#15 Attori per necessità [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)Autore: Riccardo Ferro

<<Tsk!Che nottataccia che ci attende…>>disse l’uomo reclinando il capo e sbuffando con forza e nervosismo, oltre che con evidente stanchezza.
<<Lascia perdere: se penso che dobbiamo sorvegliare QUELLO LÀ, mi viene già il mal di testa!Mi chiedo proprio perché non l’abbiano sistemato una volta catturato…Puah! Non è nemmeno umano!>>fece disgustato il suo compagno di turno.
<<Ehe!Senti come urlano quei due poveracci: devono proprio aver perso le staffe!>> aggiunse il primo soldato, riferendosi alle urla che provenivano dalla stanza di sotto.
<<E qualcosa mi dice che non saremo da meno…Eh!>>scherzò l’altra guardia, forse in un tentativo di sdrammatizzare la loro imminente e snervante situazione…
Proseguendo nel loro tragitto, i due scesero delle strette scale e raggiunsero il piano della prigione destinato a coloro che ormai avevano la vita appesa a un filo. Compreso quello “speciale” prigioniero, che da giorni ormai era l’incubo di ogni soldato a cui era stato assegnato l’ingrato compito di fargli da guardia…
<<È da un sacco che non ci fanno scendere qua sotto. Anzi, ora che ci penso…Quand’è stata l’ultima volta che il Senato ha condannato a morte qualcuno?>><<Mmh…È stato qualche anno fa…Ma di preciso non ricordo…Oramai la nostra Terra è in pace da quasi vent’anni e le condanne capitali sono andate via via scemando…Però mi pare che anche quella volta si fosse trattato di un brigante. E di uno parecchio sanguinario, tra l’altro! Come si chiamava?Wong?No no…Forse Yang?Mmh…Boh, non ne ho idea…>> <<Aaah già!Quello che poi è riuscito a evadere!E che per coprirsi la fuga, ha lasciato dietro uno della sua banda!Certo che i ladri sono proprio feccia della peggior specie…PUAH!Me lo diceva sempre la mia mamma nana…E aveva ragione!>> <<Sante parole quelle di tua madre, mio vecchio Gardas>><<Eheh!Puoi dirlo forte, Sargad!>>chiacchierano un po’ i due amici, mentre percorrevano il corridoio che li avrebbe portati a destinazione. Incuranti del fatto che quel bandito di cui avevano appena parlato, avesse fatto parte della stessa banda di quello che ora dovevano sorvegliare…
Dopo qualche minuto e dopo svariate scrollate di spalle in risposta alle continue grida provenienti dalla Soglia della Morte, la coppia si trovò infine davanti ad essa.
<<Bene, vediamo di farci venire un bell’esaurimento nervoso…Ahaha!>>affermò ironico Gardas, il più tozzo e anziano dei due, mentre batteva i il pugno sulla porta di ferro.
<<Ohoh!Chi va là?!Dichiarate le vostre identità!>>gli intimò qualcuno al di là della porta. Qualcuno che di certo non era granché nella recitazione…
<<Gardas e Sargad a rapporto!>>risposero loro affacciandosi alla feritoria, in attesa che gli venisse aperta la porta.
<<Ohoh!Certo certo!Entrate pure!Non ne potevamo più di questo brutto felino!Ohoh!>> disse la -presunta- guardia: poco dopo, si sentì girare una chiave nella serratura.
<<Eeeh lo immagino!Ma non temete ragazzi: adesso arrivano i soccorsi!Ahahah!>> <<Già, com’è ingiusto questo mondo: voi ora andate a dormire, mentre a noi tocca tirare fino all’alba in compagnia di questo gattaccio dalla lingua lunga!>>si lamentò Sargad, decisamente più snello e alto di Gardas, sebbene entrambi avessero circa la stessa età.
