#14 Nella tana… Della belva?

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

==Ancora un po’ e ci siamo!== sussurrò Igon ai suoi amici, mentre continuavano a percorrere i corridoi della prigione: in base alle direttive del loro maestro, ormai mancava davvero poco per raggiungere il prigioniero. Infatti, dopo aver girato nuovamente l’angolo e costeggiato silenziosamente per qualche minuto la parete dell’ennesima galleria, il gruppo scese un’altra scalinata e arrivò infine davanti alla porta che avevano cercato per tutto questo tempo: la “Soglia della Morte” -era il nome con cui Brahon l’aveva sentita chiamare dai detenuti- oltre la quale si trovava la camera appositamente destinata ai condannati alla pena capitale, per i quali, a quel punto, non c’era più alcuna speranza di salvezza.
==Ohoh!Ecco finalmente la porta dal nome tanto allegro…== ironizzò Burn, cosa che ad Elyse parve un tantino fuori luogo…
==Beh, contando che chi entra qui esce solo per morire poco dopo, come ti aspettavi venisse chiamata?== affermò Igon senza dare troppo peso alla sciocca battuta del compagno: al suo posto, Brahon probabilmente gli avrebbe fatto crescere qualche altro bel bernoccolo sulla testa…
==Ehi!Sentite come si stanno sgolando le guardie!Ci credo che quelli di sopra non riescono a dormire…== commentò ancora Burn, mentre dei turpiloqui di vario genere echeggiavano con fragore per le strette gallerie della prigione: era stato proprio grazie a quel continuo rimbombo se erano riusciti ad orientarsi facilmente nella struttura…
==Allora?Che cosa stiamo aspettando?Il nostro aspirante attore si trova qui dentro, dico bene?Perfetto: c’è qualche altra chiave da scovare, oppure posso sfondare la porta?== domandò Burn in modo concitato, già sul punto di avvampare i pugni…
==Vuoi sfondare una porta in ferro?!Ma sei scemo?!Finiresti solo per far casino e farci scoprire!E comunque, prima dovremmo accertarci che questa porta sia effettivamente quella giu…== tentò di dire Elyse, prima di essere soverchiata da feroci urla provenienti dall’interno della stanza…
<<TACI!!Come osi infangare l’onorevole nome delle Savie Fiamme con quella tua sporca lingua e prenderti gioco di loro?!Dovrei strappartela di bocca con le mie stesse mani e sciacquarla nel tuo sangue in questo stesso momento!!>><<Adesso basta!Non farti più provocare da quella bestia!E tu vedi di chiudere quella fogna, se non vuoi che consideri l’idea del mio amico!Siamo stufi delle tue menzogne!Ma cosa credi?!Sappiamo
bene che stai cercando solo di salvarti la pelle: non c’è uno straccio di prova che confermi le tue favole pietose!>>.
==Sì, direi che è quella giusta== le bisbigliò Burn con un sorrisetto…
==Già…E a quanto pare, sta dando spettacolo…== aggiunse poi Igon.
==Questo lo vedo…Ma quanto li avrà fatti esaurire, per ricevere simili minacce?== si chiese la ragazza con una smorfia di sconcerto sul volto…
==A giudicare dalla loro “calma”…Direi parecchio== scherzò di nuovo Igon…
==Mmh…La loro idea non è male…Ma se fossi stato al loro posto, avrei pensato a un trattamento più…“CALOROSO”!Ehehehe!== affermò il ragazzo scaldando i pugni, con un’espressione quasi maniacale, benché palesemente finta e caricaturale…
Evidentemente però, i suoi compagni dovevano avergli creduto sul serio, per girarsi
verso di lui e fissarlo con sguardo tanto allarmato…
Vedendoli così turbati, Burn scoppiò in una risatina divertita, che fece capire ai due amici la natura scherzosa di quel repentino ma finto attimo di sadismo…
==Com’è che adesso è venuta pure a te la voglia di fare teatro?== esordì Elyse ironica.
