#16 Vicolo cieco [Alayard]

2017-06-3--22-02-36 (2)

Autore: Riccardo Ferro

<<C’è una cosa che mi sta ronzando nella testa da un po’: com’è possibile che quelle due guardie non si siano accorte di niente?>>fece notare tutto d’un tratto Burn, riferendosi a ciò che Igon aveva fatto in quella galleria al piano superiore…
<<Beh, i casi sono due: o erano così tonte da non rendersene conto, oppure hanno preso una strada secondaria per arrivare fin quaggiù. Personalmente, io voto per la seconda opzione, dato che sono state abbastanza sveglie da smascherarvi subito>>gli rispose il bandito con una sottile vena di delusione, quasi non fosse stato molto soddisfatto dalla recita dei suoi tre neoapprendisti…
Contando di stuzzicare ancora una volta il ragazzo, il fuggitivo dalla lingua mordace attese la sua solita reazione furiosa e sbraitante…Ma con rammarico e sorpresa, notò che Burn non stava ribattendo come al solito: che avesse deciso di non dare più retta a quelle provocazioni sibilline?
“No, impossibile: non è da lui…” pensò preoccupato, squadrando la sua vittima e sforzandosi di trovare nuovi modi per farlo impazzire…
<<E infatti ci sono due percorsi per arrivare all’ultimo livello della prigione>>fece Elyse con tono un po’ da saputella…
<<Davvero?E come fai a saperlo?>>chiese Burn piuttosto incerto, ricevendo subito la risposta della ragazza<<Ce l’hanno insegnato all’Accademia Militare>>.
A questo punto il compagno sgranò gli occhi ed esclamò<<E tu pensi che possa ricordarmi una cosa del genere?!>><<Certo che no>>ribatté lei secca.
Con il volto gonfio di esasperazione, il ragazzo allora esclamò<<Ti ci metti pure tu adesso?!Ti sei forse messa in combutta con questo dannato gatto dalla lingua lunga?!>>
<<Leone, per la precisio…>><<STA’ ZITTO!>>sbottò lui in seguito per far tacere quel fastidiosissimo felino…
<<Smettetela tutti quanti!Non possiamo farci beccare proprio adesso!>>li ammonì ancora Igon, che era davvero stufo di tutte quelle sceneggiate immature…
<<Quelle due guardie venivano a dare il cambio, quindi sono passate per la galleria che unisce le loro stanze e l’ultimo livello della prigione, mentre noi abbiamo preso la strada che fanno i prigionieri. È per questo che non si sono accorte di nulla. Hai capito adesso?>><<Certamente, “Grande Capo”!>>gli rispose Burn sarcastico: non poteva credere che persino Igon si ricordasse di una vecchia lezione di “Litovia Nostra”.
<<Allora si direbbe che la Dea Fortuna stia guidando i nostri passi…>>commentò il loro nuovo compagno con la sua solita vena poetica…
<<L’importante è uscire fuori da qui>>asserì il ragazzo con tono pragmatico.
<<Esatto>>aggiunse Elyse accelerando il passo.
Vedendola così decisa, il resto del gruppo si affrettò a starle dietro, arrivando ben presto nella stanza interessata, che ad uno occhio molto attento sarebbe apparsa più stretta rispetto alle altre gallerie…
<<Bene…E ora che si fa?>>sbottò Burn ancora un po’ imbronciato.
<<Per prima cosa, prendiamo qualche piccola precauzione>>disse Elyse porgendo ai suoi compagni quattro lunghi lembi di stoffa, ricavati da quel mantello che lei stessa
aveva precedentemente porzionato proprio per quel momento.
<<Usateli per coprirvi il volto>>aggiunse lei in seguito, intanto che si mascherava a sua volta il viso, lasciando visibili anche questa volta soltanto i capelli e gli occhi.