<<Ohoh!Già, un vero e proprio gattaccio troppo cresciuto: mi sarebbe piaciuto dargli una
bella spazzolata al pelo di persona!Ohohoh!>>sbraitò con voce roca una figura di spalle e con addosso un’armatura che sembrava essere stata indossata di fretta e furia…E con un mantello decisamente troppo corto…Quasi fosse stato tagliato di netto…
Al suo fianco, un secondo individuo un po’ più in ordine -era stato lui ad aprire la porta- accolse i due soldati con un cenno di ringraziamento e bisbigliò<<Aha…Vi attende davvero una nottataccia, amici…Beh, non possiamo far altro che augurarvi sogni d’oro e lasciarvi in buona compagnia: di certo non vi annoierete!>>.
<<Tsk!Fate pure gli spiritosi!Cos’è?Vi siete fatti contagiare dai suoi teatrini?>><<Aha! Bella questa!E a giudicare dalle vostre voci roche, deve avervi fatto fare molta pratica eh?Ahahah!>>scherzarono i due soldati.
<<OHOH!Non ne avete idea!KOFF!KOFF!Ma scommetto che domani non…KOFF… Riuscirà più a muovere quella sua odiosa boccaccia…OHOH…>>rispose la guardia disordinata con un’improvvisa e acuta raucedine…
<<Ehe!Vi ha davvero fatto sgolare…Eppure a vederlo ora non si direbbe così tanto canterino: mi sembra più muto di un orco morto!Ahah!>>esclamò l’omaccione dalla folta e grassa barba, alludendo all’insolito silenzio del prigioniero, che se ne stava a capo chino e con i polsi a prima vista ben avvolti da due spesse catene…
<<OHOH!Forse un altro gatto…Koff…Gli ha mangiato quella linguaccia…OHOH!>> <<Aha!Mi sa che le sue lezioni sono state di scarso livello: questa è la peggior battuta che ho sentito in vita mia!Ahah!>>fece l’omone in risposta a quel discutibile gioco di parole, suscitando un più mite consenso nel collega, che si limitò a scuotere la testa e a ridacchiare debolmente. E di certo non per divertimento…
<<Dovete scusarlo…Dev’essere molto stanco…Qua dentro ormai si respira un’aria poco sana…Credo che una bella branda potrebbe fargli passare la voglia di fare il comico da quattro soldi…>>intervenne il secondo individuo con tono chiaramente frettoloso e sbrigativo, quasi volesse togliersi al più presto da quella situazione…
E a giudicare dall’abbozzato saluto di congedo dato alle due nuove guardie, anche il suo compagno -finalmente si era girato- doveva essere dello stesso umore…
<<Beh, lo capisco!In tal caso, non vi tratteniamo oltre: andate pure a farvi una bella russata…Intanto che noi teniamo a bada questo felino troppo vivace!Aha!>>gli disse Sargad, mentre quella coppia sospetta già s’incamminava verso l’uscita…
<<Aha!Solo che al posto di una branda…>><<…Dovrete accontentarvi di passare la notte sul pavimento di una cella!>>aggiunsero di colpo gli uomini uno dopo l’altro, sguainando entrambe le loro spade e puntandole alle gole dei due presunti colleghi…
<<Aha!Non so proprio chi siate o come abbiate fatto ad arrivare fin qua, ma davvero pensavate di farcela sotto il naso?Aha!Che razza d’ingenui!Innanzitutto, un soldato con la coscienza a posto non ha motivo d’indossare il proprio elmo mentre sta scherzando con i suoi compagni…A maggior ragione se deve farsi riconoscere al cambio della guardia!Per non parlare di quei fintissimi colpi di tosse…E del fatto che a uno di voi è venuta l’inconcepibile idea di usare il proprio mantello come tovaglia…NESSUN soldato farebbe mai una cosa tanto disdicevole al proprio simbolo d’onore!Esiste un codice da rispettare, sapete?Ahaha!>><<Ma soprattutto: non avete un’aria molto familiare…E vi posso garantire che qui dentro ci conosciamo tutti MOLTO bene: dal primo dei superiori, fino all’ultimo dei novizi!>>.