==Ahah!Tu dici?Beh, chi può dirlo?Magari, potrei avere un talento naturale per le belle parole e…== <<Grorash’eremathé…Budarà!>>ruggì di colpo una voce carica d’odio e da cui trapelava un palese e forte istinto omicida…
<<Cos…Cosa ci hai appena detto?!Brutta bestia!Non hai nemmeno il coraggio di sputare il tuo veleno in modo chiaro!Perché non lo ripeti senza nasconderti dietro alla tua rozza e sporca lingua?!>>esclamò in seguito una delle due guardie, la cui voce risuonò per l’ennesima volta per tutto il livello inferiore della prigione.
<<Sekar’ase ner’uwa, terath’opasar poros’urash…Turath’ubadar’oraka!Ahahah!>> continuò poco dopo il prigioniero con lo stesso tono di prima, suscitando nuovamente le doti vocali dei suoi sempre più spazientiti guardiani.
==Ritiro quello che ho detto: non credo riuscirei a impare questo genere di frasi…== fece Burn senza avere la più pallida idea di cosa avesse appena ascoltato.
==Ma che…Che razza di lingua era?!== sussurrò Elyse, anch’ella nel medesimo stato mentale del compagno di squadra.
==Non ne ho idea…Forse…Quella che si parla nella sua terra natale?== ipotizzò Igon con tono altrettanto sbigottito, per poi aggiungere ==Ad ogni modo: prima lo tiriamo fuori da qui, e prima potremo chiedergli di toglierci questa curiosità== ==Già, ma non so fino a che punto m’interessi sapere ciò che ha detto…Comunque, come facciamo ad aprire la porta?Il Maestro ha detto che qua sotto le chiavi se le passano da soldato a soldato solo al cambio della guardia…Senza contare che dobbiamo anche trovare un modo per aggirare quei due…== sussurrò la ragazza, mentre dava un’occhiata furtiva attraverso la feritoria rettangolare della porta.
==Mmh…Al cambio della guardia, eh?Mi hai fatto venire in mente un’idea…Sì, lasciate fare a me. Ma datemi solo un attimo per concentrarmi: questa volta devo cercare di dosarmi il più possibile== intervenne il ragazzo con aria sicura, mentre poggiava una mano sul muro: per parecchi secondi, egli rimase in silenzio…
Immerso in un profondo stato di analisi…
Poi, tutto ad un tratto, Igon disse ==Sono pronto: ora attirateli verso la porta==.
==Ehi!Sei sicuro di quello che stai facen…== ==Fate come ho detto!== ribadì lui davanti all’incertezza di Burn ed Elyse, i quali alla fine però obbedirono a quella richiesta per loro così azzardata: dato un forte colpo alla porta in ferro, i due attesero di vedere come avrebbe proceduto Igon…
Ovviamente, il rumore prodotto mise in allarme la coppia di soldati, i quali si diressero subito all’entrata della stanza con le armi ben in vista.
<<Chi va là?!>><<Cambio della guardia!>>sbottò Igon abbassando la propria voce fino a renderla abbastanza roca da farla sembrare quella di un adulto…
<<Strano: dovrebbe mancare ancora un po’ al cambio della guardia…O beh, ci fate solo un gran favore: ne abbiamo le palle piene di questo qua!>>disse uno dei due uomini, apparentemente caduto nella trappola…
==Qualcosa non quadra: non si sono fatti nemmeno riconoscere attraverso la feritoria…
Tsk…Saranno dei nuovi arrivati…== sussurrò in seguito al suo compagno, il quale, altrettanto insospettito, gli rispose ==Beh, peggio per loro: il regolamento va rispettato…Ascoltami: appena apro la porta, gli puntiamo i nostri bei spilloni alla gola…Così vedi che la prossima volta se lo ricordano…== ==Ben detto…Uno spavento gli farà più che bene…Ma aspetta: e se invece fossero…?== ==Se non sono dei nostri…Beh, allora li impaliamo seduta stante…No?== ==Eheh…Giusto…== si accordarono le due guardie, per poi accostarsi lentamente ai lati della porta e darsi un cenno d’intesa…
<<Ora vi facciamo entrare, un attimo solo>>finse spudoratamente l’uomo, per poi sbloccare la serratura, riattaccare il mazzo alla cinta…E, con molta flemma, mettere una mano sulla maniglia…
==Al mio tre: uno…Due…== ma nel momento esatto in cui stava per dire “tre”, dalle pareti della stanza si estesero due blocchi rettangolari, che colpirono i soldati alla testa e li fecero cadere a terra con un tonfo sordo, per poi ritrarsi nel muro.