<<Mi sembra una buona idea: così ognuno di voi potrà calarsi meglio nella parte>>fece divertito il fuggitivo, afferrando poi un pezzo di tessuto con una risatina sospetta…
<<Nella parte?Quale parte?Ehi, che intendi?!>>chiese ingenuamente Burn, imitando il suo gesto e legandosi un altro dei quattro lembi attorno alla bocca e al naso.
<<Uhuhmh…Ma è ovvio: nella parte di mie sottoposti, naturalmente…>>rispose il brigante con gusto, suscitando nel ragazzo una reazione prevedibile: senza preavviso, il giovane dall’animo focoso si strappò il bavaglio e lo bruciò sotto gli sguardi attoniti e piuttosto contrariati di Elyse e Igon…
<<Ma che ti salta in…>><<Col cavolo che gli faccio da scagnozzo!>>gridò Burn senza far finire la frase alla compagna.
<<Non è il momento di fare il bambino, Burn!Preferisci correre il rischio di essere riconosciuto?!Così metti in pericolo anche noi!>><<Non accadrà, te lo prometto>> <<Sai che me ne farò delle tue promesse, una volta al fresco?!>><<Ah, è così?!Ora che ti sei alleata con questo buffone, la parola di un amico non conta più nulla eh?!>> <<Ma che stai…>><<BASTA!>>intervenne Igon, per sedare quella che stava diventando ben più di una semplice e periodica litigata…
<<Vi siete dimenticati dove siamo?Se proprio dovete battibeccare, almeno fatelo a bassa voce. O meglio ancora, a bocca chiusa>>concluse il ragazzo con il volto già coperto, per poi squadrare Burn e dirgli<<Presto, mettiti il suo, tanto lui non ha più un’identità da nascondere. A differenza nostra>>.
Il compagno allora lo guardò male e con faccia schifata esclamò<<Neanche per sogno! Potrebbe passarmi qualche malattia!Come per esempio il suo pessimo senso del…>>
<<Burn!Abbiamo un compito da svolgere: che direbbe il Maestro se ti vedesse fare queste scenate?Avanti!>>lo interruppe la sua compagna, conscia di aver finalmente trovato un modo per farlo collaborare. Infatti, dopo essersi immaginato il maestro che lo riempiva di bernoccoli, Burn si zittì, fece una strana ed enigmatica smorfia, prese il lembo di stoffa destinato al brigante e se lo annodò attorno al viso senza più alcuna lamentela. Quantomeno vocale…
<<Confesso che nemmeno io vorrei far arrabbiare quell’uomo. Ma di sicuro non mi farei ammaestrare come un cuccioletto…>>lo stuzzicò ancora il ladro dalla battuta facile, ma il ragazzo, questa volta, seppe come ribattere in modo altrettanto tagliente…
<<Ne dubito: sei una bestia ribelle. E per tale ti addomesticherebbe>>.
Per un istante, comparve una leggera ombra sul volto del bandito…
<<Ahaha!Complimenti: stai facendo progressi>>affermò lui in seguito soddisfatto, con una risata di compiacimento che subito cancellò quella sua aria minacciosa…
<<“Quando un fuoco non si spegne, impara a divorarlo”>>proferì Burn sotto gli occhi stupiti dei presenti…
<<Allora qualche volta le ascoltavi le lezioni dell’Accademia>>fece Elyse ironica…
<<“Attendi come la cenere, agisci come l’incendio”>>le rispose il compagno con un’altra massima, cosa che cominciava a diventare un tantino fastidiosa per lei…
<<Va bene: abbiamo capito che seguivi molto volentieri le ore di “Il Savio Fuoco”… Adesso però vediamo di darci una mossa!>>lo esortò Igon, preparandosi a far tornare la galleria al suo stato originario: appoggiatosi sul ginocchio destro, il ragazzo sbatté le mani a terra e subito le spesse pareti rocciose iniziarono a rientrare nel pavimento.