Davanti a delle lame così convinte, i due impostori non poterono far altro che alzare le
mani in segno di resa…Intanto che si scambiavano uno sguardo di complicità…
<<Aha!Bene così!Non fate scherzi o ve ne pentirete: non abbiamo paura di colorare le nostre spade di rosso…Se capite che intendo!>>disse ironicamente l’omone barbuto, mentre il suo collega si lasciava scappare un’altra risata, questa volta ben più sentita…
<<Sì…Credo di aver capito il messaggio>>fece uno dei due falsi soldati, mostrando un sorrisetto ben poco idoneo per la situazione problematica in cui si trovava…Ma per sua fortuna, l’elmo gli copriva buona parte del volto…
<<Buon per te e per il tuo compare. Almeno per ora…>>li intimorì la guardia dalla figura slanciata, per poi rivolgersi al suo compagno<<Che ne facciamo, Gardas?Non credo che qualcuno si lamenterà se tagliamo qualche testolina. In fondo stiamo solo svolgendo il nostro dovere…Giusto?>><<Aha!Ammetto che l’idea mi stuzzica, mio buon vecchio Sargad…Ma questa notte mi sento allegro: alla fine ci hanno fatto buona compagnia, anche se per poco tempo. Per questa volta, facciamo rapporto al capo e lasciamo che sia lui a sbatterli al fresco!Ahahahah!>>rispose lui con una cavernosa e sonora risata. Quasi quanto quella che avrebbe potuto vantare un nano…
<<Tsk!Sei rimasto il solito tenero di cuore…Non è vero, vecchio mio?>>fece Sargad al compagno, il quale aggiunse con tono giocoso<<Aha!Beh, diciamo che tendo a chiudere un occhio, quando sono di buon umore…Ahaha!>><<Qualcosa in contrario se ti chiudo anche l’altro, allora?>>lo interruppe una voce alle sue spalle.
Quella frase non mancò di disegnare una smorfia sul volto barbuto e fino a poco prima sorridente di Gardas, che lentamente girò il capo verso la cella, senza però smettere di tenere sotto scacco i due impostori.
<<Aha!Bene bene, vedo che il nostro gattino ha ritrovato la voglia di cinguettare… Credevo stessi…>><<Per la precisione sono un leone. E comunque dovresti sapere che i gattini miagolano. Ma forse hai la barba tanto lunga e unta quanto il cervello corto e asciutto…Sì, dev’essere così…Eheh!>>.
Dopo quella provocazione, l’omone divenne rosso in volto e squadrò con occhi feroci la figura dietro le sbarre, per poi urlare<<COS’HAI DETTO DELLA MIA BARBA?! BADA ALLA TUA LINGUA BESTIA!!O IL NANO CHE È IN ME POTREBBE APRIRTI QUELLA ZUCCA COME UNA NOCCIOLINA!!>>.
<<Calmati Gardas!Non farti provocare da uno come lui!>>cercò di riportarlo alla ragione Sargad: sapeva bene cos’era in grado di fare il suo amico mezzonano, quando veniva accecato del tutto dalla rabbia…
<<Ooh…Sembra che abbia toccato un tasto dolente…Mi stavo chiedendo infatti se tu fossi un nano spilungone oppure un umano rimpicciolito. A meno che…Ah!Ho capito! Sei un meticcio, vero?Ahaha!Che coincidenza!Anch’io sono metà…>><<SARÀ LA TUA TESTA AD ESSERE FATTA A METÀ, SE ORA NON TI TAPPI SUBITO QUELLA LURIDA FOGNA!>><<Puah!Detto da uno che ha come parenti delle sporche e rozze talpe con la bocca sempre piena di terra, quello che mi hai appena detto è quasi un complimento…Ehe!>>continuò il prigioniero con parole sempre più ficcanti e offensive, quasi stesse mirando a far imbestialire Gardas sin dall’inizio…
Ed infatti era proprio ciò che voleva ottenere…
<<Basta Gardas!E tu lì dentro, vedi di tacere!>>intervenne ancora una volta Sargad, trattenendo l’amico per un braccio ed esortandolo a mantenere la calma.