<<Igon!Ma che hai fatto?!Non li avrai mica…>><<Tranquilla Elyse: sono solo svenuti. Mal che vada, una volta svegli si ritroveranno con un bel mal di testa>>la rassicurò il ragazzo, che si era concentrato proprio per dosare la forza magica utilizzata, in modo da non arrecare danni troppo seri ai due uomini.
<<Ma dove saran…Eccole qua!>>esultò Burn, stringendo fra le mani il mazzo di chiavi che aveva appena sottratto ad una delle guardie prive di sensi: nemmeno il tempo di entrare, che già si era fiondato a rovistare su quegli inermi soldatini…
Intanto, dentro la cella, il prigioniero non credeva a quello che stava succedendo, tanto che per la prima volta si lasciò scappare una sincera e non teatrale esclamazione di sorpresa<<Voi…?!Cosa…Cosa ci fate qui?!Cosa pensate di…>>.
<<Ehe!Che ci facciamo qui?È semplice…>>rispose Burn lasciando a metà la frase, mentre provava una alla volta tutte le chiavi del mazzo, non sapendo ovviamente quale fosse quella giusta. Quando finalmente la trovò, il ragazzo la girò tre volte dentro la serratura della cella, per poi aprirne l’inferriata cigolante e affermare ironico <<Preserviamo la sanità mentale delle nostre guardie: ancora un altro po’ e le avresti rese mentalmente incapaci di svolgere il loro compito per tutto il resto della loro vita!E poi chi ci pensa alla sicurezza della nostra città?>>.
Quella battuta inaspettata disegnò un sorriso sul volto del prigioniero, che in seguito si tramutò in una vera e propria risata di divertimento: adorava quel genere di spirito…
<<Ahahah!Niente male, ragazzo torcia: potresti avere un talento nascosto per la comicità, oltre a quello di fiammifero ambulante!Ahahahaha!>>ricambiò con una delle sue ormai ben note e pungenti battute…
Dopo quell’ENNESIMA spiritosaggine, Burn si girò verso i suoi compagni, che a stento si stavano trattenendo dal ridere, e domandò sospirando<<Igon…Sicuro che ci serva tutto…Intero?Perchè mi sta venendo una gran voglia di…>>per poi completare la frase con tono ben più minaccioso<<…ANTICIPARE I TEMPI!!!>>.
<<Ahaha!Ci ho visto giusto: sei una talento nato!Aha!Ehi, che ne dici?Se mi liberi da questa topaia, potrei prenderti come mio allievo e affinare la tua tecnica ancora grezza ed elementare!Poi, insieme, potremmo girare il mondo intero e organizzare spettacoli degni di essere…>><<NO GRAZIE!>>lo bloccò Burn sul punto di scoppiare dalla rabbia <<CREDO…Credo che lascerò questo talento lì dov’è…E forse, dovrei fare lo stesso con te…O magari…ORA potrei essere IO…Ad istruirti su come essere…Un fiammifero provetto…Vuoi provare a sviluppare…>>concluse il ragazzo con i pugni in fiamme e con un sorriso spiritato<<…QUESTO TALENTO?!>>.