<<Esatto: leviamo il sipario su questa nuova e magistrale messa in scena!>>esordì il bizzarro attore, mettendosi in una posa teatrale per enfatizzare il grande evento, mentre la stanza cominciava a riempirsi di mormorii sorpresi e di schiamazzi agitati, che s’intensificarono in maniera sempre più crescente, fino a diventare un’accozzaglia di frasi confuse e sovrapposte che echeggiò con forza per tutta la galleria.
<<Chi diamine siete?!>><<Cosa sta succedendo qui?!>><<Siete stati voi prima?!Ma come avete potuto farlo?!Stavo per impazzire in quel buio!>><<Tsk!E pensare che stavo dormendo così bene…>><<Le guardie!Chiamiamo le guardie!>><<Idiota!Che senso avrebbe?!>><<Ehi, voi!Fateci uscire da qui!State scappando giusto?Ehehe!Su, forza!Fra prigionieri bisogna aiutarsi…Dico bene?!Ehehe!>.
In mezzo a quel disordine sonoro, l’attore in fuga sollevò le braccia e fece un inchino, benché il suo pubblico non sembrasse apprezzarlo molto…
Igon invece cercò di placare gli animi dei prigionieri, ma questi non parevano disposti a calmarsi facilmente e con le buone…
A quel punto, Burn decise d’intervenire: mettendo bene in mostra le mani, il ragazzo avvolse le proprie braccia in intense e vistose fiammate, che nella penombra della stanza risultarono ancora più brillanti e intimidatorie, tanto che il vociare dei galeotti si fermò quasi subito: evidentemente, doveva averli spaventati a dovere…
<<Tacete e ascoltate cos’ha da dire il mio amico…O finirete arrosto!>>lì terrorizzò ancora di più il ragazzo, permettendo finalmente al suo compagno di parlare…
<<Vorrei proporvi un compromesso: voi ci dite in quale cella si trova il passaggio segreto che porta fuori dalla prigione…E noi vi togliamo di mezzo questo molestatore che vi ha rovinato il sonno per tutte queste notti. Che ne dite?Mi sembra un accordo accettabile. In fondo, non credo che vi aiuterebbe molto sapere chi siamo o perché lo stiamo tirando fuori di qui. Dico bene?>>.
Le parole del ragazzo, il cui bavaglio ne camuffava la voce, caddero come un fulmine a ciel sereno in mezzo ai carcerati, che per un po’ rimasero basiti e in totale silenzio, non sapendo effettivamente come rispondere. Alla fine però, si levarono delle voci<<Questa è la più grande favola che abbia mai sentito!Ahah!Un passaggio segreto in una di queste celle?Aha!E tu pensi che ce ne staremmo qua sapendo di una simile opportunità?! Ahahahaha!>><<Altro che passaggio segreto: queste celle sono più robuste di una fortezza!Non ci avrei passato quasi un anno, altrimenti!>><<Ehi!Volete venire a controllare nella mia?O magari in una di quelle vuote?Ehe!Tanto avrete molto tempo per esaminarle tutte quante…Una volta che vi ci avranno sbattuto dentro!Ehehe!>><<Roba da non credere: c’è ancora chi crede a queste storie da taverna!Ahahah!>><<Ehehe!Vi è andata male, cari miei!>>.
Quelle derisioni e quegli scherni non erano proprio ciò che il gruppo sperava di sentire, e infatti degli sguardi poco amichevoli si posarono su chi aveva deciso di dare credito ad una simile diceria senza fondamento…
<<Emh…A quanto pare abbiamo perso la scommessa: la Dea Fortuna ci ha negato il suo provvidenziale favore!Ahimè!Come faremo adesso a fuggire dalla morsa di questo disperato Fato che su di noi ora incombe?Voglia il Cielo donarci il suo…>><<Non so
cosa mi stia trattenendo dallo smontargli la faccia>>lo interruppe Burn sul punto di
ardere dalla rabbia. LETTERALMENTE…
Cosa che avrebbe fatto anche Elyse, se ne fosse stata capace…
Pure Igon era decisamente deluso e irritato: quella era l’unica speranza per andarsene senza rischiare ulteriormente, ma ora si pentì di aver riposto la propria fiducia in un tizio che nemmeno sembrava prendere sul serio la loro attuale situazione…
A questo punto, non rimaneva altro da fare se non continuare a ripercorrere tutta strada al contrario, fino all’entrata principale. Ma come potevano essere certi del fatto che avrebbero incontrato altre sentinelle “attente” e “ligie al dovere”…Come Burbak…?