Ma nulla avrebbe potuto fermarlo a quel punto…
Vedendo che il mezzonano si dimenava furioso e con il faccione ancora più arrossato di prima, il prigioniero pensò bene di dargli il colpo definitivo<<Ah, ma dai…Non dirmi che te la sei presa così tanto a male…PEPERONE BARBUTO!>>.
Quella frase fu la goccia che lo fece straboccare: un velo rosso si stese sui suoi occhi, mentre ogni cosa attorno a lui iniziò a girare e vibrare vorticosamente, rendendosi sempre più impalpabile e ovattata, per poi arrestarsi e scoppiare in seguito in un flusso travolgente di furia e calore, come se fosse stata investita da una folgore di collera…
Da quel momento, tutto accadde in una rapida successione di eventi: Gardas scattò fuori di sé verso la cella, urlando a squarciagola e con la spada ben in vista; Sargad tentò di bloccarlo, ma perse di vista i due individui sospetti, che prima lo disarmarono e poi lo immobilizzarono, mentre il prigioniero si liberò dalle catene e con un calcio poderoso spalancò l’inferriata della cella, facendola sbattere proprio contro la faccia di Gardas, che cadde all’indietro piuttosto stupito e intontito, ma abbastanza lucido per sentire il freddo di una lama sulla propria gola, sensazione che però non lo aiutò a difendersi da un improvviso colpo di scudo sulla nuca, il quale colorò di nero quel velo rosso che per pochi attimi aveva avvolto la sua mente…
<<GARDAS!Maledetti!L’avete…>><<Tranquillo, sta solo dormendo. Almeno così si eviterà un faticoso turno di guardia nel cuore della notte…Quindi perché non ci ringrazi
al posto suo?>>disse sardonico il prigioniero, ricevendo in cambio un secco e piuttosto
colorito<<FOTTITI SPORCO LADRO!!>>.
<<A quanto pare non apprezzi la nostra gentilezza…Forse vuoi raggiungere il mondo dei sogni anche tu?Ehe!Bastava dirlo subito sai?Piuttosto: ricambieresti questa nostra compassione svelandoci…Che ne so…Magari una via di fuga segreta che ci porti fuori da qui?Sai com’è, dovremmo evadere al più presto e…>><<PUAH!Come se esistesse qualcosa del genere!E comunque credi davvero che aiuterei dei fuorilegge a scappare? MAI!Piuttosto preferirei morire!>>esclamò stoico e deciso Sargad, dai cui occhi verdi trasparivano la sincerità e la fermezza delle sue parole…
Dopo quell’affermazione, il prigioniero si avvicinò a lui e gli mise un dito sulla fronte, sussurrandogli<<Capisco…Bene, come vuoi: addio, oh prode e valoroso soldato…>>per poi tramortirlo con una leggera scarica elettrica, che spense letteralmente l’uomo quasi all’istante, dopo qualche breve e momentanea convulsione del capo e degli arti.
Sotto gli occhi agghiacciati e increduli dei suoi complici…

<<Comincio davvero a credere che tu sia un tipo pericoloso: per un attimo ho davvero temuto che l’avessi ucciso a sangue freddo!Non credi di star esagerando, con questa presunta storia dell’attore?>>esclamò Burn, in parte ancora scioccato per l’atto commesso poco fa dal loro compagno di evasione…
<<E per dirla tutta, non ho mai sentito di attori che se ne vanno in giro a delinquere e a dar scosse alla gente…>><<Ahah!Ovvio, perché finora non avevi mai incontrato il sottoscritto. E poi ormai dovresti aver capito che il mio è un talento “fulminante”…>> rispose il diretto interessato con un’altra delle sue solite freddure, cosa che non parve piacere troppo al suo interlocutore…
<<Forse anche troppo…Piuttosto, sei davvero sicuro che ci sia un passaggio nascosto in una delle celle al piano superiore?>>domandò in seguito Igon, intanto che il gruppo ripercorreva a ritroso le gallerie della prigione.
