gli strozzeranno quel collo e non ci darà più noie…Puah!>>si lamentarono alcuni carcerati, parecchio infastiditi dalle continue grida che echeggiavano ovunque per quell’angusta galleria.
==Sembra che il nostro ladruncolo non sia molto ben voluto, qua dentro…Beh, non me ne meraviglio!Ahah!== si lasciò sfuggire Burn sarcastico…
==Ma ti sta così antipatico?== chiese Elyse al compagno, che subito rispose ==Puoi giurarci!Se fosse stato per me, l’avrei lasciato qui al fresco!Ma sembra che possa esserci ancora d’aiuto, quindi…Vedrò di sorvolare sul suo pessimo e discutibile senso dell’umorismo…Ma guai a lui se ci riprova ancora!==.
Ma Elyse, nonostante Burn avesse usato più volte parole del genere, sapeva che in realtà nemmeno lui voleva vedere quel ladro sulla forca: lo dimostrava il fatto che avesse appena ammesso che in precedenza era già stato d’aiuto…
==Vuoi ricambiargli il favore, vero?Per aver aiutato Igon durante il combattimento, intendo…Aha!Che testone!Perchè non lo ammetti e basta?== fece la ragazza con l’aria di chi sapeva di aver centrato il punto…
==Cosa?!Ma…Ma figurati!Lo faccio soltanto perché non abbiamo altra scelta!Tsk! Aiutato?AH!Ma se è stato ridotto a uno straccio!Se non fossimo arrivati noi, chissà cosa sarebbe successo…== ribattè lui con fare un po’ impacciato, suscitando una risatina da parte della compagna…
==Ti dico io cosa sarebbe successo: saremmo morti. Entrambi== affermò Igon con schiettezza ==È anche per questo motivo che non voglio abbandonarlo al suo destino: avrebbe potuto cercare di fuggire alla minima occasione, ma ha combattuto al mio fianco per vendicare la morte dei suoi compagni. In questo senso, mi somiglia molto. Perciò, portarlo fuori da qui mi sembra il minimo che possa fare. Anzi, che possiamo fare…Dico bene, Burn?== concluse il ragazzo rivolgendosi all’amico, il quale si limitò a borbottare ==Beh, visto che ormai sono qua, tanto vale andare fino in fondo…== suscitando così l’approvazione del compagno.
==Piuttosto…Come facciamo con questi galeotti?Non possiamo certo passare davanti alle celle come se niente fosse: ci noterebbero subito!== fece presente in seguito Burn.
Ma Igon aveva già pensato ad una soluzione…
==Basta che non ci vedano, giusto?Bene, allora lasciate fare a me== disse lui con tono sicuro, per poi avvicinarsi all’entrata della galleria e posare le mani a terra: di colpo, due lunghe e spesse muraglie di roccia si ersero dal suolo e percorsero l’intero passaggio, rivestendone entrambi i lati e sigillando ogni cella presente all’interno.
Ovviamente, i carcerati si allarmarono all’istante non appena si accorsero di essere stati lasciati nella più completa oscurità. Tuttavia, le solide pareti in pietra attutirono il rumore delle loro grida terrorizzate, che si ridussero a fiochi gridolini.
<<Ma che diamine hai fatto?!Il rumore potrebbe aver attirato l’attenzione di qualche guardia e…>><<Non c’era altro modo per non farsi riconoscere: vista l’ora tarda, ho dato per scontato che li avremmo trovati tutti a dormire, ma sembra che il nostro sedicente attore si diverta a inscenare i suoi spettacoli persino in catene…E inoltre, il suo nuovo pubblico pare apprezzarlo così tanto da rimanere sveglio fino a notte fonda…Ehe!>> si giustificò il ragazzo scherzando davanti alle preoccupazioni di Elyse, la quale tuttavia non pareva molto convinta: certe volte, anche Igon si comportava in modo impulsivo…
<<Allora vediamo di fare in modo che questi non siano i suoi ultimi “spettacoli”>> li esortò Burn mettendosi a capo del gruppo.
<<Ben detto: stando alle informazioni del maestro, ormai dovremmo essere vicini alla cella in cui lo tengono prigioniero, quindi muoviamoci!>>fece Igon con enfasi, per poi attraversare la galleria assieme ai suoi compagni, mentre le lamentele dei prigionieri continuavano a rimanere inascoltate…
==Ehi!Qualcuno ci dica che cosa sta succedendo!Che scherzi sono questi?!== ==Io…Io non ce la faccio più!Voglio…Voglio uscire da qui!Odio questo buio!== gridarono invano alcuni di loro, tentando di attirare l’attenzione delle guardie…
Alla fine però, la maggior parte di loro smise di protestare e si rassegnò a quella nuova ed inaspettata condizione…
Ma in tutto questo trambusto, ci fu anche chi riuscì addirittura a cogliere l’occasione per trovare quel sonno così tanto ricercato e agognato…
==Yaaaaawn…Non so a chi sia venuta questa strana idea o cosa stia succedendo di preciso là fuori….Ma finalmente, sembra che si possa dormire in pace…Almeno così non sentirò più i versi di quell’animale molesto…E magari, quando mi sarò svegliato, lui sarà già fuori da qui…Con un bel torcicollo…Ehe…==.
Chiunque fosse l’assonnato uomo in quella cella oscura, sarebbe stato sicuramente felice di sapere che la sue speranze si sarebbero realizzate molto presto. Anche se in maniera un po’ diversa da come avrebbe voluto…
Ma come si diceva nel gergo dei ladri: “A bottino arraffato, non esser ingrato”.
E lui quell’ambiente lo aveva conosciuto assai bene, a suo tempo…Così come aveva conosciuto, sempre a suo tempo, quel portatore d’insonnia che anche questa notte gli stava impedendo di dormire…Come quando entrambi facevano ancora parte della stessa banda di briganti…Quando ancora…Quando…
“DOOOORMIIII…”
Ah giusto…Era ora di dormire…Sì, di dormire…Finalmente…Era così bello dormire…
Già, molto bello…Perché a lui piaceva davvero dormire…Dormire tutta la notte…
Dormire…E ancora dormire…Perché finché dormiva…Tutto andava bene…
Finché lui dormiva…“L’ALTRO” era tranquillo…Già…“L’ALTRO”
Finché “L’ALTRO” era tranquillo…Tutto andava bene…
Quindi era molto meglio dormire…Sì…Dormire…Dormireee…Doooormiiireeee…
Dooooormiiiireeeeeee…DOOOOORMIIIIREEEEEEHEHEHEHEHEHHEHE!!!!!!!

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