Sarebbe bastato un solo errore, per compromettere quanto fatto finora…E per condannare, probabilmente, il destino dell’intera nazione…Ma quali altre scelte avevano, stretti com’erano in quel vicolo cieco senza uscita?
A breve, sarebbero potute arrivare delle guardie di ronda: era già stata una fortuna che nessuno fosse ancora passato per quella stanza…
Più ci pensavano, più a Igon e ai suoi compagni non veniva in mente nulla: erano a corto di idee…E soprattutto di tempo…
“Maledizione!Non possiamo fallire così!” imprecò mentalmente il ragazzo, sforzandosi di trovare al più presto un modo per uscire da quella circostanza per nulla rosea.
Ma fu tutto inutile: la Dea Fortuna, come piaceva chiamarla al loro fuggitivo acquisito e dalla parlantina sempre pronta, sembrava proprio aver voltato loro le spalle…
Difatti, l’ansia e la delusione del gruppo potevano quasi essere annusate in quel lungo e stretto corridoio: l’aver dato retta a quella voce di taverna avrebbe garantito loro un prolungato soggiorno in un umido loculo di prima classe…Non fosse stato per l’intervento seccato di un prigioniero alquanto singolare…
<<Il passaggio segreto…Aaaw…È nella cella dietro di voi…>>disse all’improvviso il carcerato con aria assonnata e col tono di chi è stato appena svegliato controvoglia, strabuzzando gli occhi e aggiungendo in seguito un profondo sbadiglio: ben diversa fu invece la reazione degli aspiranti fuggitivi…
<<Cos’hai detto?!Ci pigli in giro anche tu?!>>esclamò Burn incendiando un pugno, prima che Igon intervenisse e chiedesse<<Come fai a saperlo?>>.
<<Aaaw…Lo so perché l’ultimo ad usarlo…Aaaaaw…È stato il mio ex capobanda circa sei anni fa…Aaaw…Quando io e altri miei compagni l’abbiamo fatto evadere…Scavando proprio quel condotto che passa per le fogne…Aaaaw…Peccato che quel gran bastardo mi abbia lasciato indietro per coprirsi la fuga…Puah!Spero che ora stia marcendo in qualche altro buco!>>rispose il prigioniero nei minimi dettagli, intanto che il sedicente attore -barra ladro- non la smetteva di tenere lo sguardo fisso su di lui…
<<E perché dovremmo crederti?>>domandò Elyse insospettita e poco disposta a prestargli fede, benché non fosse rimasto molto altro da fare, arrivati a quel punto.