<<Beh, in effetti ammetto che è un po’ una scommessa con la sorte: te la senti di credere alle parole di una guardia alticcia e dalla lingua sciolta, che mi ha sorvegliato qualche notte fa?>>fu la risposta dell’insolito e spiritoso brigante…
<<Se devo essere sincero, preferirei una fonte più attendibile>>disse schietto Igon, il quale non era il solo a provare dello scetticismo verso quella storia da taverna…
<<Ehe!Che c’è?Non mi credi?Così mi ferisci…>><<Non è questo il punto: so che non hai motivo di mentire, dal momento che ti stiamo dando una mano ad evadere. Il fatto è che…>><<Il fatto è che questo geniaccio ha pensato bene di MURARE ogni singola cella di quella stanza…Dico bene, Igon?>>intervenne Burn per mettere fine a quella discussione titubante.
<<Ahaha!Ma allora quello di murare la gente è proprio un vizio!>>scherzò il bandito con una risata divertita, alludendo a quanto accaduto poco prima dell’arrivo imprevisto di Gardas e Sargad…

<<Ho trovato!>>esclamò Igon con tono deciso, attirando l’attenzione di Burn ed Elyse, che a differenza di lui, sembravano ormai essersi rassegnati all’inevitabile…
<<Trovato?!Cos’hai trovato?!Ah sì, ho capito: ti sei scelto la cella in cui passare il resto dei tuoi giorni, dico bene?!Perché a parte questo, cos’altro potresti aver trova…>><<Non c’è tempo per scherzare!Presto, aiutami a svestirli!>>continuò il ragazzo senza dare spiegazioni precise, cosa che di fatto confuse ancora di più il compagno, il quale inarcò le sopracciglia stupito e attonito, senza sembrare intenzionato ad ascoltare l’amico…
<<Ma che ti salta in…>><<Fallo e basta!>>ribadì autoritario Igon, mentre afferrava e spostava uno dei due soldati che aveva precedentemente stordito, esortando di nuovo il compagno a fare come lui.
<<Va bene, va bene!Ho capito, “Grande Capo”!Ma almeno vuoi dirmi cosa ti frulla in quella testa?!Credi che troveremo una soluzione osservando le loro mutande?!>> fece ironico Burn, intanto che sfilava i gambali e i guanti dell’altra guardia.