<<Ahaha!Oh no, no!Non mi permetterei mai di spodestarti…Ma ho un’idea: nel caso in cui non riuscissi più ad accenderti da solo, potrei sempre darti una mano con le mie scintille…Aha!Allora, che ne dici…Fiammero ambulante?!>>ribattè ancora una volta il prigioniero con la sua solita ironia sferzante, a pochi metri da un Burn che, da un momento all’altro, si sarebbe VERAMENTE acceso dalla rabbia…
<<Ora basta!Ne ho davvero fin sopra ai capelli di te!Ancora un’altra battuta e…>> <<Ahah!Già!Coi capelli che ti ritrovi, saresti proprio un’ottima torcia…Ma forse ti calmaresti un po’, dopo una bella spuntatina…>>gli sibilò il prigioniero, con un chiaro messaggio provocatorio, ancora una volta veicolato dalla sua lingua tagliente…
A questo punto, Burn non ci vide più: in uno scatto d’ira, sferrò un pugno contro il prigioniero, senza rendersi conto di quello che stava facendo…
In un attimo, Igon ed Elyse si mossero per fermare il compagno fuori di sé, ma non ci fu bisogno del loro intervento: occhi penetranti e selvaggi incontrarono quelli di Burn, che d’istinto si bloccò proprio un secondo prima di mandare a segno il colpo…
Per un piccolo istante, al ragazzo era parso di percepire una forte volontà omicida, in quello sguardo così ferale…Che fosse stata solo…Una sua suggestione?!
E allora cos’era…Quella fredda sensazione…Lungo la schiena?!
Che si trattasse forse di…PAURA?!
<<Ahahah!Dovresti vedere la tua faccia: è più bianca di un lenzuolo!Ahahahah!Beh, pure quelle dei tuoi amici non sono niente male…Emh…No dai…Andiamo!Vi ho davvero messo paura?Ahahah!Beh, che ci posso fare?Sono pur sempre un maestro della recitazione!>>scherzò il prigioniero riferendosi a Igon ed Elyse, che in effetti erano stati contagiati da quel repentino e gelido clima di tensione.
“Questo tizio…Non è normale…” pensò la ragazza raggelata.
Persino Igon, in quel momento, si stava chiedendo se fosse stato saggio a proporre di liberare uno sconosciuto…Specialmente un criminale…Specialmente uno come LUI…
In fondo, non sapeva nulla di lui…NULLA…
A parte le sue abilità eccezionali…E potenzialmente letali…
Rapidità…Prontezza di riflessi…Sensi acutissimi…E sangue freddo…
Che dietro a quella falsa maschera di giullare, teatrante, e comico mordace…Si stesse nascondendo invece uno spietato e glaciale assassino…?
In fondo, una volta privo di catene, avrebbe potuto benissimo eliminarli tutti…Per poi evadere per conto suo…E riottenere così la libertà…
Che si fossero ingenuamente cacciati…Nella tana di una belva…?
<<Emh…Allora?Mi liberate o no?Siete qui per questo o mi sbaglio?Dai, non ve la sarete davvero fatta addosso?Ahah!In tal caso, non potrei far altro che complimentarmi ancora una volta con me stesso, per un’altra eccellente dimostrazione delle mie sublimi doti recitative…Ehe!Beh sì, devo ammetterlo: modestamente, sono un astro nascente del teatro e della poesia, della satira e dell’oratoria…Oltre che del furto e della rapina, ovviamente…Ma forse anche del…>><<Non una parola di più!NON UNA!O giuro che ti lascio qui in compagnia dei topi che infestano questo posto!Così magari ti riesce d’insegnare a quelle bestiole qualcosa del tuo repertorio!>>lo ammonì di nuovo Burn, che ormai, dimenticato il timore di poco fa, era ritornato chiassoso come sempre…
Anche Igon ed Elyse sembravano aver allontanato dalla mente i loro funesti pensieri, tanto da ridacchiare in silenzio alle spalle del loro povero e pluriumiliato compagno… Quasi avessero scordato che si trovavano ancora in una prigione sorvegliata…
<<Aha!Beh, quello sì che sarebbe un vero talento!>>aggiunse ancora il prigioniero in riferimento alla possibilità di avere dei roditori come allievi, mentre il ragazzo, ricorrendo a tutta la pazienza che aveva in corpo e con sincero pentimento, lo liberava dalle catene che per interi giorni gli avevano indolenzito le caviglie e i polsi.
<<Aha!Oooh Libertà!Al fine, al tuo caro e natale lido io mi accingo ad attraccare, lungi ormai dai funesti artigli della Fiera Cacciatrice!Possa il tuo prospero vento di vita condurmi ancora verso nuove imprese…>><<CHIUDI…QUELLA…BOCCA!!!>> esplose il ragazzo con occhi incendiati dalla furia: non aveva la benché minima voglia di ascoltare fino alla fine quella poesia improvvisata!