<<Perché non vedo l’ora di ritornare a dormire in santa pace…Aaaaw…Senza più essere disturbato da quell’animale…Quindi vedete di muovervi e portatevelo il più lontano possibile da me!Tsk!Lo avrei preferito con una corda al collo, ma in fin dei conti, mi basta non sentirlo più latrare nel cuore della notte…>><<Sarò molto lieto di togliere il disturbo, mio caro collega: restatene pure qui a sbadigliare e a sonnecchiare come hai sempre fatto, mentre io tornerò ad essere un leone libero e fiero, che mai abbaierà per ingraziarsi il padrone che lo tiene al guinzaglio…E se dovesse capitarmi, vedrò di porgere i tuoi saluti a chi sappiamo noi…Kener’uzurash!>>intervenne il diretto interessato con parole enigmatiche, concludendo il tutto con quello che pareva essere un insulto in chissà quale lingua: quei due parevano proprio conoscersi bene…
<<Non mi piace compatire un fuorilegge, ma…Francamente, capisco perché non vuole più averti tra i piedi>>gli disse Burn, un po’ disturbato dal fatto che si mettesse a parlare in un modo a lui incomprensibile…
<<Il sentimento è reciproco>>ribatté il brigante, senza smettere di fissare l’uomo dentro la cella, che ricambiò lo sguardo di sfida…
“Ho una strana sensazione: possibile che si conoscano…?” pensò preoccupata Elyse, mentre la galleria sembrava essersi riempita di una forte tensione…
<<Tu non me la racconti giu…>><<Non è il momento di perdersi in qualche racconto da brigante: scopriamo una volta per tutte se questo passaggio segreto è solo una storiella oppure la soluzione ai nostri problemi>>fece Igon interrompendo Burn, per poi voltarsi verso la cella indicata e aggiungere<<Cerca di sciogliere e di flettere queste sbarre, poi lascia fare a me>><<Agli ordini, “Grande Capo”!>>sbottò il compagno mentre afferrava le due sbarre centrali dell’inferriata: con la fronte corrugata per lo sforzo, il ragazzo concentrò la propria energia magica nelle mani, rendendole sempre più incandescenti e sprigionando persino un leggero vapore, finché le due sbarre metalliche non iniziarono a brillare di un arancio acceso e a fondersi poco alla volta, per poi piegarsi sotto la forza lenta ma costante delle sue braccia.
<<Amf…Così…Amf…Ti basta?>>chiese Burn con un fiatone piuttosto pronunciato…
<<Direi di sì>>gli rispose il compagno, intanto che s’infiltrava nell’inferriata appena deformata e ancora fumante, la quale ora poteva a malapena permettere il passaggio di una persona che avesse la sua stessa corporatura. Una volta dentro, Igon esaminò la parete davanti a lui, tastandola con meticolosità per verificarne la resistenza. E con sua piacevole sorpresa, constatò che era alquanto sottile…
Nello stesso momento, avendo assistito a quella notevole dimostrazione di forza con occhi ammiranti e speranzosi, gli altri carcerati tentarono di persuadere il suo amico a fare lo stesso con le loro celle.
<<Ehi, tu!Forza ragazzo, piega anche queste dannate sbarre!>><<Sì sì, proprio così! Vieni anche da noi!>><<Avanti!Dai una mano a dei fratelli in difficoltà!>><<Ehi!Ci stai ascoltando?!Eddai!Non farti pregare troppo!>><<Presto!Fammi uscire da qui!>>.
Sfortunatamente per loro, quelle richieste chiassose e confuse non vennero accolte dal ragazzo e dai suoi compagni, che parevano anzi piuttosto infastiditi.
<<Prima ci deridete e poi pretendete il nostro aiuto?>><<Mi dispiace per voi, ma non siamo qui per provocare un’evasione di massa: mi basta già questo tipo che ci stiamo portando appresso!>>dissero Elyse e Burn senza troppe riserve, mentre Igon cercava di calmarli per evitare di attirare l’attenzione di qualche sorvegliante indesiderato…
<<Mi rendo conto che possa sembrare ingiusto far uscire soltanto lui, lasciando tutti voi qui dentro. Ma il suo è…Un caso speciale, per così dire. In fondo, non è colpa nostra se vi ritrovate al fresco. E poi, tutto sommato, voi non avete motivo di temere per la vostra vita, visto che non avete attraversato la Soglia della Morte. Anzi, se vi aiutassimo, rischieremmo di mettervi nei guai, in caso ci scoprissero. Quindi portate pazienza e pensate a cosa fare della vostra vita una volta fuori di qui. Ne avete di tempo per farlo, giusto?Bene, perché noi invece non ne abbiamo>>disse il ragazzo ai prigionieri, per poi indirizzare un’occhiata esortativa ai suoi compagni e aggiungere un secco e sbrigativo
<<Andiamo>>.