<<Certo che a volte sei davvero uno…Baaah!Ma non l’hai ancora capito?!Vuole ingannare le guardie travestendosi come loro!In questo modo potremmo andarcene indisturbati e senza insospettirle, come se avessimo concluso il “nostro turno”…Solo non capisco cosa farà uno di noi tre…>><<Che intendi dire?>>chiese di getto il ragazzo, preso com’era dal rimuovere la cotta e gli spallacci del soldato svenuto. A quella domanda, Elyse si bloccò per alcuni secondi, chiuse gli occhi, sospirò molto profondamente, e portò una mano sulla fronte, chiudendosi infine in un silenzio di protesta e pura rassegnazione: non trovava nemmeno la forza di rispondere…
<<E questa scenetta cosa dovrebbe significare?Mi stai forse…>><<Significa che uno di noi dovrà nascondersi da qualche parte e intervenire quando quei due si mangeranno la foglia, dato che non conto d’ingannare sul serio delle guardie che probabilmente noteranno subito la nostra farsa. L’importante è attirare la loro attenzione il più a lungo possibile, in modo che non facciano troppo caso a…>><<Ahahah!A me giusto?>> intervenne il brigante<<Ahaha!Giuro che sareste un trio comico di tutto rispetto, se solo non fossimo in una prigione e con delle guardie dietro l’angolo…Ma dal momento che so riconoscere e rispettare un vero talento, lasciate che vi dia una mano nell’architettare questo piccolo spettacolo: per prima cosa, tu e la torcia ambulante farete da esca travestendovi da guardie, mentre lei si nasconderà sotto quel tavolo vicino a voi, in attesa di un segnale. Ovviamente, sarebbe il caso di coprirlo con qualcosa…Mhm…Vediamo un po’…Ma sì, quei mantelli fanno proprio al caso nostro!Tagliatene uno e stendetelo là sopra!Avanti!Non ci rimane molto tempo: sento che stanno arrivando!E ricordate, miei discepoli: siate il più naturali possibili!E soprattutto credibili!Non fatevi problemi ad insultarmi: dovete sembrare dalla loro parte!Ah, un ultima cosa: in caso veniste scoperti…Cosa alquanto probabile…Emh!Non temete: ci penserà il vostro maestro ad attirare su di sé le ire dei vostri carnefici e a punirli a dovere!E per il resto… Improvvisazione!Un vero attore si distingue dalla mediocrità solo quando riesce a…>><<Aaaah!Basta così!Ma quanto parli?!Già mi sto tenendo dal romperti il muso…Anche se dovrei farlo, visto che mi hai chiamato di nuovo con quel fastidiosissimo nomignolo!E poi…Di chi saresti il maestro?!Tsk!Di certo non il MIO!Ma fra tante idiozie, ne hai sparata una giusta: stai certo che NON mi farò scrupoli a riempirti di ogni cosa che mi passerà per la testa!Ahahaha!L’ora della MIA rivincita è giunta…>> <<Se continui a perdere tempo, arriverà un’altra ora: quella del nostro arresto…O peggio! Quindi sbrigati, Burn!>>esclamò Igon per far terminare quell’ormai perenne schiamazzo, mentre finiva d’indossare i pezzi della sua armatura provvisoria -a malepena della sua misura- compreso l’elmo posto sul tavolo.
<<Tsk!D’accordo “Grande Capo”!Ma stai calmo, ho quasi finito: mi manca solo… AAH!>>gridò all’improvviso il ragazzo, per poi notare che il suo mantello era stato tranciato di netto da un fendente di Elyse…
<<Ma sei pazza!>><<Forse: a furia di stare con te, sono cose che possono capitare>>
disse la ragazza con un sorriso alquanto inquietante, per poi strappare un lembo di tessuto e legarselo attorno al viso, lasciando visibili solo i suoi occhi smeraldini e alcune ciocche scarlatte e lucenti…
<<E adesso che ti prende?L’ho detto io che stai diventando matta!>><<È solo una precauzione per evitare che qualcuno possa vedermi in volto. Dato che non c’è un altro elmo disponibile, mi vedo costretta…Ad improvvisare…Ehe…>>scherzò lei con una leggera risatina, mentre ricopriva il tavolo con il lembo tagliato dal mantello e si nascondeva al di sotto di esso. Benché la ritenesse una cosa piuttosto infantile…
“Mi sembra di giocare a nascondino…Giuro che se mi fa qualcuna delle sue sciocche osservazioni…” pensò lei piena di vergogna e con intenti minacciosi nei confronti di Burn, il quale però non sembrava aver dato troppo peso alla cosa, intento com’era a sistemarsi un’armatura che evidentemente non era della sua taglia…
<<Molto bene, mi state rendendo orgoglioso…Ehi, dico sul serio!Aha!Anche se ci sarebbe ancora un altro piccolo particolare da sistemare: dove li mettiamo quei poveri denudati?Credo che lasciarli in bella vista potrebbe procurarci qualche problema per la buona riuscita della nostra messinscena. Non credete anche voi?>>precisò sarcastico il brigante, intanto che si legava i polsi alla bene e meglio con le catene ancorate al muro della cella: grazie alla penombra che aleggiava nella stanza, si sarebbe creata l’illusione che fosse ancora imprigionato come al solito.