<<Oh!Ma cos’è questo repentin tornado d’ira?!Ahimè!Il suo furore per invidia spira, e in lui brucia il fuoco della gelosia!Sicchè mai potrebbe in egli favillare la fiamma della poesia!>>recitò imperterrito e con ancora più gestualità di prima, colui che fino ad un attimo fa sembrava essersi rassegnato al suo ineluttabile fato: Burn, in quel momento, avrebbe davvero voluto tramutarlo in un pira vivente…
“È innegabile che abbia del talento…” rifletté Elyse senza esternare questa sua riflessione: qualcuno di sua conoscenza non avrebbe di certo apprezzato che venissero fatti degli elogi al suo ormai nemico naturale…Soprattutto da parte dei suoi amici…
<<Va bene!Abbiamo capito che hai la passione per i versi, ma ora credo sia il caso di
alzare i tacchi prima che arrivi qualcuno>>suggerì Igon deciso, per poi lanciare un’occhiata esortativa all’amico ancora fumante…
<<Sì, credo sia una buona idea. In fondo, sarebbe un vero peccato, o per meglio dire un crimine verso l’arte, un articidio in piena regola, se le mie ali venissero tarpate ancor prima di spiccare il volo della libertà!>>concordò l’aspirante evasore, suscitando l’ovvia e prevedibile reazione di Burn<<Il vero crimine è ciò che stiamo facendo noi: aiutarti a tornare in circolazione!Altro che artidi…Artisi…Articipio! >>.
<<Si dice ARTICIDIO, mia cara torcia ambulante: problemi di lessico?>>lo corresse lui con un sorriso beffardo, mandandogli per l’ennesima volta il sangue alla testa…
<<TE LA SEI PROPRIO CER…>>tentò di reagire il ragazzo, quando di colpo la causa della sua irrequietezza gli tappò la bocca e fece cenno di tacere anche agli altri. Mugugnando rabbiosamente, il ragazzo scostò schifato la mano e schiamazzò diverse lamentele, ma i suoi compagni lo zittirono senza troppi complimenti…
<<Arrivano>>aggiunse in seguito il ladro -barra poeta-, chiudendo gli occhi e muovendo le orecchie in direzione del suono che stava percependo, sotto gli occhi incuriositi e colpiti dei tre compagni, che si stupirono del suo incredibile udito: a quanto pareva, la vista non era l’unico senso ipersviluppato su cui poteva contare…
<<Sono in due: dev’essere arrivata l’ora di dare il cambio…E questa volta per davvero…Presto, nascondetevi!>> disse loro mentre si dirigeva inspiegabilmente…
Dentro la sua cella?!
<<Ma…Questo è un miracolo: se ne torna nella sua tana!Possiamo lasciarlo qui?>> chiese speranzoso Burn, senza però vedere accolta la sua disperata richiesta…
<<Dacci un taglio Burn!Deve avere in mente qualcosa: facciamo come dice!>>esclamò Igon, mentre i tre cercavano concitatamente un posto in cui nascondersi. Ma in una stanza del genere, poco ampia e del tutto priva di un qualsiasi riparo o anfratto, era a dir poco impossibile attuare una simile idea. Senza contare quei due corpi a terra che non sarebbero di certo passati inosservati…
<<Nascondersi?!È una parola: non c’è un solo buco in cui infilarsi qua dentro!A meno che tu non voglia già prenotare un posto nelle celle qui attorno!Perché è lì che finiremo! Quindi perché non ce ne scegliamo tutti una già da adesso?!Guardati in giro: sono tutte libere!Aspettano soltanto noi!CHE FORTUNA EH?!>>si mise a polemizzare Burn agitato e messo ulteriormente in allarme dalla consapevolezza che ben presto quelle guardie li avrebbero colti con le mani nel sacco…
“Maledizione!Ci dev’essere un modo!” ragionò Igon con tutta la rapidità e la lucidità che poteva disporre in un momento simile. Poi, quando ormai sembravano destinati ad essere scoperti, il ragazzo ebbe una trovata geniale…

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