Ovviamente, i galeotti non presero molto bene quel rifiuto, tanto che le loro suppliche di
speranza si tramutarono subito in grida di protesta, per poi degenerare in numerosi insulti dalle tinte colorite e scurrili…
<<Non sembrano molto disposti a prolungare la loro permanenza. Ma d’altro canto, il Fato ha sempre sorriso a pochi eletti…Ed è dunque naturale, che io sia fra questi. Non siete d’accordo con me?>>domandò altezzosamente il sedicente attore, ricevendo come risposta un tagliente<<NO>>da parte del solito spettatore…
<<Spero che fra quei pochi eletti ci sia spazio anche per noi>>scherzò Igon con la mano appoggiata al muro della cella.
<<Beh, se accetterete di essere miei discepoli, forse potreste avere qualche speranza di essere considerati come tali: non tutti nascono speciali come me…>><<Questo è poco ma sicuro. Ma preferisco la mia normalità, se non ti dispiace>>affermò Burn, che ormai sembrava quasi averci preso gusto a continuare quella sfida verbale…
<<Ahaha!L’ho detto io che stai facendo progressi!>>si complimentò il bizzarro attore, intanto che Igon cercava di concentrarsi senza successo…
<<Certo che voi due non vi stancate proprio mai: riuscite a non pizzicarvi almeno per un attimo?Sto cercando di portarci tutti fuori da qui, se non l’aveste capito>>disse il ragazzo con molta più arrendevolezza del solito, per poi chiudere gli occhi e sbattere il palmo della mano sulla parete: di colpo, questa cominciò a tremare e a creparsi, fino a quando non crollò totalmente, rivelando a tutti gli effetti un condotto nascosto. A quella vista, l’intero gruppo tirò un sospiro di sollievo: evidentemente, la tanto chiamata in causa Dea Fortuna aveva voluto semplicemente giocare un po’ con loro…
<<Vedete?Ero sicurissimo che ci fosse un passaggio segreto!Ora come minimo dovreste genuflettervi davanti a me, in segno di adorazione e di pentimento per la vostra mancanza di fede nei confronti di me medesimo, ovvero il vostro Sommo Salvatore!>>esclamò con veemenza il loro compagno di fuga, benché stesse recitando come al solito…
<<TE LO SOGNI!Tsk!Ma pensa te…Adesso non è che te ne devi approfittare troppo, solo perché, per UNA volta, le tue chiacchiere sono servite a qualcosa…E lo ribadisco: per UNA volta!>>dovette ammettere -suo malgrado- Burn: ora come ora, l’unica cosa importante era potersene andare da lì…
<<Quasi non ci credo>>aggiunse Elyse, ancora incredula del fatto che quella storiella corrispondesse invece alla realtà…
<<Non si sono nemmeno presi il disturbo di ostruire il condotto come si deve: è per questo che mi sono accorto che il muro era più fragile di quanto sembrasse. Beh, tanto meglio per noi>>affermò infine Igon con soddisfazione, per poi farsi strada tra le macerie e addentrarsi nella galleria che gli si parava davanti, seguito uno alla volta dai suoi tre compagni, che come lui non vedevano l’ora di rivedere il cielo. Ma non appena furono entrati del tutto, Igon si fermò e posò una mano sul terreno, ergendo una parete rocciosa alle loro spalle che sigillò l’entrata.
<<Ehi!E ora che ti prende?!>>chiese Burn allarmato, ma l’amico non tardò a chiarire i suoi dubbi<<Faccio in modo che nessuno possa seguirci>>.
Il compagno allora si tranquillizzò, dandosi mentalmente dello stupido e blaterando disordinatamente<<Emh…Ma certo!Ahahaha!Mi sembra un’ottima idea!In fondo, non si sa mai: meglio non ritrovarsi con gente alle costole…Già…Dopo tutta la faticaccia…Che
abbiamo fatto…Emh!Mi pare…Più che giusto…>>.