<<Tsk!Sapevo che la tua recita da strapazzo avrebbe avuto qualche falla!E ora cosa ci suggerisci di fare, oh “Sommo Maestro”?>>lo punzecchiò Burn gongolando, contento di essersi rifatto almeno per una delle tante umiliazioni subite…
<<Improvvisiamo>>proferì secco Igon, mandando in frantumi le aspettative di rivalsa del compagno, che proprio non si aspettava di avere persino i suoi stessi amici come avversari, invece che come alleati, in quell’aspra e impari lotta contro quell’irritante ladruncolo dalla lingua troppo tagliente e dalla battuta troppo facile…
E come se questo non bastasse, gli parve anche di sentire una risatina a malapena soffocata, da sotto quel tavolo…
Ma mentre Burn teneva il broncio e guardava di sottecchi la fonte di quel suono più che eloquente, Igon stava trascinando i soldati in un angolo della stanza, instillando una visibile curiosità nel compagno e addirittura nello stesso brigante.
<<E ora che combini?Tsk…Quei due cominciano quasi a farmi pena, per come li stiamo strapazzando: in fondo facevano solo il loro dovere…Sapete che vi dico?Comincio a sentirmi un po’ in colpa…>><<Puoi aspettare almeno fino a quando non ci togliamo da questo buco?>>lo riprese il compagno, per poi sbattere le mani a terra ed ergere una lastra rocciosa, che si fuse perfettamente con la superficie muraria originaria della stanza, occultando così i due soldati ancora privi di sensi…
<<Però, questo sì che è improvvisare!Davvero non vorreste sfondare nel teatro?Credo che fareste un successone senza precedenti…>><<No grazie: se tutti gli attori sono come te, temo che farei una mattanza già durante il primo giorno di debutto. Mi basta già dover sopportare te…Ed è anche troppo, credimi!>>rispose Burn in modo tutt’altro che amichevole, senza però riuscire ad intimorire il bandito<<Oh, è un vero peccato sai? Mi era appena venuto in mente il nome della compagnia che avrei potuto formare con voi tre. Una volta usciti da qui, ovviamente…Un nome che sarebbe divenuto leggenda, destinato ad essere ricordato per l’eternità, e meritevole di essere annoverato tra gli
annali della storia del teatro: la Compagnia degli…>><<Sei davvero un testardo!Come devo dirti che non me frega nulla di questa tua stupida…>> “…Idea da strapazzo!” stava per dire il ragazzo, quando dall’esterno udì un’eco di passi e di voci che si faceva sempre più forte e vicino, tanto da essere ormai percepibile anche per le orecchie di un comune essere umano…
<<Ne riparleremo più tardi, va bene?Così avrete tutto il tempo per pensarci su>> disse speranzoso il brigante, per poi aggiungere con un sorriso<<E ora, che si alzi il sipario: è tempo di andare in scena…>>.

<<Io non ho nessun vizio>>sbottò Igon.
<<Dicono tutti così, ma si sa che chi ce l’ha non lo ammette mai>><<E allora tu quanti vizi dovresti avere, scusa?>><<Non so di che parli, torcia ambulante>>sorrise il sedicente attore con aria sorniona…
<<E NON CHIAMARMI COSÌ!Comunque mi riferisco al vizio di rompere le balle, di fare troppe battutine, di non stare mai zitto…E molti…MOLTI altri…>><<Quello, caro mio, si chiama “talento naturale per il teatro”…>>si vantò il brigante.