<<Eheh!Confermo quanto ho detto finora: tu hai la mania di murare viva la gente! Ahahaha!Dico sul serio: è proprio un vizio che non riesci a toglierti, vero?Ahah!Anzi, da “muragente” cronico, scommetto che ti sei davvero dovuto sforzare, per liberare quei due che avevi intrappolato all’inizio…>>.

Al piano di sotto, quattro uomini imbavagliati e con i polsi e le caviglie ben legati, ebbero, per un attimo, la strana sensazione che le loro orecchie stessero fischiando…
E anche in maniera piuttosto insistente…
Ma presi com’erano a scambiarsi sguardi d’intesa nel disperato tentativo di sciogliersi faticosamente a vicenda i nodi, non ci diedero troppa importanza…

<<Potrei dire lo stesso della tua propensione a fulminare chi ti trovi di fronte>>rispose Igon con fare ironico, suscitando la risata del suo interlocutore, che ribatté<<Ahahah! Anche tu continui a fare progressi notevoli!>><<È ovvio: a furia di doverti sopportare, chiunque imparerebbe a risponderti per le rime!>>disse in seguito Burn.
<<Ahaha!Davvero un’ottima teoria, mio caro e giovane discepolo: un po’ come una preda che impara dal cacciatore…>>fece il bandito con tono più allusivo del solito, per poi aggiungere<<Ma non scordiamoci della tue tendenze da piromane…E della SUA grande passione per i bavagli…>>riferendosi ovviamente al ragazzo…E per la prima volta in assoluto, persino ad Elyse…
<<Non farmi pentire di non aver tappato la bocca anche a te>>proferì lei minacciosa e con un leggero imbarazzo: ora cominciava a capire come si sentiva il compagno…
<<Ohoh!Mi si rizza la coda per la paura!>>scherzò lui muovendola su e giù…
<<Ecco un altro dei tuoi numeri da circo>>aggiunse Burn senza troppe riserve.
<<In verità, il circo è un mondo che per qualche ragione…Mi trasmette un’avversione viscerale…>>rispose lo stravagante attore con una punta di malinconia, che ben veniva espressa dalla cupa ombra che tutto ad un tratto gli era calata sul volto…
<<Avrei detto il contrario>>ribatté il ragazzo senza soffermarsi nemmeno un attimo sul possibile significato di quelle parole.
“Questo qui è davvero un tipo strano…” pensò sospettosa Elyse, la quale, a differenza del compagno, stava davvero cercando d’immaginare cos’avesse voluto dire con quella frase così imperscrutabile…
<<Significa che non mi conosci affatto>>fece il brigante in modo sbrigativo, come se volesse subito chiudere quella discussione…
<<Lo credo bene: sei la persona più bizzarra che abbiamo mai incontrato!Penso che non ci basterebbe una vita intera per capirti fino in fondo>>intervenne Igon divertito, mentre per una volta aveva ceduto il ruolo di guida a Burn: in quel tunnel sempre più buio, l’unica fonte di luce disponibile era rappresentata dai suoi pugni ardenti. Tuttavia, il buio non era l’unico elemento a dominare quel cunicolo: man mano che i quattro lo percorrevano, dal fondo iniziò a risalire un lezzo disgustoso e asfissiante, che aggredì il loro olfatto senza lasciargli scampo…Eppure, non tutti i loro nasi percepirono quel tanfo allo stesso modo: in quel frangente, l’esuberante bandito -barra teatrante- stava maledicendo il suo olfatto ipersviluppato…
<<Se avessi saputo…Che il passaggio…Ci avrebbe portato in una fogna…Avrei…Avrei
preferito…Affrontare decine…E decine di guardie…>>tentò di dire con molto difficoltà il sedicente attore, mentre con una mano si copriva il naso nel disperato -ma vano- tentativo
di non respirare quell’aria fetida…
<<A quanto pare…Anche tu hai dei punti deboli…>>lo schernì Burn, benché anch’egli non se la stesse passando poi tanto meglio…
<<Più si è…Alti…Più ci si fa male…Quando si cade…>>rispose a fatica il brigante, suscitando una risatina da parte del suo rivale di battute…
<<Almeno l’hai…Ammesso…Aha…>>aggiunse lui col naso tappato.