<<Certo, come no…>>ruotò gli occhi Burn…
<<E a proposito di teatro: dove credi di andare con quel mantello?Ti va un tantino lungo, sai?Non saresti molto credibile, se recitassi con un costume del genere, onestamente…>> <<E chi è che deve recitare?Me lo sono preso perché mi piace: assomiglia a quello del Maestro Brahon, non trovate?>>sorrise il ragazzo mettendosi in posa: e meno male che non doveva recitare…
<<Sì, hai ragione. Ma su di te sta malissimo>>lo smontò il suo acerrimo avversario…
<<AH!La tua opinione mi è del tutto irrilevan…AAH!>>il ragazzo inciampò all’indietro:
si era pestato il mantello da solo…
<<BURN!Ma mi spieghi perché devi sempre fare il bastian contrario?!Perché te lo sei portato dietro?!Non vedi che sei ridicolo?!>>gli fece notare Elyse senza mezzi termini…
<<Che gentilezza!Ma poi che importa a voi?!Era un peccato lasciarlo su quel tavolo a prendere polvere!E visto che il resto dell’armatura mi stava scomodissima, ho scelto questo!Sarà anche un po’ lungo, ma sempre meglio di quell’elmo che mi strappava i capelli!Guardate, ce li ho ancora tutti in disordine!>>si giustificò il ragazzo…
<<Non possiamo fermarci ogni volta che c’inciamperai: se proprio lo vuoi portare con te, almeno nascondilo in qualche modo!>>gli disse allora Igon.
<<Sì ma…E dove me lo metto?>>si grattò la testa il compagno…
<<Guarda, al tuo posto mi ci fascerei il braccio, davvero!>>lo prese in giro l’amico: nemmeno Burn avrebbe potuto fare una cosa così stupida…
<<Mmh…Ottima idea!>>si mise invece all’opera lui: una volta sganciatosi il parabraccio destro, piegò il mantello in modo da adeguarlo alla lunghezza del proprio braccio, se lo avvolse attorno all’arto, e infine si risistemò la protezione.
<<Ecco, così può andare!>>proferì Burn soddisfatto. Nonostante ora avesse un braccio leggermente più gonfio dell’altro…
<<Ma…Ma così non ti dà fastidio…?>>gli chiese giustamente la compagna di squadra…
Burn allora sferrò qualche pugno di prova, poi rispose<<Naaah!Lo sento a malapena!>>.
<<Ah…Beh, buon per te…>><<Ehehe!Grazie!Così appena usciamo da qui, me lo provo con calma!>>e si rimise in marcia tutto bello contento…
A quel punto, il loro prigioniero dalla battuta facile, che aveva seguito la scenetta con aria perplessa, si avvicinò alla ragazza e le bisbigliò ==Ma fammi capire, tu che lo conosci bene: ci è o ci fa…?== alché lei rispose ==Ecco…Temo che…Che ci sia…==.
==Ah…Beh, mi dispiace per voi: non dev’essere facile…== <<No non lo è, ma te non sei da meno, fidati>>gli passò oltre Igon.
<<Ehi!Che state lì a cianciare?Forza, proseguiamo!>>li incoraggiò Burn.
<<Ma dovevi proprio dargli quel suggerimento…?È l’unico di noi che si è preso qualcosa da quei…>><<Cammina Elyse, ti prego…>>.
Ridendosela sotto i baffi -che non aveva- il bandito pensò “Ehehe…Sono davvero dei tipi spassosi: formerebbero un trio comico niente male…”.
<<Guarda che ti lasciamo qua!>><<DAVVERO?!>><<No, Burn!>>.
“Signori e signore, ecco a voi Igon, Burn, ed Elyse: la Compagnia degli Impavidi Evasi!Un applauso per questi astronascenti del teatro!” fantasticò il loro compagno di fuga, seguendoli poco dopo: le vie della Fortuna erano davvero imperscrutabili…
Ma pur di uscire da quella prigione, avrebbe sfruttato CHIUNQUE…

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