<<A quanto vedo…Nemmeno questa puzza riesce a farvi stare zitti…>>li rimproverò Igon con foce soffocata…
<<In…In effetti…Per ora…Vorrei…Vorrei fare…A meno di…Parlare…Koff!Voi non…Voi non avete…Idea…Sto…Malissimo…Non è…Una recita…Stavolta…KOFF!Non ho…Non ho nemmeno…Un bavaglio…Come voi…Koff!Koff!>>farfugliò il bandito tra colpi di tosse e appoggiandosi alla parete per non cadere a terra. Vedendolo in quelle condizioni, Igon si fermò e lo aiutò a stare in piedi sostenendolo dalle ascelle, ma il loro compagno di fuga stava VERAMENTE soffrendo: ad un certo punto, il respiro cominciò a mancargli, il volto gli divenne paonazzo, la vista gli si annebbiò di colpo, finché non fu costretto a piegarsi addirittura sulle ginocchia…
<<Ehi!Ehi!Ehi!Tieni duro!Non azzardarti a morire così!Non dopo tutto quello che abbiamo fatto per liberarti!>><<Non è rinfacciandoglielo che lo aiuterai, Burn! Dobbiamo portarlo in un punto più arieggiato!>><<Esattamente!Quindi datemi una mano a sollevarlo, invece di blaterare!>>esclamarono i tre compagni nella più totale agitazione e confusione mentale: non avrebbero mai pensato che la situazione potesse prendere una simile piega…
Di questo passo, si sarebbero vanificati tutti i loro sforzi di rinvenire il denaro ancora nascosto nel suo covo -chissà dov’era!- e lui si sarebbe portato quel segreto nella tomba: un morto soffocato ha ben poco da raccontare…
<<Accidenti a te e al tuo naso!>>esclamò Burn per sfogarsi, ma sdrammatizzare in quelle circostanze non avrebbe di certo giovato al morituro…
<<Se hai fiato per dire idiozie, usalo per andare più in fretta!>>gli disse Igon irato, mentre cercava di marciare il più velocemente possibile…
<<La fai facile tu: pesa più di quel che sembra!E non dimenticarti che mi tocca pure fare luce in questo dannato buco!>><<Sarà anche pesante, ma dobbiamo fare in modo che non diventi un peso MORTO, quindi muoviti!>>disse Elyse in modo autoritario, pur lasciandosi scappare una dose di umorismo un po’ fuori luogo: oramai erano stati tutti contagiati dal suo modo di fare, dal primo all’ultimo…
<<Tu nemmeno ci stai dando una mano!>>le fece notare il compagno, prima che lei replicasse<<E cosa dovrei fare?!Prenderlo per la coda?!>>.
<<NOOOO!Vi prego, tutto ma non la coda!>>esclamò di colpo qualcuno…
Qualcuno che sarebbe dovuto essere sul punto di soffocare da un momento all’altro…
<<Ops…Mi avete scoper…Emh!Cioè nooo!Guardatemi, sto morendo!Aaah!Ahimé! Sento la vita che rifugge dalle mie carni…Sento che sto per partirmi…Da questo mondo crudele…Sento che…Che…Che volete farmela voi, la pelle…>>smise dopo un po’ di fare quella sceneggiata: con i loro sguardi aggrottati, Igon, Burn ed Elyse gli stavano tacitamente dicendo che il tempo degli suoi spettacolini era finito…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...